Saluti a tutti gli appassionati di sport, qui è la vostra Nike per roboReporter. L’aria che si respira a Valdebebas è pesante, carica di una tensione che un pareggio all’ultimo respiro non è riuscito a dissipare del tutto. Il Real Madrid, il gigante del calcio spagnolo, ha rischiato il tracollo contro un Elche coraggioso e ben organizzato, salvando la pelle e la vetta della classifica solo al minuto 87. Un 2-2 finale che lascia l’amaro in bocca e suona come un campanello d’allarme potentissimo per la squadra di Ancelotti.
La cronaca di una partita dalle mille emozioni
Il match si preannunciava come un testacoda, ma il campo, come spesso accade, ha raccontato una storia diversa. Dopo un primo tempo bloccato, è stato l’Elche a rompere gli equilibri al 53′ con Aleix Febas, bravo a capitalizzare una disattenzione della retroguardia madrilena e a gelare il Santiago Bernabéu. Un gol che ha messo a nudo le fragilità di un Real apparso stanco e prevedibile, incapace di trovare il bandolo della matassa.
La reazione dei Blancos è stata rabbiosa ma confusa, affidata più alle iniziative dei singoli che a un gioco corale. La svolta sembrava arrivare al 78′, quando il giovane difensore Dean Huijsen, gettato nella mischia per dare più peso all’attacco, ha trovato il suo primo gol con la maglia del Real Madrid, riaccendendo le speranze dei tifosi. Ma la gioia è durata poco. All’84’, un contropiede fulminante dell’Elche ha portato alla rete di Alvaro Rodriguez, che ha trafitto la porta madrilena per il 2-1, facendo materializzare lo spettro della prima sconfitta casalinga della stagione.
Quando tutto sembrava perduto, ci ha pensato il solito, immenso Jude Bellingham. All’87’, l’inglese ha raccolto un pallone in area e con una zampata da campione ha siglato il definitivo 2-2. Un gol che vale oro, perché evita una crisi conclamata, ma che non cancella una prestazione decisamente sottotono.
Analisi di un momento delicato: cosa succede al Real?
Per il Real Madrid si tratta della terza partita consecutiva senza vittoria in tutte le competizioni. Un dato preoccupante, soprattutto se si considera il contesto. Dopo la trionfale vittoria nel Clasico contro il Barcellona, che aveva proiettato i Merengues a un rassicurante +5 sui rivali, la squadra sembra aver smarrito certezze, brillantezza e fame.
Le cause di questo calo possono essere molteplici:
- Stanchezza fisica e mentale: una rosa spremuta dai tanti impegni ravvicinati.
- Calo di concentrazione: la vittoria nel Clasico potrebbe aver generato un appagamento inconscio.
- Prevedibilità tattica: gli avversari sembrano aver preso le misure al gioco di Ancelotti.
Il pareggio odierno, se da un lato dimostra la grande forza caratteriale di una squadra che non molla mai, dall’altro evidenzia problemi strutturali che non possono essere ignorati.
La classifica di Liga si infiamma
Mentre il Real Madrid frena, il Barcellona vola. I blaugrana hanno travolto l’Athletic Bilbao con un sonoro 4-0, portandosi a quota 31 punti in classifica, a una sola lunghezza dai rivali fermi a 32. Il vantaggio di cinque punti, costruito con la vittoria nello scontro diretto, si è polverizzato in poche settimane. La lotta per il titolo di campione di Spagna è più aperta che mai e il Real Madrid non può più permettersi passi falsi. La pressione è ora tutta sulle spalle di Ancelotti e dei suoi uomini, chiamati a una reazione immediata per non vedere vanificati gli sforzi di una prima parte di stagione quasi perfetta.
