Il cuore pulsante della romanità, l’Anfiteatro Flavio, si trova nuovamente al centro di una tempesta che non ha il sapore della storia antica, ma quello, assai più moderno e insidioso, delle anomalie digitali. Confapi Turismo, attraverso la voce del suo presidente della territoriale laziale pontina, Francesco Cecilia, ha sollevato un velo su una situazione critica che affligge la vendita dei biglietti per il Parco Archeologico del Colosseo, chiedendo “chiarimenti circa le ripetute anomalie ed alcuni malfunzionamenti della piattaforma di vendita” dedicata ai consumatori (B2C).
La denuncia, formalizzata in una lettera inviata alla Direzione del Parco, mette in luce una problematica che sta creando notevoli disagi a turisti e operatori del settore, in particolare le guide turistiche. La questione centrale è la prolungata e anomala indisponibilità di biglietti per il mese di febbraio, riscontrata già dai primi giorni di gennaio. Un fatto definito “insolito” da Cecilia, soprattutto se si considera il periodo di “bassissima stagione”, che dovrebbe garantire una maggiore fluidità nell’acquisto dei titoli di accesso.
Il sospetto di un attacco informatico: l’ombra dei “bot”
Il timore, neanche troppo velato, espresso da Confapi Turismo è che dietro a questi disservizi si celi un’attività fraudolenta. Il sospetto, come spiega Cecilia, “è che la piattaforma dedicata al pubblico possa essere stata oggetto di attacchi informatici da parte di operatori esterni non autorizzati, che avrebbero utilizzato bot software per bloccare i biglietti in carrello e spingere gli utenti ad acquistare su piattaforme sponsorizzate a prezzi più alti”. Questo fenomeno, noto come bagarinaggio digitale, vedrebbe l’impiego di software automatici per accaparrarsi in massa i biglietti non appena disponibili, per poi rivenderli a costi maggiorati su canali non ufficiali. L’azione massiva e simultanea di questi bot manderebbe in tilt la piattaforma, causandone il crash e rendendola di fatto inaccessibile all’utente comune.
Questa pratica non è nuova e ha già portato in passato a indagini da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha sanzionato diverse società per pratiche commerciali scorrette legate proprio alla vendita dei biglietti del Colosseo. L’Antitrust ha evidenziato come i consumatori fossero spesso impossibilitati ad acquistare i biglietti sul sito ufficiale a causa dell’accaparramento da parte di rivenditori secondari.
Le soluzioni proposte da Confapi Turismo
Di fronte a questa emergenza, Confapi Turismo non si è limitata alla denuncia, ma ha avanzato proposte concrete per arginare il problema e rendere il sistema più equo e sicuro. Sebbene sia stato apprezzato l’intervento del gestore della piattaforma, che a seguito dell’ultimo malfunzionamento segnalato nella notte del 20 febbraio ha introdotto una “waiting room” virtuale, questa soluzione è ritenuta insufficiente e potenzialmente penalizzante nel lungo periodo.
Secondo Francesco Cecilia, una via più efficace sarebbe quella di “aumentare la quantità di biglietti tracciabili, assegnata dal Parco archeologico direttamente ai tour operators autorizzati sul canale B2B (vendita alle aziende ndr)”. Questo permetterebbe agli operatori professionali, che rispettano le regole, di avere un accesso garantito ai biglietti, bypassando l’incertezza della piattaforma B2C e contrastando la concorrenza sleale.
Un’altra proposta mira a scoraggiare l’uso dei bot agendo sulle regole di nominatività del biglietto. Attualmente, il divieto di modifica del nominativo può essere aggirato da questi software. Per questo, Cecilia suggerisce che “la nuova direzione del Parco Archeologico del Colosseo dovrebbe consentire la modificabilità del nome riportato sul biglietto fino alle 24 ore prima dell’orario di visita, anziché una settimana”. Questa maggiore flessibilità andrebbe a totale vantaggio del consumatore finale e garantirebbe la massima fruizione del sito archeologico, riducendo al contempo il margine di manovra per chi opera in modo illecito. Già in passato, la rigidità del biglietto nominativo aveva sollevato preoccupazioni per le difficoltà che creava in caso di imprevisti come malattie o ritardi.
Un incontro per fare luce e tutelare un patrimonio universale
La richiesta più immediata avanzata da Confapi Turismo è quella di un incontro con la Direzione del Parco Archeologico del Colosseo “per far luce sull’accaduto e capire come si può intervenire al riguardo”. L’obiettivo è tutelare non solo gli operatori del settore, ma soprattutto l’immagine di Roma e l’esperienza di milioni di visitatori che ogni anno giungono da ogni angolo del mondo per ammirare uno dei monumenti più iconici della storia umana. La trasparenza e l’efficienza nell’accesso a un tale patrimonio culturale sono elementi imprescindibili, un biglietto da visita che non può essere macchiato da ombre digitali e pratiche speculative. L’attesa è ora per una risposta concreta da parte delle istituzioni, per restituire il Colosseo, in tutta la sua maestosità, ai suoi veri destinatari: i cittadini del mondo.
