MILANO – Nel grande scacchiere della transizione energetica, Volvo Trucks muove una pedina strategica e raggiunge un traguardo di notevole importanza: la consegna di oltre 10.000 camion alimentati a gas a livello globale. Un risultato significativo, maturato dal debutto di questa tecnologia nel 2018, che ha visto nel 2025 l’anno di maggior successo in termini di vendite, a testimonianza di una crescente e concreta domanda di alternative sostenibili nel settore del trasporto pesante. Questa pietra miliare non rappresenta solo un successo commerciale, ma incarna una visione precisa: quella di un futuro a zero emissioni nette entro il 2040, perseguito attraverso un approccio pragmatico e multi-tecnologico.
Una crescita globale trainata dall’Europa
L’analisi geografica delle vendite rivela un’Europa protagonista di questa evoluzione. Il Regno Unito si conferma il mercato leader per i camion a gas di Volvo, seguito a stretto giro da nazioni come Germania, Svezia, Paesi Bassi, Norvegia e Francia. Questo trend positivo non è confinato al Vecchio Continente; nuovi mercati emergenti, tra cui l’India e diverse aree dell’America Latina, mostrano volumi in costante e robusta crescita, segnalando un interesse globale per soluzioni di trasporto a ridotto impatto ambientale.
La tecnologia al cuore del successo: HPDI e prestazioni “diesel-like”
Dal punto di vista tecnico, il successo dei camion a gas Volvo risiede in una scelta ingegneristica precisa e performante. I modelli pesanti delle gamme Volvo FM, Volvo FH e il nuovo Volvo FH Aero sono equipaggiati con motori derivati dalla collaudata catena cinematica D13, ma adattati per l’alimentazione a gas attraverso l’innovativa tecnologia HPDI (High Pressure Direct Injection). Questo sistema, a differenza delle più comuni tecnologie a ciclo Otto, si basa su un motore diesel, mantenendone l’elevato rapporto di compressione. Una piccola quantità di diesel (o, in ottica ancora più green, di HVO – Olio Vegetale Idrotrattato) viene iniettata ad alta pressione per avviare la compressione, seguita dall’iniezione del gas.
Questo approccio garantisce un’efficienza energetica superiore, con consumi ridotti e, soprattutto, prestazioni del tutto paragonabili a quelle di un motore diesel in termini di potenza, coppia e reattività. Come sottolineato da Jan Hjelmgren, responsabile della gestione dei prodotti di Volvo Trucks, i clienti apprezzano non solo le performance e l’efficienza, ma anche la guidabilità e il comfort di questi veicoli. Con potenze che arrivano fino a 500 CV e 2500 Nm di coppia, questi camion sono in grado di affrontare missioni gravose e percorsi impegnativi senza alcun compromesso.
L’autonomia e la versatilità del gas: LNG e il potenziale del Bio-LNG
Uno dei fattori chiave che ha spinto l’adozione di questi veicoli è la loro notevole autonomia, che può raggiungere i 1.000 chilometri con un singolo pieno di Gas Naturale Liquefatto (LNG). Questa caratteristica li rende una soluzione estremamente pratica e versatile, adatta non solo alla distribuzione regionale ma anche al trasporto a lungo raggio e a specifiche applicazioni nel settore delle costruzioni, superando uno dei limiti ancora percepiti per altre tecnologie a basse emissioni.
La vera svolta, tuttavia, risiede nella piena compatibilità con il Bio-LNG. Questo carburante, chimicamente identico all’LNG fossile, è prodotto da fonti rinnovabili come i rifiuti organici, scarti agricoli e agroalimentari, attraverso un processo di digestione anaerobica e successiva liquefazione del biometano. L’utilizzo del Bio-LNG rappresenta un perfetto esempio di economia circolare e permette di abbattere le emissioni di CO₂ fino al 100%, calcolate sull’intero ciclo “dal pozzo alla ruota” (well-to-wheel), specialmente quando per l’accensione si utilizza l’HVO.
Infrastrutture e incentivi: i catalizzatori della transizione
La diffusione dei camion a gas è strettamente legata allo sviluppo di un’adeguata infrastruttura di rifornimento. In questo ambito, diversi Paesi del Nord Europa, come Germania, Norvegia, Finlandia e Svezia, hanno già compiuto passi da gigante, con una rete capillare di stazioni di servizio che offrono Bio-LNG su larga scala. Questa espansione è spesso sostenuta da politiche pubbliche mirate e incentivi fiscali che rendono i carburanti rinnovabili economicamente competitivi rispetto al diesel.
L’Unione Europea, con il piano REPowerEU, punta a incrementare significativamente la produzione di biometano, riconoscendone il ruolo cruciale per la decarbonizzazione e l’indipendenza energetica. Questo impegno politico e industriale sta creando un ecosistema favorevole che accelera ulteriormente la transizione.
Una strategia a tre vie verso il futuro
È importante sottolineare come, nella visione di Volvo Trucks, i motori a combustione alimentati da carburanti rinnovabili come il Bio-LNG non siano una soluzione definitiva, ma un tassello fondamentale di una strategia più ampia e articolata per raggiungere le zero emissioni. Questa strategia poggia su tre pilastri tecnologici:
- Veicoli elettrici a batteria (BEV), ideali per la distribuzione urbana e regionale.
- Veicoli elettrici a celle a combustibile (FCEV), alimentati a idrogeno, per le lunghe distanze e gli impieghi più gravosi.
- Motori a combustione interna alimentati con carburanti rinnovabili (come Bio-LNG e HVO), che rappresentano una soluzione pratica e immediatamente disponibile per ridurre le emissioni nel presente, in attesa della piena maturità delle altre tecnologie.
Questo approccio pragmatico consente a Volvo di offrire ai propri clienti soluzioni su misura, capaci di rispondere alle diverse esigenze operative e di accelerare fin da oggi il processo di decarbonizzazione del settore logistico, un passo concreto e misurabile verso un futuro più sostenibile.
