Le borse europee hanno imboccato la via del rialzo in una giornata caratterizzata da un cauto ottimismo, con gli investitori che navigano tra l’attesa per la riapertura dei mercati americani, rimasti chiusi per il ‘President’s Day’, e l’analisi dei prossimi appuntamenti macroeconomici cruciali. In questo contesto, l’indice paneuropeo Stoxx 600 si muove attorno alla parità, sorretto principalmente dai comparti immobiliare, energetico e delle utility, mentre industriali e tecnologici mostrano una maggiore debolezza.

Piazza Affari in luce con il settore bancario

A Milano, il Ftse Mib si distingue per la sua performance positiva, segnando un guadagno dello 0,72% e attestandosi a 45.749 punti. A trainare il listino principale è soprattutto il settore bancario, con Mediobanca che spicca con un rialzo del 3,55% e Monte dei Paschi di Siena (Mps) che la segue a ruota con un +3%. Questa performance consolida la fiducia degli investitori nel comparto, in un momento di grande attenzione per le future strategie degli istituti di credito.

Sul fronte opposto del listino, si registrano le vendite su Fincantieri, che cede il 2,81% dopo che Mediobanca ha assegnato un rating ‘neutral’ al titolo. Male anche Prysmian, in calo del 2,88%, penalizzata dal giudizio ‘hold’ di Berenberg.

Un altro dato significativo per l’Italia è la stabilità dello spread tra BTP e Bund tedeschi, che si attesta a 61,6 punti base. Contemporaneamente, il rendimento del BTP decennale italiano mostra un calo, posizionandosi al 3,34%, un segnale che indica una minore percezione del rischio sul debito sovrano del paese.

Le altre piazze europee e i dati dalla Germania

Anche le altre principali borse europee si muovono in territorio positivo. Francoforte segna un modesto +0,19%, una performance contenuta che risente degli ultimi dati macroeconomici tedeschi. L’inflazione in Germania ha mostrato una leggera risalita, un dato che potrebbe influenzare le future decisioni della Banca Centrale Europea. Inoltre, l’indice ZEW, che misura il sentiment degli investitori istituzionali sull’economia tedesca, ha registrato un calo inaspettato a febbraio, scendendo a 58,3 punti contro le attese di un aumento.

Parigi oscilla intorno alla parità, mentre Madrid mostra un andamento più deciso con un rialzo dello 0,64% e Londra guadagna lo 0,39%. Questa eterogeneità riflette le diverse sensibilità dei mercati alle notizie economiche e alle aspettative settoriali.

L’attesa per la Federal Reserve e i dati PMI

L’attenzione degli operatori è ora rivolta a due appuntamenti chiave della settimana. Domani verranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. Da questo documento, gli analisti cercheranno di trarre indicazioni preziose sulle future mosse della banca centrale statunitense in materia di tassi di interesse. Le minute potrebbero rivelare il grado di consenso all’interno del board riguardo la tempistica di un eventuale allentamento monetario, un fattore che potrebbe influenzare significativamente l’andamento dei mercati globali.

Venerdì, invece, sarà la volta degli indici PMI (Purchasing Managers’ Index) delle principali economie mondiali. Questi indicatori, che misurano lo stato di salute dei settori manifatturiero e dei servizi, forniranno un quadro aggiornato sulla congiuntura economica globale e saranno determinanti per orientare le strategie di investimento nelle prossime settimane.

Materie prime e mercato valutario

Sul fronte delle materie prime, si assiste a un recupero del prezzo del petrolio. Il WTI (West Texas Intermediate) registra un aumento dell’1,9%, superando la soglia dei 64 dollari al barile, mentre il Brent guadagna lo 0,5%, avvicinandosi ai 69 dollari. Questo rialzo è influenzato da un complesso mix di fattori, tra cui le tensioni geopolitiche e le stime sulla domanda globale di energia.

Tra i metalli preziosi, l’oro mostra una ripresa, con le quotazioni che risalgono a 4.930 dollari l’oncia, mentre l’argento si attesta a 74,6 dollari.

Nel mercato dei cambi, si osserva un rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro. La moneta unica viene scambiata a 1,1833 sul biglietto verde, un movimento che riflette le aspettative degli investitori sulle divergenze di politica monetaria tra la Fed e la BCE.

Di atlante

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