Un ritorno in grande stile al Maggio Musicale Fiorentino
Il Macbeth di Giuseppe Verdi, tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare, si appresta a fare il suo ritorno trionfale al Maggio Musicale Fiorentino. L’opera, che debuttò per la prima volta a Firenze nel lontano 1847, sarà presentata in un allestimento che promette di essere un evento culturale di rilievo, grazie alla combinazione di talenti artistici di fama internazionale.
Un team creativo d’eccezione
La direzione musicale è affidata al maestro Alexander Soddy, già apprezzato per la sua interpretazione di Salome di Strauss. La regia è curata da Mario Martone, noto per la sua capacità di scavare nella profondità psicologica dei personaggi e di attualizzare i temi delle opere classiche. La scenografia, un vero e proprio capolavoro, è firmata da Mimmo Paladino, artista di spicco nel panorama contemporaneo.
Un cast vocale stellare
Il cast vocale vede Luca Salsi, interprete di Macbeth con oltre 150 rappresentazioni all’attivo, affiancato da Vanessa Goikoetxea, al suo debutto nel ruolo di Lady Macbeth. Completano il cast Antonio Di Matteo nel ruolo di Banco e Antonio Poli in quello di Macduff, promettendo interpretazioni di alto livello.
La scenografia: un’opera d’arte nell’opera
La scenografia di Mimmo Paladino è concepita come un’opera d’arte autonoma, un enorme sipario in legno con un dipinto ispirato all’affresco ‘Il trionfo della morte’ di palazzo Abattellis a Palermo. Questo sipario, destinato a rimanere nel patrimonio del Maggio, testimonia il legame tra il teatro e le arti visive.
La visione registica di Mario Martone
Mario Martone ha voluto creare un allestimento che esplori sia la dimensione interiore dei personaggi, sia le forze oscure che li manipolano. Il regista sottolinea come l’opera sia un manuale che ci parla del nostro tempo, con il suo popolo sofferente a causa della guerra e della violenza, evocando inevitabilmente le tragedie contemporanee.
Macbeth e Firenze: una lunga storia
La rappresentazione del Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino segna la 21esima volta che questo capolavoro verdiano viene messo in scena a Firenze. La prima assoluta ebbe luogo al Teatro della Pergola nel 1847, segnando l’inizio del rapporto di Verdi con Shakespeare. Da allora, l’opera è stata riproposta più volte, culminando nell’ultima esecuzione del 2018, in forma di concerto sotto la direzione di Riccardo Muti.
Un’opera senza tempo per riflettere sul presente
Il ritorno del Macbeth a Firenze non è solo un evento culturale, ma anche un’occasione per riflettere sulle tematiche universali che l’opera affronta: l’ambizione, il potere, la colpa e la redenzione. La regia di Martone, con il suo sguardo attento al presente, rende l’opera ancora più attuale e capace di parlare al pubblico di oggi.
