Un omaggio inedito a Eduardo Scarpetta

La seicentesca cappella della Congrega del Rosario a Praiano (Salerno) ospita dal 4 ottobre la mostra “Qui canto io”, un’esposizione dedicata alle canzoni di Eduardo Scarpetta, il celebre commediografo napoletano dell’Ottocento. La mostra offre una prospettiva inedita sull’opera di Scarpetta, esplorandone il talento come paroliere musicale e svelando un aspetto meno noto della sua produzione artistica. L’evento è un’iniziativa finanziata dalla Regione Campania, realizzata con il patrocinio del Comune di Praiano, il sostegno dell’Associazione “Praiano Chambre and Jazz Music” e la collaborazione del Distretto Turistico Costa d’Amalfi.

La riscoperta del canzoniere scarpettiano

Il fondamento dell’esposizione è un elenco di 214 brani, risultato di una ricognizione sistematica del canzoniere scarpettiano, curata dalla Fondazione Bideri con la consulenza scientifica dell’Istituto del Dramma Napoletano diretto da Mariano d’Amora. Questo lavoro di ricerca ha permesso di catalogare e analizzare le numerose canzoni scritte da Scarpetta, sia in napoletano che in italiano, rivelando la sua versatilità e la sua profonda conoscenza della tradizione musicale partenopea.

Un percorso espositivo tra amore e sarcasmo

Il percorso espositivo si articola attraverso diverse sezioni tematiche, a partire dalle 54 canzoni che Scarpetta scrisse senza destinarle al teatro, privilegiando il tema dell’amore, trattato prevalentemente con un registro sentimentale. Dagli iniziali componimenti presenti nel libro *Lo poeta napolitano* del 1872, la mostra giunge a *Canzoni napolitane*, la prima raccolta di brani scarpettiani stampata da Ferdinando Bideri nel 1890, passando per *Pizziche e fuje*, una divertente “risposta” alla digiacomiana *Dimane t’ ‘o ddico*, sempre diffusa da Bideri. Viene inoltre ricordata la pubblicazione nel 1894 di *’O mbriaco*, in cui Scarpetta abbandona l’abituale canone espressivo per dare voce alle riflessioni amaramente sarcastiche di un ubriaco, sulla falsariga di quelle che Giovanni Capurro fissò poi in *Totonno ‘e Quagliarella* nel 1919.

Scarpetta e le feste di Piedigrotta

La mostra dedica un focus alle canzoni di Scarpetta pubblicate in occasione delle feste di Piedigrotta, come quelle della raccolta *Canzoni napoletane Piedigrotta 1893* o come *Non me toccà*, musicata dal figlio Vincenzo, con la quale si aggiudicò il secondo posto del concorso piedigrottesco indetto dalla rivista *La Bohéme* nel 1898. Questi brani testimoniano il legame di Scarpetta con la tradizione popolare napoletana e la sua capacità di interpretare lo spirito festoso e vivace della città.

Canzoni per Maria

Un’altra sezione tematica è dedicata alle canzoni che Scarpetta dedicò alla figlia Maria in occasione dei suoi primi compleanni. Questi brani intimi e affettuosi rivelano un lato più personale e familiare del commediografo, offrendo uno sguardo sulla sua vita privata.

I canti di scena e le rielaborazioni

Tra i documenti dell’archivio Bideri in esposizione, spicca lo spartito di *Na santarella*, una curiosa canzone autocelebrativa in cui Scarpetta racconta il successo di pubblico dell’omonima commedia, descrivendo una scena al botteghino del teatro Sannazaro. La mostra propone inoltre l’elenco dei 160 canti di scena firmati dal commediografo, soffermandosi su quelli che elaborò riscrivendo testi di canzoni napoletane composte da altri, come ad esempio *Tarantelluccia* e *Comme facette mammeta*, rilette per la rivista *L’ommo che vola* del 1909, o *Surdate*, rifatta per un’edizione di *Guerra agli uomini* successiva al 1906.

L’influenza della canzone napoletana

L’esposizione ricorda anche l’uso di brani di altri autori che Scarpetta inserì senza rifacimenti nelle sue commedie, come *Michelemmà*, *A la fenesta affacciate*, *Pusilleco Pusì*, *Tarantì, tarantella*, *Cutignè, cutignì e cutignà* e *’E tre terature*, a conferma della sua attenzione per le canzoni napoletane, specie per quelle di consolidata popolarità. Questi inserti musicali contribuiscono a creare un’atmosfera vivace e coinvolgente nelle commedie di Scarpetta, rafforzando il legame con il pubblico napoletano.

Scarpetta e l’epoca d’oro della canzone napoletana

Infine, l’esposizione indaga le relazioni tra Scarpetta e gli autori dell’epoca d’oro della canzone napoletana, ricordando le fasi non turbolente del rapporto con Ferdinando Russo e Salvatore di Giacomo, la collaborazione con Rocco Galdieri, l’apprezzamento per Rodolfo Falvo e gli attestati di stima ricevuti da Giovanni Capurro, Aniello Califano e E.A. Mario. Questi incontri e collaborazioni testimoniano l’importanza di Scarpetta nel panorama culturale napoletano dell’epoca e la sua influenza sulla successiva generazione di autori e compositori.

Informazioni utili

La mostra “Qui canto io” sarà inaugurata sabato 4 ottobre alle ore 19.30 con un concerto della cantante Roberta Minieri, con ingresso gratuito fino ad esaurimento. La mostra resterà aperta fino al 31 dicembre, sempre con ingresso gratuito. Per maggiori informazioni sui giorni e gli orari di apertura: Ufficio Informazioni Turistiche di Praiano 089 874557 – 342 0602674.

Un’occasione per riscoprire un gigante della cultura napoletana

La mostra “Qui canto io” rappresenta un’opportunità unica per riscoprire la figura di Eduardo Scarpetta, non solo come commediografo, ma anche come autore di canzoni. L’esposizione offre uno sguardo approfondito sulla sua produzione musicale, rivelando un aspetto meno noto del suo talento e contribuendo a valorizzare il patrimonio culturale napoletano. La mostra è un’occasione imperdibile per gli appassionati di teatro, musica e cultura napoletana, ma anche per chi desidera conoscere più da vicino un gigante della storia culturale italiana.

Di euterpe

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