La posizione di Fimaa sulla carenza di immobili
Secondo la Federazione italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa), la scarsità di immobili destinati alla locazione a medio e lungo termine non è attribuibile alla crescita degli affitti brevi turistici, che rappresentano meno del 2% del patrimonio abitativo italiano. La Fimaa, in una memoria depositata in vista dell’audizione sulla manovra in commissione Bilancio al Senato, evidenzia che il problema principale risiede nelle oltre 9,5 milioni di case vuote. Queste abitazioni rimangono sfitte a causa di una combinazione di fattori, tra cui una fiscalità considerata eccessiva, contratti di locazione poco flessibili, rischi elevati di morosità e danni, e una legislazione percepita come sbilanciata a sfavore dei proprietari.
Critiche all’aumento della cedolare sugli affitti brevi
La Fimaa critica aspramente la misura della legge di bilancio che ha innalzato l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26%. La federazione definisce tale provvedimento “irragionevole e fortemente discriminatorio”, paventando il rischio di effetti contrari agli obiettivi dichiarati dal legislatore. Secondo Fimaa, l’aumento della cedolare potrebbe generare un impatto negativo sui conti pubblici e incentivare comportamenti elusivi anziché contrastarli. La federazione sottolinea inoltre la “diversità sostanziale tra i portali digitali di intermediazione e i mediatori immobiliari”, che vengono trattati allo stesso modo nella normativa.
Misure valutate positivamente e proposte di Fimaa
Nonostante le critiche, la Fimaa valuta positivamente alcune misure contenute nella manovra, come il fondo per la casa destinato ai genitori separati, la proroga dei bonus per le ristrutturazioni edilizie e lo stanziamento di risorse per il disagio abitativo e il Piano Casa. Tra le proposte avanzate dalla federazione, spicca l’introduzione della cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale, una misura volta a incentivare l’immissione sul mercato di questi immobili.
Dettagli sulle cause delle case vuote
Approfondendo le ragioni che spingono i proprietari a lasciare le case vuote, la Fimaa pone l’accento sulla necessità di una riforma che tuteli maggiormente i locatori. La fiscalità elevata, che incide significativamente sulla redditività degli affitti, rappresenta un deterrente importante. A ciò si aggiungono le difficoltà legate alla gestione degli inquilini morosi e il rischio di danni agli immobili, spesso difficili da recuperare. La Fimaa auspica una normativa più equilibrata, che incentivi i proprietari a mettere a disposizione le proprie abitazioni sul mercato, contribuendo così a risolvere il problema della carenza di alloggi in locazione.
Un quadro complesso che richiede soluzioni mirate
La posizione di Fimaa mette in luce un problema complesso, con cause molteplici che vanno oltre il semplice aumento degli affitti brevi. Concentrarsi esclusivamente su quest’ultimo aspetto rischia di non affrontare le vere radici del problema, ovvero la necessità di una riforma più ampia del mercato immobiliare che incentivi i proprietari a mettere a reddito le proprie abitazioni, garantendo al contempo una maggiore tutela sia per i locatori che per gli inquilini.
