Nessuna tassa sulle Big Tech, ma l’UE mantiene il controllo normativo
La Commissione Europea, tramite il suo portavoce per il Commercio, ha rilasciato una dichiarazione in risposta alle affermazioni della Casa Bianca riguardo a un presunto impegno dell’UE a non introdurre tasse per le Big Tech nell’ambito dell’intesa sui dazi. Il portavoce ha confermato che l’UE non adotterà né manterrà tariffe di utilizzo della rete e manterrà zero dazi doganali sulla trasmissione elettronica. Tuttavia, ha sottolineato che questo non compromette in alcun modo lo “spazio normativo” dell’UE. In altre parole, l’Unione Europea si riserva il diritto sovrano di legiferare nel proprio spazio digitale, indipendentemente dagli accordi commerciali internazionali.
Il Digital Services Act (DSA): trasparenza e responsabilità, non censura
Un punto centrale della discussione è il Digital Services Act (DSA), la legge europea che impone alle Big Tech obblighi di trasparenza e responsabilità nella moderazione dei contenuti. Gli Stati Uniti, in un documento diffuso venerdì, hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili censure derivanti dal DSA. Il portavoce dell’UE, Thomas Regnier, ha respinto con forza queste accuse, affermando che il DSA non ha nulla a che fare con la censura, ma anzi tutela la libertà di espressione. Regnier ha aggiunto che la vicepresidente dell’UE ha avuto un incontro con il presidente della commissione giudiziaria del Congresso americano, Jim Jordan, per chiarire alcuni “malintesi” riguardo al DSA.
Il contesto geopolitico e le implicazioni
La presa di posizione dell’UE si inserisce in un contesto geopolitico complesso, caratterizzato da una crescente attenzione alla regolamentazione del potere delle Big Tech a livello globale. L’Unione Europea si è posta all’avanguardia in questo ambito, con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza, responsabilità e concorrenza nel mercato digitale. Il DSA rappresenta un passo significativo in questa direzione, ma ha anche sollevato preoccupazioni da parte di alcuni attori, in particolare negli Stati Uniti, riguardo a possibili impatti sulla libertà di espressione e sull’innovazione. È fondamentale sottolineare che il Digital Services Act (DSA) è un regolamento dell’Unione Europea entrato in vigore il 16 novembre 2022 e pienamente applicabile dal 17 febbraio 2024. Il suo obiettivo è modernizzare le regole che governano i servizi digitali nello spazio UE e proteggere gli utenti dai contenuti illegali, garantendo al contempo la trasparenza e la responsabilità delle piattaforme online. In sintesi, il DSA mira a creare un ambiente online più sicuro, equo e responsabile per tutti gli utenti dell’Unione Europea.
Un equilibrio delicato tra sovranità digitale e cooperazione internazionale
La posizione dell’UE evidenzia la volontà di esercitare la propria sovranità digitale e di regolamentare autonomamente lo spazio digitale, pur mantenendo un dialogo aperto con gli Stati Uniti e altri partner internazionali. Trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere i cittadini e promuovere la concorrenza nel mercato digitale e la necessità di evitare barriere commerciali e proteggere la libertà di espressione rappresenta una sfida complessa. Il futuro della regolamentazione digitale dipenderà dalla capacità di trovare soluzioni condivise che tengano conto delle diverse esigenze e prospettive.
