L’appello di Kaja Kallas: la difesa come pilastro per la pace

In un intervento via videomessaggio alla Maratona per la Pace organizzata dalla CISL a Roma, l’alta rappresentante dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha lanciato un appello chiaro e diretto: “Se vogliamo la pace, dobbiamo prepararci alla guerra”. Kallas ha sottolineato come investire nella difesa in modo tempestivo sia cruciale, avvertendo che attendere il momento del bisogno reale significherebbe agire troppo tardi.
L’alta rappresentante ha evidenziato che la preparazione è fondamentale per proteggere gli investimenti in settori vitali come istruzione, sanità e cultura, mettendo in guardia contro i rischi derivanti da una mancata preparazione.

La necessità di un linguaggio di forza verso la Russia

Kallas ha insistito sull’importanza che l’Europa parli un linguaggio compreso dalla Russia, quello della forza. In quest’ottica, ha ribadito il sostegno politico, finanziario e militare all’Ucraina, sottolineando che il riarmo europeo è una necessità imprescindibile. Ha inoltre messo in guardia contro la sottovalutazione delle minacce senza precedenti che l’Europa sta affrontando, tra cui attacchi ibridi, incursioni di droni e tentativi di destabilizzazione delle democrazie.
Secondo Kallas, la guerra della Russia all’Ucraina rappresenta una minaccia esistenziale per l’Unione Europea, e la sua conclusione in modo giusto e sostenibile è il primo passo verso un nuovo equilibrio internazionale.

La visione di pace oltre l’assenza di guerra

Kallas ha espresso scetticismo sulla possibilità di negoziare con la Russia, evidenziando la sua riluttanza al dialogo. Ha quindi definito la pace come qualcosa di più dell’assenza di guerra, identificandola con una democrazia solida basata su leggi che funzionano per tutti.
L’alta rappresentante ha ricordato come, negli ultimi 80 anni, siano state sviluppate leggi e norme internazionali per promuovere la cooperazione e risolvere le controversie, con istituzioni globali e regionali create per appianare le divergenze e far rispettare tali regole. Ha citato l’Europa come esempio di come nemici possano diventare partner, ma ha anche evidenziato come alcuni stati stiano cercando di rovesciare tali norme e istituzioni, citando l’aggressione russa all’Ucraina come esempio lampante.

L’impegno dell’Italia per la pace e la difesa europea

Anche il ministro degli Esteri Tajani, intervenuto in videocollegamento, ha ribadito l’impegno dell’Italia per la pace, sottolineando l’invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per consentirle di difendersi in attesa di un cessate il fuoco. Tajani ha inoltre espresso sostegno alle iniziative statunitensi per il cessate il fuoco e ha sottolineato l’importanza di una difesa europea, evidenziando che la sicurezza non si limita all’acquisto di armi, ma comprende la costruzione di un sistema che garantisca tutti, in linea con il pensiero del Presidente Mattarella sull’equilibrio delle forze come fondamento della pace.

Un equilibrio delicato tra difesa e diplomazia

Le dichiarazioni di Kaja Kallas e Tajani evidenziano la complessa realtà geopolitica attuale, in cui la difesa e la diplomazia devono coesistere. Mentre la preparazione militare è essenziale per dissuadere aggressioni e proteggere i valori europei, è altrettanto cruciale perseguire attivamente il dialogo e la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. La sfida per l’Europa è trovare un equilibrio tra questi due aspetti, evitando una corsa agli armamenti e promuovendo al contempo la stabilità e la sicurezza nel continente.

Di atlante

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