Un’escalation preoccupante: i numeri dei furti parziali
Il fenomeno dei furti parziali di auto in Italia sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti. Secondo i dati più recenti, si registra un aumento del 3,5% rispetto al 2024, con circa 14.000 casi segnalati. Questo tipo di furto, che consiste nella sottrazione di singole componenti del veicolo anziché dell’intera auto, sta diventando una pratica sempre più diffusa e redditizia per i criminali.
Il business dei ricambi rubati: un mercato nero in espansione
La domanda di ricambi auto di seconda mano, spesso provenienti da attività illecite, è in costante crescita. I componenti sottratti vengono poi rivenduti a prezzi vantaggiosi, alimentando un mercato nero che si estende anche oltre i confini nazionali. Paesi come il Nord Africa, gli Emirati Arabi e il Sud Africa rappresentano destinazioni privilegiate per questi ricambi rubati.
Componenti più ambite e danni economici
Le componenti più frequentemente sottratte includono telecamere, paraurti, fari LED, monitor di bordo, cerchi in lega, catalizzatori e gruppi ottici avanzati. Il valore di questi singoli pezzi può essere considerevole, superando in alcuni casi i 5.000 euro a pezzo. Di conseguenza, i danni per singolo veicolo possono facilmente superare i 5.000 euro, rappresentando un onere significativo per i proprietari.
Tempistiche e modalità operative dei ladri
I ladri più esperti sono in grado di smontare le componenti desiderate in tempi sorprendentemente brevi, spesso tra i 50 e i 90 secondi. Agiscono di solito su commissione, scegliendo zone poco illuminate e trafficate per minimizzare il rischio di essere scoperti. Le auto rubate vengono poi trasportate in officine clandestine o capannoni, dove vengono smontate in poche ore e i componenti rivenduti sul mercato nero.</p
Modelli più colpiti e fasce d’età a rischio
La lista dei veicoli più colpiti è variegata e include modelli di diverse marche, tra cui Fiat, Jeep, Audi, Smart, Toyota, Lexus, Alfa Romeo, Ford, Renault, Peugeot, Citroen, Range Rover e Volkswagen. Le vetture tra i 4 e i 6 anni d’età rappresentano il 33% dei casi, seguite da quelle fino a 3 anni (28%). A seconda delle aree geografiche, cambiano anche i modelli più presi di mira: Fiat Panda e 500 nel Sud, Toyota, Lexus e Volkswagen al Nord.
Geografia dei furti: le regioni più a rischio
La Lombardia è la regione con il maggior numero di furti parziali (40%), seguita da Lazio (27%) e Campania (18%). Le città più colpite sono Milano e Roma, che da sole concentrano il 28% dei danneggiamenti. In Puglia, in particolare nell’area tra Manfredonia e Cerignola, si registra una delle più alte concentrazioni di attività criminali legate allo smontaggio e rivendita dei componenti rubati. Anche la Campania registra un aumento significativo del fenomeno.</p
Recupero veicoli: un’azione di contrasto
Nei primi sei mesi del 2025, LoJack ha recuperato 1.032 veicoli rubati, per un valore di 33,4 milioni di euro. I veicoli recuperati riguardano per il 54% suv (in testa il Toyota Rav4) e per il 32% utilitarie (soprattutto Fiat Panda). Le regioni con il maggior numero di ritrovamenti sono Lazio, Campania, Puglia, Lombardia e Sicilia. Il sistema di recupero si basa su radiofrequenza, interventi sul campo e collaborazione con le forze dell’ordine.
Considerazioni finali: un problema complesso che richiede un approccio integrato
Il fenomeno dei furti parziali d’auto rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio integrato da parte delle forze dell’ordine, delle case automobilistiche e dei proprietari di veicoli. È fondamentale rafforzare i controlli sul mercato dei ricambi, incentivare l’installazione di sistemi di sicurezza avanzati e promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile contrastare efficacemente questa piaga e proteggere i beni dei cittadini.
