Le parole hanno un peso, costruiscono mondi, definiscono realtà. Talvolta, però, mancano i termini per descrivere fenomeni complessi, subdoli, che si insinuano nelle pieghe della società. È da questa consapevolezza che nasce un’opera tanto ambiziosa quanto necessaria: il ‘Dizionario di genere. Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere’ (Settenove, pp. 720), curato con acribia e passione da Marzia Camarda. Un volume che non è un semplice glossario, ma una vera e propria bussola per orientarsi nella complessa galassia delle questioni di genere, uno strumento pensato per “nominare i fenomeni per comprenderli” e, auspicabilmente, trasformarli.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sfogliare questo dizionario assume un significato ancora più profondo. La violenza, infatti, è uno dei nodi centrali attorno ai quali si sviluppa l’opera, declinata in una miriade di forme che il linguaggio, qui, riesce finalmente a catturare e a definire con precisione chirurgica. Si va dalla violenza assistita a quella economica, dalla violenza digitale a quella istituzionale, fino a concetti più recenti come il sextortion. Una catalogazione che svela la pervasività di un fenomeno che non si limita all’aggressione fisica, ma si manifesta in molteplici e spesso invisibili modalità di prevaricazione.

Un’opera corale per una visione d’insieme

Con i suoi 2417 lemmi, il dizionario rappresenta il più esteso censimento mai realizzato in Italia sui fenomeni sociali legati al genere. L’ambizione, come sottolineato dall’autrice e dalla prefazione di Francesca Romana Recchia Luciani, è quella di superare la frammentazione del dibattito pubblico, spesso concentrato solo su alcuni aspetti (il linguaggio, le quote rosa, la mascolinità tossica), per offrire una visione d’insieme. L’opera, infatti, non si limita a definire termini, ma costruisce una rete di connessioni e relazioni tra i diversi concetti, permettendo al lettore di cogliere la complessità e l’intersezionalità delle questioni di genere.

Il progetto è frutto di un lavoro corale che ha coinvolto numerose voci autorevoli del panorama italiano, tra cui esperti di sociologia, pedagogia, linguistica e attivismo. Questo approccio multidisciplinare arricchisce ogni lemma con etimologie, analisi, dati, citazioni e studi, fornendo un quadro esaustivo e approfondito. L’obiettivo non è solo descrivere gli svantaggi a carico delle donne, ma di tutte le soggettività marginalizzate e oppresse, inclusi uomini, altre identità di genere e orientamenti sessuali.

Dall’antico al futuro: parole che raccontano la nostra storia

Scorrendo le pagine del dizionario, si compie un viaggio nel tempo. Si incontrano termini desueti come ‘maggiorate’ o ‘malmaritate’, che ci riportano a un immaginario passato, e si scopre come parole un tempo neutre, come ‘maestrina’, si siano caricate nel tempo di connotazioni sessiste. La parola ‘guida’, ad esempio, ci ricorda un’epoca in cui alle donne era precluso condurre veicoli, una realtà purtroppo ancora attuale in alcune parti del mondo.

Ma lo sguardo è potentemente proiettato anche sul presente e sul futuro. Trovano spazio neologismi e fenomeni legati al mondo digitale, come il ‘sexting’, lo ‘zoombombing’ e la ‘sextortion’, pratiche pericolose che sfruttano le nuove tecnologie per perpetrare forme di violenza e ricatto. Il dizionario non esita ad affrontare temi spinosi come il ruolo dell’intelligenza artificiale, evidenziando come gli algoritmi, addestrati su dataset spesso sbilanciati, possano risultare misogini e sessisti, riproducendo e amplificando i pregiudizi esistenti.

Chi è Marzia Camarda, la curatrice dell’opera

L’autrice, Marzia Camarda, è una figura poliedrica nel panorama culturale italiano. Imprenditrice culturale, editrice, saggista e divulgatrice, è esperta di didattica, gender balance, innovazione e strategia. La sua lunga esperienza in ambito editoriale e il suo impegno come consulente sulla diversity per importanti realtà aziendali e istituzionali le hanno fornito gli strumenti per concepire un’opera di tale portata. Premiata da Fondazione Bellisario e Gammadonna, Camarda è da anni una voce influente nel dibattito sulla parità di genere e sui nuovi modelli di leadership.

Uno strumento per tutti

Il ‘Dizionario di genere’ non è un libro destinato solo agli addetti ai lavori. È pensato per un pubblico vasto: giornalisti, docenti, studenti, operatori dei servizi sociosanitari, professionisti delle aziende, ma anche chiunque desideri approfondire queste tematiche. Come afferma la stessa autrice, “se puoi nominarlo, puoi cambiarlo”. Fornire le parole giuste per identificare discriminazioni e violenze è il primo, indispensabile passo per costruire una società più equa e consapevole. Un’utopia, forse, ma come ogni dizionario, anche questo è una rappresentazione del mondo che desideriamo, un invito a disegnare insieme un futuro libero dalla violenza di genere.

Di euterpe

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