La posizione del Ministro Bernini

Durante la festa di Forza Italia a Telese Terme (Benevento), la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha espresso con forza la sua contrarietà all’interruzione dei rapporti scientifici e accademici tra Italia e Israele. “Io credo che l’Italia, la ricerca italiana, le università e i ricercatori italiani non debbano entrare in guerra con le università e i ricercatori israeliani,” ha dichiarato Bernini. “Non bisogna mai interrompere i ponti della ricerca, della cultura, della formazione. Quello è il più grande detonatore di pace che noi abbiamo.”

Il ruolo della diplomazia scientifica

Bernini ha sottolineato l’importanza della diplomazia scientifica come strumento per il futuro, una volta terminato il conflitto. “Ho personalmente visitato sia la parte palestinese, sia la parte israeliana,” ha raccontato. “Ci sono rettori e presidenti di università profondamente contrari agli errori e agli orrori del governo Netanyahu. Lasciarli soli in un momento in cui loro stessi protestano contro il governo Netanyahu, secondo me, è un errore. E soprattutto è un errore togliere speranza e ossigeno a quelle agenzie di senso, a quei luoghi della conoscenza, a quella diplomazia scientifica che sarà l’inizio di tutto quando tutto sarà per fortuna finito, quando la guerra sarà finita e da lì che si ricomincia.”

Il contesto internazionale e le proteste

Le parole del Ministro Bernini arrivano in un momento di crescente tensione internazionale, con numerose università in tutto il mondo che si sono mobilitate con proteste e richieste di interruzione dei rapporti con istituzioni israeliane. La posizione di Bernini si distingue per la sua enfasi sul mantenimento del dialogo e della collaborazione, anche in situazioni di disaccordo politico e conflitto. La ministra evidenzia come all’interno delle stesse università israeliane vi siano voci critiche nei confronti delle politiche del governo Netanyahu, e che isolare queste istituzioni significherebbe privarle di un’importante fonte di sostegno e speranza.

L’importanza dei ponti culturali e scientifici

La posizione espressa da Anna Maria Bernini riflette una visione più ampia sull’importanza dei legami culturali e scientifici come strumenti di costruzione della pace. Interrompere questi legami, secondo la ministra, significherebbe rinunciare a un potente strumento di dialogo e comprensione reciproca, essenziale per la ricostruzione post-conflitto. La ricerca e la formazione, in quest’ottica, non sono semplici attività accademiche, ma veri e propri motori di cambiamento e di speranza per il futuro.

Un approccio equilibrato e lungimirante

La posizione espressa dal Ministro Bernini appare come un approccio equilibrato e lungimirante. Mantenere aperti i canali di comunicazione e collaborazione con le università e i centri di ricerca israeliani, pur riconoscendo le criticità delle politiche del governo Netanyahu, rappresenta un investimento nel futuro e nella possibilità di costruire ponti di pace e comprensione reciproca. La diplomazia scientifica, come sottolinea Bernini, può giocare un ruolo cruciale nel processo di ricostruzione e riconciliazione post-conflitto.

Di veritas

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