Parodi: Prevedibile l’intensificarsi delle accuse
In una nota, Cesare Parodi, presidente dell’Anm, ha dichiarato di aver previsto l’intensificarsi delle accuse nei confronti della magistratura con l’avvicinarsi dell’appuntamento referendario. Parodi sottolinea come si stia tornando a parlare di presunte persecuzioni giudiziarie e complotti contro uomini politici che hanno ricoperto incarichi di rilievo nel paese, con l’obiettivo di screditare l’immagine della magistratura agli occhi dei cittadini.
Nessuna prova di complotti o persecuzioni
Parodi ribadisce con forza che non vi è alcuna prova a sostegno di queste accuse. Secondo il presidente dell’Anm, si sta cercando di avvalorare l’immagine di una magistratura politicizzata e inaffidabile, al fine di giustificarne una riforma. Tuttavia, Parodi sottolinea che tali affermazioni sono prive di fondamento.
Il caso del collaboratore di Berlusconi
Parodi precisa che le accuse mosse alla magistratura traggono spunto da un provvedimento che non riguarda direttamente Silvio Berlusconi, ma un suo collaboratore, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non è mai stato contestato a Berlusconi. Parodi sottolinea che, sebbene alcuni procedimenti abbiano avuto una lunga durata, ciò non è imputabile ai magistrati, ma a diversi fattori, tra cui modifiche legislative procedurali e l’elevato carico di lavoro dei magistrati stessi.
Alterare la percezione per condizionare il referendum
Parodi critica fermamente chi continua a parlare di persecuzione, valutando in modo globale e improprio un’attività giudiziaria che si è articolata negli anni, ad opera di magistrati e uffici diversi, per verificare una serie di episodi specifici. Il presidente dell’Anm evidenzia che molti di questi procedimenti si sono conclusi con archiviazioni, smentendo l’esistenza di un presunto disegno complessivo. Secondo Parodi, tali affermazioni mirano ad alterare la percezione corretta di un periodo della storia recente per condizionare gli esiti del quesito referendario.
Riflessioni sull’indipendenza della magistratura
Le dichiarazioni di Cesare Parodi sollevano importanti interrogativi sull’indipendenza della magistratura e sulla sua percezione pubblica. In un momento delicato come quello del referendum, è fondamentale garantire che il dibattito si basi su fatti concreti e non su accuse infondate. La magistratura deve poter operare liberamente, senza subire pressioni o tentativi di delegittimazione che possano compromettere la sua funzione di garanzia dello stato di diritto.
