Un Sistema di Accoglienza Sotto Pressione: Il Report di ActionAid e Openpolis
Il sistema di accoglienza italiano si trova di fronte a sfide crescenti, come evidenziato dal report “Accoglienza al collasso. Centri d’Italia 2024” realizzato da ActionAid e Openpolis. Il documento mette in luce una serie di criticità, tra cui l’alta percentuale di migranti provenienti da paesi considerati ‘sicuri’ ospitati nei centri SAI (Sistema accoglienza integrazione), l’aumento significativo dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) nei centri di accoglienza straordinaria (CAS) e le crescenti difficoltà nell’assicurare una protezione adeguata alle donne richiedenti asilo.
Paesi ‘Sicuri’? Una Definizione che Fa Discutere
Uno dei dati più allarmanti emersi dal report riguarda la provenienza dei migranti ospitati nei centri SAI. A fine 2023, ben il 39,3% delle persone accolte (12.169 individui) proveniva da paesi considerati ‘sicuri’ dal governo italiano. Questa classificazione, introdotta con decreto, prevede procedure accelerate per l’esame delle domande di asilo, spesso con esiti negativi. Tuttavia, ActionAid e Openpolis sottolineano che la definizione di ‘paese sicuro’ non tiene conto delle vulnerabilità individuali e delle specifiche situazioni di rischio che possono sussistere anche in contesti apparentemente stabili.
Il report evidenzia, inoltre, che le procedure accelerate non sono applicabili a minori e persone con vulnerabilità, comprese le donne. Nonostante ciò, si stima che circa 5.400 uomini adulti provenienti da paesi ‘sicuri’ siano attualmente accolti nei centri SAI, sollevando interrogativi sull’adeguatezza delle misure di protezione adottate.
Emergenza Minori Stranieri Non Accompagnati: Un Aumento Preoccupante
Un’altra criticità rilevata dal report riguarda l’aumento esponenziale dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) nei centri di accoglienza straordinaria (CAS). Nel 2023, il numero di MSNA è cresciuto del 63,9%, raggiungendo quota 1.773 (il 26% del totale degli accolti). Un dato particolarmente allarmante se si considera che nel 2020 i minori non accompagnati rappresentavano solo l’1,5% degli accolti (48 persone).
ActionAid e Openpolis denunciano, inoltre, la prassi di inserire minori sopra i 16 anni in centri per adulti, una situazione che nel 2023 ha riguardato 740 persone. A fine agosto 2024, 284 minori soli erano ancora accolti in strutture governative per adulti, nonostante la disponibilità di posti nei centri SAI per minori non accompagnati, rimasti in media 144 liberi tra gennaio e agosto 2024.
Fabrizio Coresi, esperto Migrazione di ActionAid, sottolinea come il Ministero dell’Interno stia “aggirando una sua specifica responsabilità e nei fatti non garantisce il diritto all’accoglienza dignitosa, neanche per i minori”.
Femminilizzazione dell’Accoglienza: Rischi e Vulnerabilità
Il report di ActionAid e Openpolis mette in luce anche un aumento significativo della presenza femminile nei centri SAI. Tra il 2014 e il 2023, il numero di donne accolte è aumentato di circa 5 volte, mentre quello degli uomini non è nemmeno raddoppiato. Questa tendenza è stata accentuata dal decreto-legge 133/2023, che individua tutte le donne richiedenti asilo come “vulnerabili”, convogliando la loro accoglienza nei centri SAI. ActionAid avverte del rischio di una “femminilizzazione” del sistema, che potrebbe compromettere la capacità di rispondere adeguatamente ai bisogni specifici delle donne, spesso vittime di violenza e abusi.
Trasparenza Negata: La Battaglia Legale per l’Accesso ai Dati
ActionAid e Openpolis denunciano, infine, la mancanza di trasparenza da parte delle autorità competenti nel rilascio dei dati sull’accoglienza. Nonostante le vittorie ottenute al TAR nel 2020 e al Consiglio di Stato nel 2022, le due organizzazioni sono state costrette a ricorrere nuovamente alle vie legali per ottenere l’accesso alle informazioni. Il 19 marzo è fissata una nuova udienza presso il tribunale amministrativo.
Un Sistema da Riformare
Il report di ActionAid e Openpolis offre un quadro preoccupante del sistema di accoglienza italiano, evidenziando criticità strutturali e scelte politiche che mettono a rischio la tutela dei diritti fondamentali dei migranti, in particolare dei minori non accompagnati e delle donne. È necessario un ripensamento complessivo delle politiche migratorie, che ponga al centro la dignità della persona e il rispetto dei principi di accoglienza e integrazione sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali. La trasparenza e l’accesso ai dati sono elementi imprescindibili per un dibattito pubblico informato e per la definizione di politiche efficaci e rispettose dei diritti umani.
