LECCE – In un’atmosfera elettrica, degna di uno scontro diretto per la permanenza in Serie A, il Lecce di Eusebio Di Francesco compie un passo forse decisivo verso la salvezza. Al Via del Mare, i giallorossi superano una combattiva Cremonese per 2-1 al termine di una partita dai due volti, intensa e vibrante fino all’ultimo secondo. Un successo che proietta i salentini a quota 27 punti in classifica, staccando proprio i grigiorossi di Davide Nicola, fermi a 24 e sempre più invischiati nelle zone calde.
Primo tempo a tinte giallorosse: Pierotti e Stulic indirizzano il match
L’importanza della posta in palio è palpabile sin dalle prime battute, con le due squadre che si studiano badando più a non scoprirsi che a offendere. La tensione è alta e le occasioni latitano. A rompere l’equilibrio è il Lecce al 22′: su un calcio d’angolo battuto da Gallo, l’argentino Santiago Pierotti è il più lesto di tutti ad anticipare difensori e portiere, insaccando di testa per il suo primo, pesantissimo, gol in campionato. L’uscita di Audero, nell’occasione, non è apparsa impeccabile. La Cremonese prova a reagire, affidandosi alle giocate dei suoi uomini di maggior esperienza, ma la difesa leccese, guidata da un attento Falcone, fa buona guardia. Sul finire della prima frazione, la partita prende una svolta decisiva. Un tiro di Nikola Stulic viene intercettato in area dal braccio di Bianchetti. L’arbitro Simone Sozza, inizialmente, lascia correre, ma richiamato dal VAR all’on-field review, non ha dubbi e concede il calcio di rigore. Dal dischetto, lo stesso Stulic è glaciale: palla da una parte, portiere dall’altra e raddoppio che manda il Lecce al riposo sul confortante punteggio di 2-0.
La reazione della Cremonese e un finale infuocato
Al rientro dagli spogliatoi, mister Nicola rivoluziona la sua Cremonese con un triplo cambio che si rivela subito azzeccato. Dentro Payero, Djuric e Zerbin per dare nuova linfa all’attacco. E la scossa arriva immediata: dopo appena due minuti, al 47′, è Federico Bonazzoli a riaprire la partita, finalizzando al meglio un assist del neo-entrato Djuric e battendo Falcone con un preciso diagonale mancino. Il gol galvanizza gli ospiti, che si riversano nella metà campo avversaria alla ricerca del pareggio. La squadra di Di Francesco soffre, abbassa il baricentro e si affida alle ripartenze per alleggerire la pressione.
Il finale è un vero e proprio assedio grigiorosso, vissuto in apnea dal pubblico del Via del Mare. All’87’ la Cremonese troverebbe anche il gol del pareggio con Payero, ma la rete viene annullata, ancora una volta con l’ausilio del VAR, per un tocco di mano del centrocampista. I cinque minuti di recupero sono incandescenti. L’eroe di giornata per il Lecce diventa Wladimiro Falcone, che si supera con un doppio intervento miracoloso prima su Payero e poi sul tap-in di Bonazzoli. Ma l’episodio che scatena la furia della Cremonese arriva proprio allo scadere: Sanabria crolla in area dopo un contatto con Jean. Gli ospiti reclamano a gran voce il calcio di rigore, ma per l’arbitro Sozza è tutto regolare e il VAR non interviene. Al fischio finale esplode la gioia dei salentini e la rabbia dei lombardi, con proteste veementi verso il direttore di gara che costano l’espulsione a Pezzella dalla panchina.
Analisi tattica e prospettive future
Il Lecce ha costruito la sua vittoria su un primo tempo cinico e ben organizzato, sfruttando al meglio le occasioni create. Nella ripresa, la squadra ha mostrato capacità di soffrire, difendendosi con ordine di fronte al ritorno veemente di una Cremonese trasformata dai cambi di Nicola. Per i grigiorossi, resta l’amaro in bocca per una reazione tardiva e per gli episodi arbitrali del finale, che lasceranno inevitabilmente strascichi polemici. Questa vittoria rappresenta una boccata d’ossigeno purissimo per il Lecce, che ora può guardare con maggiore serenità al prosieguo del campionato. Per la Cremonese, invece, la situazione si fa sempre più complicata: la decima sconfitta nelle ultime quattordici partite è un dato allarmante che richiede un’immediata inversione di rotta per continuare a sperare nella salvezza.
