Un’indagine capillare tra fede e arte
Paola Treppo, giornalista, scrittrice e fotografa, ha intrapreso un viaggio appassionante attraverso il Friuli, esplorando archivi e percorrendo ogni strada della provincia di Udine per documentare la ricca presenza di statue raffiguranti la Madonna e il Bambino Gesù. Il suo libro, “Le Madonne vestite del Friuli. Devozione popolare dalla Carnia a Lignano”, edito da Chiandetti, è il risultato di questa ricerca meticolosa, un catalogo prezioso che svela la profonda devozione popolare per questi simulacri sacri.
Un patrimonio nascosto tra edicole votive e collezioni private
Treppo ha scovato queste effigi in luoghi diversi: dalle edicole votive ben visibili ai passanti, alle collezioni private gelosamente custodite, fino alle chiese, diocesi, cappelle votive e ancone stradali. Ogni statua è stata fotografata e descritta con cura, rivelando la sua unicità e il suo legame con la comunità locale. Tra Varmo e Camino al Tagliamento, Ronchis e Taipana, Entrampo ed Enemonzo, le Madonne vestite sono lo specchio della storia e delle tradizioni del Friuli.
Maria Bambina di Bulfons e la Madonna Nera di Paluzza: simboli di comunità
A Bulfons, frazione di Tarcento, il legame della popolazione è particolarmente forte con Maria Bambina, spesso portata in processione. A Paluzza, nella chiesa di San Daniele profeta, si trova una rara Madonna Nera, la Madonna di Altoetting, proveniente dalla Baviera. Questa statua, in legno intagliato e dipinto, con abito di cotone e pizzo di cotone, è custodita nella nicchia centrale dell’altare maggiore e testimonia l’importanza di questi simulacri per i cattolici della Mitteleuropa e della Carnia.
Un lavoro in continuo aggiornamento
Nonostante il censimento di oltre 300 manufatti, Paola Treppo considera il suo lavoro come un punto di partenza. “E’ solo il primo di una serie di libri: sono tante le statue di cui, a mano a mano, si viene a conoscenza”, afferma l’autrice, consapevole della vastità del patrimonio culturale e religioso del Friuli. La ricerca è resa ancora più complessa dai numerosi furti che hanno colpito alcune statue, a causa del loro valore artistico.
Tra arte sacra e devozione popolare: un legame indissolubile
Nei secoli passati, quando la stampa era poco diffusa, le statue e i dipinti rappresentavano uno dei pochi strumenti per avvicinare l’umanità al sacro. Gli artigiani, spesso, si ispiravano ai propri parenti come modelli, conferendo alle Madonne e ai Bambini i volti della gente comune. La Chiesa, tuttavia, vigilava affinché gli abiti della Vergine non fossero troppo scollati e i colori non troppo vivaci, e che le statue non alimentassero un’idolatria pagana. Il Concilio di Trento e Papa Pio X emanarono disposizioni per limitare l’ostentazione e l’uso di queste effigi, portando alla distruzione o all’occultamento di molte statue. Nonostante le restrizioni, le donne hanno continuato a custodire e adornare le statue in silenzio e con devozione, tramandando un rapporto speciale con la comunità che non si è mai interrotto.
Un tesoro culturale da preservare e valorizzare
Il lavoro di Paola Treppo è un contributo prezioso alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale e religioso del Friuli. Il suo libro non è solo un catalogo di statue, ma un viaggio emozionante attraverso la storia, la fede e le tradizioni di una regione ricca di fascino. È fondamentale preservare e proteggere queste opere d’arte, testimonianze di un passato che continua a vivere nel cuore della gente.
