Le dichiarazioni di Julio Velasco
Durante la presentazione dell’estate della pallavolo azzurra, il CT dell’Italvolley femminile, Julio Velasco, ha espresso forti critiche sulla gestione dei giovani talenti nel panorama sportivo italiano. Rispondendo a una domanda sulla possibilità che un diciassettenne giochi titolare in un grande club italiano, Velasco ha affermato: “Yamal in Italia credo che non giocherebbe. Soprattutto non avrebbe giocato un anno fa. Come anche Pedri, che ha 18 anni. Credo che non giocherebbero in club italiani equivalenti al Barcellona.”
Sfiducia nei giovani e esterofilia
Velasco ha individuato due principali ostacoli alla valorizzazione dei giovani talenti in Italia: la sfiducia e l’esterofilia. “Nel nostro Paese c’è un po’ di sfiducia nei giovani, non sono mai ritenuti pronti, e c’è esterofilia”, ha dichiarato il CT. Questa mentalità, secondo Velasco, impedisce ai giovani di avere le stesse opportunità che avrebbero in altri contesti, come nel Barcellona, dove giocatori come Yamal e Pedri sono diventati rapidamente protagonisti.
Un appello al cambiamento
Velasco ha lanciato un appello al cambiamento, sottolineando la necessità di dare più fiducia ai giovani, anche nella Serie A. “Bisogna cambiare questa mentalità, dare più fiducia ai giovani, anche nella serie A. Noi lavoreremo per questo”, ha affermato il CT. L’obiettivo è creare un ambiente più favorevole allo sviluppo dei talenti italiani, superando la sfiducia e l’esterofilia che attualmente penalizzano i giovani.
Il contesto: Yamal e Pedri
Le parole di Velasco fanno riferimento a due giovani talenti del Barcellona: Lamine Yamal, attaccante classe 2007, e Pedri, centrocampista classe 2002. Entrambi sono diventati rapidamente elementi fondamentali della squadra blaugrana, dimostrando il loro valore nonostante la giovane età. La loro ascesa è stata possibile grazie alla fiducia che il club catalano ha riposto in loro, offrendo loro spazio e responsabilità.
Riflessioni sulla mentalità sportiva italiana
Le parole di Velasco sollevano un tema cruciale per lo sport italiano. La sfiducia nei giovani e l’eccessiva esterofilia rappresentano un freno allo sviluppo dei talenti locali. È necessario un cambio di mentalità, promuovendo la fiducia nei giovani e offrendo loro le opportunità per crescere e dimostrare il proprio valore. Solo così si potrà costruire un futuro più roseo per lo sport italiano.
