Insoddisfazione per le iniziative della FIGC

Il Comitato per la Palestina Udine, insieme ad altre associazioni come la comunità palestinese Veneto e Fvg, Calcio e Rivoluzione, Salaam Ragazzi dell’Olivo e Bds Italia, hanno espresso la loro insoddisfazione riguardo alle ipotesi della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) in merito alla partita tra Italia e Israele. Le associazioni ritengono insufficiente la proposta di devolvere l’incasso a organizzazioni umanitarie di Gaza o di intraprendere altri gesti concreti.

Un tentativo tardivo di ripulirsi la coscienza

Secondo le associazioni, queste iniziative rappresentano “un tardivo tentativo di ripulirsi la coscienza senza prendere posizione e per alleggerire la pressione delle tifose e dei tifosi solidali con la Palestina”. Questa pressione, sostengono, è il risultato di un movimento dal basso che da oltre un anno e mezzo si è fatto sentire nel mondo del calcio, con migliaia di manifestazioni, striscioni come “Show Israel the Red Card” e bandiere palestinesi esposte in numerosi stadi.

La tragedia di Gaza: non una catastrofe naturale

Le associazioni sottolineano che la tragedia di Gaza non è una catastrofe naturale né un’emergenza da affrontare con la beneficenza. La considerano piuttosto “il frutto di un progetto coloniale e genocida portato avanti da Israele con il sostegno anche delle potenze occidentali e la complicità del mondo del calcio”.

Richieste alla FIGC: interrompere i rapporti sportivi con Israele

Le richieste delle associazioni alla FIGC sono chiare e dirette:

  • Interrompere ogni rapporto sportivo con Israele.
  • Rifiutare di giocare contro Israele o club israeliani, in particolare nelle date dell’8 settembre e del 14 ottobre.
  • Sostenere l’appello dell’Associazione Allenatori Italiana Calcio, chiedendo a FIFA e UEFA l’esclusione di Israele da ogni competizione.

Manifestazione a Udine il 14 ottobre

Le associazioni hanno annunciato una manifestazione a Udine il 14 ottobre, in concomitanza con la partita, per “mostrare il cartellino rosso a Israele e dimostrare che il mondo del calcio è al fianco della Palestina”.

Il contesto del conflitto israelo-palestinese

Il conflitto israelo-palestinese è una questione complessa e di lunga data, radicata in rivendicazioni territoriali e politiche che risalgono a decenni. La Striscia di Gaza, in particolare, è stata al centro di numerosi conflitti e tensioni, con un impatto devastante sulla popolazione civile. Le accuse di “progetto coloniale e genocida” mosse dalle associazioni pro-Palestina riflettono una narrazione specifica del conflitto, che vede Israele come una potenza occupante e la popolazione palestinese come vittima di oppressione. È importante notare che questa narrazione è contestata da Israele e dai suoi sostenitori, che difendono le azioni del governo israeliano come necessarie per la sicurezza del paese.

Un conflitto che si estende al mondo dello sport

La vicenda della partita Italia-Israele a Udine dimostra come il conflitto israelo-palestinese si estenda ben oltre i confini geografici, influenzando anche il mondo dello sport. Le richieste delle associazioni pro-Palestina sollevano interrogativi importanti sul ruolo dello sport come strumento politico e sulla responsabilità delle federazioni sportive di fronte a questioni etiche e morali.

Di veritas

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