Un nuovo terremoto giudiziario scuote il mondo della logistica in Italia. Il Giudice per le Indagini Preliminari (gip) di Milano, Luca Milani, ha convalidato un sequestro preventivo d’urgenza per un valore complessivo di oltre 27,3 milioni di euro a carico di due importanti società del settore: Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa. Il provvedimento, richiesto dai pubblici ministeri Paolo Storari e Daniela Bartolucci, si inserisce in una più ampia e articolata inchiesta del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano sul fenomeno dei cosiddetti “serbatoi di manodopera”.
Le accuse, pesantissime, sono quelle di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Secondo gli inquirenti, le società, entrambe con sede ad Assago (Milano) e parte di un gruppo multinazionale leader nel settore, avrebbero messo in piedi un sistema fraudolento per evadere l’IVA e ridurre il costo del lavoro, sfruttando una filiera di appalti e subappalti opaca.
Il Meccanismo Fraudolento dei “Serbatoi di Manodopera”
Al centro dell’indagine vi è un meccanismo tanto complesso quanto diffuso, che la Procura di Milano sta combattendo da anni con risultati significativi. Le società committenti, in questo caso Ceva Logistics, avrebbero stipulato contratti di appalto fittizi con società “filtro”. Queste, a loro volta, si sarebbero avvalse di una galassia di cooperative e consorzi, definiti appunto “società serbatoio”, per la fornitura di personale.
Queste cooperative, spesso prive di una reale struttura imprenditoriale e create al solo scopo di fornire manodopera, avrebbero sistematicamente omesso il versamento dell’IVA e degli oneri previdenziali e assistenziali dei lavoratori. In questo modo, potevano offrire servizi a prezzi stracciati, garantendo un enorme vantaggio competitivo alle società committenti. Come si legge nel decreto del gip, Ceva Logistics avrebbe di fatto “operato esercitando i poteri di gestione del datore di lavoro”, ma “senza sopportare” gli oneri “contributivi, stipendiali e contrattuali” legati all’assunzione diretta di decine di dipendenti.
La Procura sostiene che non si tratti di iniziative isolate di singoli manager, ma di una vera e propria “politica d’impresa” orientata alla massimizzazione del profitto attraverso l’evasione fiscale e la compressione del costo del lavoro. Una condotta che, secondo gli atti, “dura da anni e ha comportato non solo il sistematico sfruttamento dei lavoratori ma anche ingentissimi danni all’erario”.
Un’Indagine con Precedenti e un Impatto Enorme
Per Ceva Logistics non si tratta del primo inciampo con la giustizia. Già nel maggio 2019, la società era finita in amministrazione giudiziaria per presunta agevolazione del caporalato, una misura di prevenzione che era stata poi revocata nel 2020 a seguito di un percorso di “bonifica” e risanamento aziendale. Tra le figure indagate in questa nuova inchiesta figura anche Christophe Boustouller, l’amministratore delegato arrivato proprio nel 2019 per segnare una discontinuità con il passato. Oltre a lui, risultano indagati l’attuale legale rappresentante Claudio Boschetti, il predecessore Corrado Ferrera e altri due manager.
L’inchiesta su Ceva si inserisce in un filone investigativo che la Procura di Milano porta avanti da tempo e che ha già coinvolto numerosi colossi della logistica, dei trasporti e della grande distribuzione, tra cui DHL, GLS, UPS, Esselunga, Lidl e Amazon. Questa maxi-offensiva ha portato a risultati straordinari:
- Oltre un miliardo di euro recuperato attraverso i risarcimenti versati dalle società coinvolte all’Agenzia delle Entrate.
- Oltre 54.000 lavoratori precedentemente “in balia delle società serbatoio” sono stati assunti e stabilizzati.
Le Prossime Tappe e le Misure Richieste
L’indagine prosegue con perquisizioni in diverse province italiane, tra cui Milano, Pavia, Roma, Latina e Napoli. Oltre al sequestro dei 27,3 milioni (di cui quasi 24,7 a carico di Ceva Logistics Italia srl e circa 2,7 per Ceva Ground Logistics Italy spa), i pm hanno richiesto una misura interdittiva particolarmente incisiva per Ceva Logistics Italia srl: il divieto di pubblicizzare beni e servizi per la durata di un anno. Il giudice ha fissato un’udienza per discutere questa istanza il prossimo 21 maggio.
I team di Ceva Logistics, dal canto loro, hanno dichiarato di stare collaborando con le autorità, nelle quali l’azienda ripone piena fiducia, e hanno ricordato di aver implementato procedure di compliance già dal 2019, validate all’epoca dall’Amministratore Giudiziario.
