Un Omaggio all’Arte Culinaria degli Anime
Milano si trasforma in un crocevia tra arte, cultura e gastronomia giapponese con l’apertura della mostra ‘Itadakimasu. Le storie nascoste della cucina degli Anime’. Curata dal food influencer @pranzoakonoha (Sam Nazionale) e dalla scrittrice Silvia Casini, e prodotta da Vertigo Syndrome, l’esposizione invita i visitatori a immergersi in un mondo dove il cibo non è solo nutrimento, ma anche narrazione e tradizione, come magistralmente rappresentato negli anime di Hayao Miyazaki, Eichiro Oda e Masashi Kishimoto.
Un Percorso Sensoriale Attraverso Nove Sale
La mostra si articola in nove sale tematiche, offrendo un’esperienza multisensoriale attraverso una varietà di media e installazioni. I visitatori potranno scoprire 16 video-ricette originali, ammirare 38 sculture realizzate con la tecnica dello shokuhin sampuru (riproduzioni di cibo), contemplare 14 stampe ukiyo-e e immergersi nell’universo dello Studio Ghibli con 22 poster dedicati. Completa l’offerta una selezione di 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi che arricchiscono l’esperienza.
Dalla Tradizione all’Innovazione: Un Viaggio nella Cultura Giapponese
Il percorso espositivo inizia con il Santuario di Inari, divinità del raccolto, dell’agricoltura e della fertilità, dove viene illustrata la differenza tra washoku, l’arte culinaria tradizionale giapponese, e yōshoku, i piatti occidentali adattati ai gusti locali a partire dall’Epoca Meiji. La mostra prosegue attraverso la sala Hanami, dedicata alla fioritura dei ciliegi, e la sala dei bento, i tipici portapranzo giapponesi, dove i visitatori possono imparare a creare onigiri, “tako-wurstel” a forma di polpo e Bunny Apples, mele intagliate a forma di coniglio. La sala Ramen, dedicata alla celebre zuppa, precede Il Banchetto dei Kami, ispirato a La città incantata di Hayao Miyazaki. Il viaggio continua con un focus sull’estate e il Natale giapponese, culminando nell’incontro tra il Giappone e il mondo.
Shokuhin Sampuru: L’Arte di Rendere il Cibo Eterna Bellezza
La tecnica dello shokuhin sampuru, utilizzata per creare le 38 sculture esposte, merita un approfondimento. Nata in Giappone all’inizio del XX secolo, questa forma d’arte consiste nella creazione di riproduzioni realistiche di cibo, utilizzate principalmente nei ristoranti per mostrare ai clienti i piatti disponibili. Realizzate in resina o plastica, queste sculture sono un esempio di artigianato meticoloso e rappresentano un elemento distintivo della cultura culinaria giapponese, trasformando il cibo in oggetti d’arte duraturi.
Ukiyo-e e Studio Ghibli: Un Dialogo tra Arte e Animazione
Le 14 stampe ukiyo-e esposte offrono un affascinante contrasto con i poster dello Studio Ghibli. L’ukiyo-e, genere artistico fiorito in Giappone tra il XVII e il XIX secolo, ritrae scene di vita quotidiana, paesaggi e figure iconiche. La giustapposizione con i poster dello Studio Ghibli, celebre per i suoi film d’animazione che esplorano temi di natura, spiritualità e umanità, crea un dialogo stimolante tra tradizione e modernità, evidenziando come l’arte giapponese continui a evolversi e a ispirare nuove forme espressive.
Un’Esperienza Immersiva per Appassionati e Curiosi
La mostra ‘Itadakimasu’ rappresenta un’opportunità unica per immergersi nella cultura giapponese attraverso la lente del cibo e dell’animazione. L’approccio curato e multidisciplinare, che combina video, sculture, stampe e installazioni interattive, rende l’esposizione adatta sia agli appassionati di anime e cultura nipponica, sia a chi desidera scoprire nuovi orizzonti culturali e gastronomici. Un’esperienza che stimola i sensi e la mente, offrendo una prospettiva inedita sul rapporto tra cibo, arte e narrazione.
