Un nuovo terremoto giudiziario scuote la Motorizzazione Civile di Palermo, portando alla luce un presunto e radicato sistema di corruzione. L’ultima indagine, coordinata dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia, ha svelato un meccanismo illecito finalizzato al rilascio di patenti nautiche in cambio di mazzette. L’operazione ha portato all’emissione di cinque misure cautelari da parte del gip Filippo Serio e all’iscrizione nel registro degli indagati di 46 persone. Tra i coinvolti figurano funzionari pubblici, titolari di agenzie di disbrigo pratiche e candidati, compreso il noto ex portiere del Palermo, Mirko Pigliacelli.

Le Indagini e le Prove Schiaccianti

L’inchiesta, partita da precedenti attività investigative, ha preso una svolta decisiva grazie all’installazione di telecamere nascoste da parte della Polizia Stradale all’interno degli uffici della Motorizzazione. I filmati, definiti prove chiave, hanno immortalato scene inequivocabili. In un episodio emblematico, l’ex funzionario della Motorizzazione, Marcello De Caro, è stato ripreso mentre contava, all’interno di un bagno, banconote per un totale di 7.000 euro. Poco dopo, le stesse telecamere hanno inquadrato un suo collega con un’altra busta contenente denaro. Queste immagini, insieme alle intercettazioni ambientali, hanno permesso agli inquirenti di delineare quello che il gip ha definito “un esteso sistema di corruzione per l’evasione di pratiche irregolari”.

Il “Prezziario” della Corruzione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, esisteva un vero e proprio tariffario per ottenere le abilitazioni senza merito. Per una patente nautica, il costo medio si aggirava intorno ai 1.000 euro. Il sistema offriva diverse “agevolazioni” a seconda della cifra pagata:

  • Fornitura anticipata delle domande d’esame: i candidati potevano conoscere in anticipo i quesiti del quiz.
  • Falsa attestazione di presenza: in alcuni casi, gli aspiranti marinai non si presentavano nemmeno all’esame, e la loro presenza veniva falsamente verbalizzata da funzionari compiacenti.

Il giro d’affari non si limitava alle patenti nautiche, ma includeva anche l’autorizzazione all’uso di patenti militari per la guida di veicoli civili.

Le Misure Cautelari e gli Indagati

Il provvedimento del gip Filippo Serio ha colpito diverse figure chiave del presunto sistema corruttivo. Le misure cautelari emesse sono state cinque:

  1. Salvatore Troncale, funzionario della Motorizzazione, è stato sospeso per un anno dal pubblico impiego con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
  2. Mariano Rubino, impiegato della Motorizzazione, ha ricevuto la stessa misura di sospensione e obbligo di presentazione.
  3. Felice Cardinale, funzionario in pensione, è stato sottoposto al divieto di esercitare impresa per 12 mesi e all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
  4. Giuseppe e Michele Cardinale, figli di Felice e titolari di due agenzie di disbrigo pratiche, hanno ricevuto le stesse misure del padre.

Sorprendentemente, per l’ex funzionario Marcello De Caro, filmato mentre contava il denaro in bagno, non è stata disposta alcuna misura cautelare. In totale, gli indagati sono 46, includendo non solo i pubblici ufficiali e gli intermediari, ma anche i clienti che avrebbero pagato per ottenere i titoli in modo illecito.

Il Caso dell’Ex Portiere del Palermo Mirko Pigliacelli

Tra i nomi eccellenti finiti nell’inchiesta c’è quello di Mirko Pigliacelli, ex portiere del Palermo. Secondo l’accusa, il verbale del suo esame per la patente nautica sarebbe stato falsificato. I magistrati sostengono che il giorno del presunto esame, il calciatore si trovasse in realtà in ritiro con la sua squadra, rendendo impossibile la sua presenza fisica alla prova. I legali del calciatore hanno replicato sostenendo che Pigliacelli abbia sostenuto regolarmente l’esame prima del ritiro e si è detto disponibile a essere sentito dai magistrati per chiarire la sua posizione.

Un Sistema Radicato

Questa indagine si inserisce in un contesto più ampio di presunte irregolarità che da tempo caratterizzano la Motorizzazione del capoluogo siciliano. Già in passato, altre inchieste avevano portato ad arresti e condanne per corruzione in settori diversi, come quello delle immatricolazioni di veicoli. Le intercettazioni di questa ultima operazione rivelano un cinismo diffuso, come nel caso della moglie di uno degli indagati che, commentando l’avidità dei funzionari, affermava che il denaro è capace di “far venire la vista ai ciechi e far rinascere i morti”, una frase che sintetizza la percezione di un sistema dove l’illecito era diventato la norma. L’inchiesta, secondo gli inquirenti, non è ancora conclusa e potrebbe portare a nuovi sviluppi.

Di veritas

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