Brasilia – In una mossa decisa per proteggere l’economia nazionale e i consumatori dalle turbolenze dei mercati energetici globali, il governo del Brasile ha annunciato l’azzeramento di due importanti imposte federali sul diesel, il PIS (Programa de Integração Social) e la Cofins (Contribuição para o Financiamento da Seguridade Social). La decisione, firmata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, fa parte di un pacchetto di interventi più ampio volto a mitigare gli effetti del caro-petrolio sui settori strategici dei trasporti e dell’agroalimentare, particolarmente sensibili alle fluttuazioni dei costi dei carburanti.
Un intervento a doppia mandata: sgravi fiscali e sussidi diretti
L’iniziativa del governo non si limita al solo taglio delle tasse. Parallelamente alla decontribuzione, è stata introdotta una sovvenzione diretta per i produttori e gli importatori di diesel. La combinazione di queste due azioni dovrebbe tradursi in una riduzione significativa del prezzo al consumo, stimata in oltre 10 centesimi di euro al litro, corrispondenti a circa 0,64 real brasiliani. Metà di questo risparmio, 0,32 real, deriverà direttamente dall’azzeramento delle imposte, mentre gli altri 0,32 real proverranno dal sussidio, a condizione che i beneficiari dimostrino di aver trasferito il vantaggio economico ai consumatori finali.
L’intero pacchetto di misure, che secondo il Ministro delle Finanze Fernando Haddad avrà un costo di circa 30 miliardi di reais (quasi 5 miliardi di euro), sarà finanziato attraverso l’introduzione di un’imposta temporanea del 12% sull’esportazione di petrolio greggio. Questa mossa ha un duplice obiettivo: coprire la spesa senza impatto fiscale e incentivare le raffinerie nazionali a privilegiare il mercato interno, garantendo così l’approvvigionamento. La validità di queste misure è stata fissata fino al 31 dicembre 2026.
Lotta all’inflazione e alla speculazione
Questa manovra si inserisce in un contesto di crescente attenzione del governo brasiliano verso l’andamento dell’inflazione. Sebbene a febbraio l’indice dei prezzi al consumo (Ipca) abbia registrato un aumento mensile dello 0,70%, trainato principalmente dal settore dell’istruzione (+5,21%) e dei trasporti (+0,74%), il dato su base annua mostra un rallentamento, attestandosi al 3,81%, il livello più basso degli ultimi due anni. Questo dato, che non riflette ancora appieno l’impatto del recente conflitto in Medio Oriente iniziato il 28 febbraio, potrebbe spianare la strada a un possibile allentamento della politica monetaria da parte della Banca Centrale.
Oltre a calmierare i prezzi, il governo intende contrastare con fermezza le pratiche speculative e gli aumenti ingiustificati. Sono stati annunciati nuovi e più stringenti strumenti di vigilanza per prevenire comportamenti dannosi per i consumatori, come la ritenzione delle scorte di carburante per creare carenze artificiali e provocare un rialzo dei prezzi. I distributori di carburante saranno inoltre obbligati a esporre in modo chiaro e visibile le informazioni relative alla riduzione dei prezzi derivante dagli interventi governativi.
Il contesto economico e le prospettive future
La Banca Centrale del Brasile (BCB) mantiene attualmente il tasso di interesse di riferimento, il Selic, al 15%, uno dei livelli più alti degli ultimi anni, proprio per contenere l’inflazione. La recente decelerazione dell’inflazione annua, che a dicembre 2025 era scesa al 4,26%, ha alimentato le speranze di un imminente taglio dei tassi, una mossa attesa da molti analisti per stimolare l’economia. La decisione del governo di intervenire direttamente sui prezzi del diesel è strategica, poiché il costo dei trasporti ha un effetto a cascata su quasi tutti i beni di consumo, in particolare sui prodotti alimentari.
Il presidente Lula ha sottolineato come queste misure rappresentino un “sacrificio enorme” e un’opera di “ingegneria economica” per “evitare che gli effetti dell’irresponsabilità delle guerre arrivino al popolo brasiliano”. L’obiettivo è chiaro: isolare, per quanto possibile, l’economia interna dalla volatilità internazionale e proteggere il potere d’acquisto dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione.
