Il paradosso moderno: svalutare il gioco nell’infanzia e riscoprirlo nel mondo adulto
La percezione del gioco ha subito una trasformazione paradossale: mentre nell’infanzia si tende a sminuirne l’importanza a favore di attività più strutturate e orientate alla performance, nel mondo adulto si riscopre il suo valore attraverso i serious games e le attività di team building. Questo contrasto evidenzia una contraddizione: si nega ai bambini lo strumento naturale per sviluppare competenze fondamentali, salvo poi reintrodurlo artificialmente per gli adulti.
La dottoressa Giovanna Giacomini, pedagogista e formatrice, sottolinea l’assurdità di questa visione: “Per i bambini il gioco non è produttivo, mentre per gli adulti si afferma che è lo strumento di eccellenza per l’eccellenza stessa. Dobbiamo metterci d’accordo”. Questa diffidenza si traduce in una tendenza all’iper-prestazione, con genitori che affollano le agende dei figli di attività strutturate, marginalizzando il gioco spontaneo e l’esplorazione autonoma.
Parallelamente, il mercato dei serious games è in forte crescita, con previsioni che indicano un raddoppio del valore entro il 2030, raggiungendo i 38,72 miliardi di dollari. Questo testimonia la crescente consapevolezza aziendale del ruolo cruciale del gioco nell’apprendimento e nello sviluppo delle soft skills.
Il valore insostituibile del gioco: un’analisi neuroscientifica
Le neuroscienze confermano che il gioco non è un semplice passatempo, ma una necessità biologica e il fondamento di un sano sviluppo cerebrale. L’attività ludica spontanea attiva le stesse aree del cervello coinvolte nell’apprendimento, nella creatività e nella regolazione emotiva. Il gioco libero e motorio rafforza le funzioni esecutive, ovvero la capacità di concentrarsi, regolare gli impulsi e pianificare, abilità cruciali per il successo futuro.
La dottoressa Giacomini evidenzia come ogni tipologia di gioco stimoli funzioni diverse, contribuendo a una crescita armoniosa del bambino: gioco motorio, gioco rischioso, gioco costruttivo, gioco simbolico, gioco di regole e gioco sociale. Ognuno di essi apporta benefici specifici allo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale.
I giochi non strutturati, come un semplice bastoncino di legno, stimolano la creatività e l’immaginazione, mentre i giochi commerciali eccessivamente strutturati possono limitare queste capacità. È fondamentale, quindi, offrire ai bambini un’ampia varietà di esperienze ludiche che favoriscano l’esplorazione e l’autonomia.
La “Valigia dei Giochi” e le attività non strutturate: istruzioni per genitori
Molti genitori si sentono disorientati di fronte alla necessità di creare un contesto di gioco stimolante in assenza di giocattoli pre-confezionati. È importante fornire loro gli strumenti per agire, offrendo una serie di giochi e attività non strutturate o semi-strutturate, che si rivelano estremamente funzionali allo sviluppo.
Un esempio emblematico è il gioco del nascondino, che nasconde una funzione evolutiva importantissima. Le prime volte che un bambino si nasconde, si allontana dal contatto visivo con l’adulto, sperimentando la propria indipendenza e imparando a gestire il tempo da solo. L’osservazione del suo comportamento offre indicazioni preziose sul suo sviluppo e sulla sua maturazione emotiva.
Per favorire il gioco a casa (e non solo), è consigliabile dedicare almeno un’ora al giorno al gioco libero, preferire spazi aperti, offrire materiali destrutturati, non aver paura del fango e della pioggia, lasciare che il bambino scelga il gioco, seguire il suo ritmo e, soprattutto, giocare davvero con lui.
Il rischio di togliere il gioco ai bambini
Negare il gioco libero nell’infanzia può avere conseguenze negative sullo sviluppo di adolescenti e adulti, rendendoli meno attrezzati ad affrontare le sfide della vita. L’assenza di creatività e capacità d’improvvisazione può portare a panico, ansia e depressione. Il bambino cresciuto “sotto la campana di vetro” sviluppa maggiori paure e fobie, risultando un soggetto più ansioso.
I giochi all’aria aperta e quelli che mettono alla prova, invece, hanno una funzione protettiva, permettendo di familiarizzare con le proprie capacità e di “testare” le ansie e le sfide fin dalla tenera età. In sintesi, i benefici del gioco sono olistici, spaziando dallo sviluppo psicomotorio a quello cognitivo, linguistico e affettivo. Il gioco si configura come una vera e propria forma di pensiero, attraverso cui il bambino impara e allena le proprie capacità cognitive.
Un invito a riscoprire il valore del gioco
In un’epoca dominata dalla performance e dalla competizione, è fondamentale riscoprire il valore intrinseco del gioco come diritto fondamentale dell’infanzia e strumento essenziale per lo sviluppo armonioso del bambino. Investire nel gioco significa investire nel futuro, creando adulti più creativi, resilienti e capaci di affrontare le sfide del mondo che li circonda. È un invito a rallentare, a riscoprire la bellezza della semplicità e a dare spazio all’immaginazione e alla spontaneità, elementi imprescindibili per una crescita sana e felice.
