WASHINGTON D.C. – In una giornata di alta tensione istituzionale e di grande incertezza per l’economia globale, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato con un post sul suo social network Truth di aver firmato un ordine esecutivo per l’imposizione di dazi globali del 10% su tutti i Paesi. La mossa, descritta da Trump come un “grande onore”, è destinata ad entrare in vigore “quasi immediatamente”, scatenando un’ondata di reazioni a livello nazionale e internazionale.
La decisione arriva come una risposta diretta e provocatoria a una sentenza della Corte Suprema che, solo poche ore prima, aveva dichiarato illegittima la precedente politica di dazi generalizzati, ritenendo che il Presidente avesse ecceduto i suoi poteri. La Casa Bianca ha successivamente precisato che le nuove tariffe entreranno in vigore dalla mezzanotte del 24 febbraio e avranno una durata massima di 150 giorni.
Una Sfida Aperta alla Corte Suprema
La mossa di Trump rappresenta una sfida senza precedenti al potere giudiziario. La Corte Suprema, con una maggioranza di sei a tre, aveva stabilito che l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 non conferiva al Presidente l’autorità di imporre dazi senza l’approvazione del Congresso. La sentenza ha di fatto smantellato uno dei pilastri della politica commerciale dell’amministrazione, nota come “America First”.
Imperterrito, Trump ha aggirato la decisione facendo ricorso a una diversa base legale: la Sezione 122 del Trade Act del 1974. Questa legge, raramente utilizzata, consente al Presidente di imporre tariffe temporanee (fino al 15% per un massimo di 150 giorni) per far fronte a “gravi e seri” problemi della bilancia dei pagamenti, senza la necessità di indagini preliminari o del via libera del Congresso. “Volevo fare il bravo ragazzo ma adesso intraprenderò un’altra strada”, ha dichiarato Trump in una conferenza stampa, aggiungendo di non aver bisogno della collaborazione del potere legislativo.
Il Presidente non ha risparmiato critiche feroci ai giudici della Corte Suprema, inclusi quelli da lui stesso nominati come Neil Gorsuch e Amy Coney Barrett, accusandoli di essere “asserviti a interessi stranieri” e definendo la loro sentenza “una vergogna”.
Le Implicazioni Economiche e le Reazioni Globali
L’annuncio ha immediatamente sollevato preoccupazioni in tutto il mondo. Partner commerciali storici degli Stati Uniti, inclusa l’Unione Europea, hanno espresso sconcerto e richiesto chiarimenti. Un portavoce della Commissione Europea ha sottolineato come le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendano dalla stabilità e prevedibilità delle relazioni commerciali. Anche la Svizzera sta analizzando con urgenza le possibili conseguenze di questa nuova ondata di protezionismo.
Gli economisti avvertono che l’imposizione di dazi generalizzati potrebbe avere conseguenze negative significative:
- Aumento dei prezzi per i consumatori: I dazi sulle importazioni si traducono, nella maggior parte dei casi, in un aumento dei costi per le aziende importatrici, che a loro volta scaricano questi costi sui consumatori finali.
- Ritorsioni commerciali: È molto probabile che altri Paesi rispondano con dazi di ritorsione sui prodotti americani, innescando una vera e propria guerra commerciale globale che danneggerebbe le catene di approvvigionamento e rallenterebbe la crescita economica.
- Incertezza sui mercati: La volatilità e l’imprevedibilità delle politiche commerciali creano un clima di incertezza che scoraggia gli investimenti e danneggia la fiducia delle imprese.
È importante notare che, secondo diversi studi, i costi dei dazi ricadono in gran parte sui consumatori e sulle imprese del Paese che li impone, piuttosto che sugli esportatori stranieri. La mossa di Trump, quindi, rischia di danneggiare la stessa economia che intende proteggere.
Un Futuro Incerto e la Possibilità di un’Escalation
Poco dopo l’annuncio dei dazi al 10%, Trump ha ulteriormente alzato la posta, dichiarando su Truth l’intenzione di aumentare le tariffe fino al 15%, il massimo consentito dalla legge invocata. Questa escalation verbale aumenta ulteriormente la tensione e l’incertezza sul futuro del commercio globale. “Nel corso dei prossimi pochi mesi, l’amministrazione Trump determinerà ed emetterà le nuove tariffe legalmente ammissibili”, ha aggiunto, lasciando intendere che la politica protezionistica è destinata a continuare.
La Casa Bianca ha specificato che anche i partner commerciali che avevano già negoziato accordi tariffari specifici con gli Stati Uniti saranno soggetti a questa nuova tassa globale del 10%, definendola una “misura temporanea” in attesa di applicare “tariffe più appropriate o pre-negoziate”. Tuttavia, il clima di scontro istituzionale e l’approccio conflittuale del Presidente lasciano presagire un periodo di forte instabilità per l’economia mondiale.
