GINEVRA – In una drammatica escalation che getta un’ombra sinistra sui prossimi negoziati di pace, la Russia ha lanciato un massiccio attacco aereo contro l’Ucraina nella notte tra il 16 e il 17 febbraio. Fonti del ministero della Difesa ucraino hanno confermato che il paese è stato bersagliato da una raffica di 29 missili di vario tipo e ben 396 droni kamikaze, in una delle offensive più intense delle ultime settimane. L’attacco avviene alla vigilia del terzo round di colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, previsti per oggi e domani a Ginevra.

La reazione di Kiev non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, ha condannato duramente l’azione di Mosca, affermando che “con questi attacchi, la Russia ignora palesemente ogni sforzo di pace”. In una dichiarazione rilasciata nelle prime ore del mattino, Sybiga ha sottolineato come l’offensiva notturna rappresenti un chiaro messaggio del Cremlino: un tentativo di negoziare da una posizione di forza, terrorizzando la popolazione civile e minando le fondamenta del dialogo diplomatico.

Un attacco su vasta scala: colpite infrastrutture e città

L’allarme aereo è risuonato in gran parte del territorio ucraino per ore. Le difese aeree sono entrate in azione, ma la vastità dell’attacco ha messo a dura prova il sistema di protezione del paese. Secondo i rapporti preliminari, i principali obiettivi dell’offensiva russa sono state le infrastrutture energetiche, una tattica che Mosca ha ripetutamente utilizzato per logorare la resistenza ucraina e rendere la vita dei civili insostenibile, specialmente durante i rigidi mesi invernali.

Le regioni più colpite includono:

  • La regione di Odessa, nel sud, dove sono state danneggiate infrastrutture portuali ed energetiche, lasciando decine di migliaia di persone senza riscaldamento e acqua.
  • La capitale Kiev, dove diverse esplosioni sono state udite in vari distretti, con danni a edifici residenziali.
  • Le città di Dnipro e Kharkiv, importanti centri industriali e strategici, che hanno subito attacchi mirati contro impianti di produzione e reti elettriche.

Si segnalano purtroppo anche vittime tra i civili. Le autorità locali stanno ancora consolidando il bilancio, ma le prime informazioni parlano di diversi feriti, tra cui anche bambini. Questi attacchi, sempre più letali, hanno visto un incremento delle vittime civili del 26% nel corso del 2025, secondo un recente rapporto della ONG Action on Armed Violence.

Il contesto diplomatico: speranze e scetticismo a Ginevra

L’offensiva russa avviene in un momento estremamente delicato. I colloqui di Ginevra, mediati dagli Stati Uniti, rappresentano uno dei pochi canali di dialogo ancora aperti tra le parti. Dopo due round negoziali ad Abu Dhabi che non hanno prodotto risultati concreti, le aspettative per questo terzo incontro sono moderate, se non pessimistiche. Sul tavolo ci sono questioni cruciali come le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, lo status dei territori occupati e un possibile “cessate il fuoco energetico”.

Tuttavia, l’attacco della scorsa notte è visto da molti analisti come una mossa calcolata di Mosca per esercitare la massima pressione su Kiev. Il messaggio sembra essere chiaro: la Russia non intende fare concessioni e continuerà la sua campagna militare indipendentemente dagli sforzi diplomatici in corso. Questa strategia rischia di svuotare di significato i negoziati ancora prima che inizino, trasformandoli in un mero esercizio di facciata.

La comunità internazionale ha espresso profonda preoccupazione. Diversi leader europei, pur non partecipando direttamente, stanno seguendo da vicino i lavori di Ginevra, confermando il sostegno a Kiev. C’è la consapevolezza che la stabilità dell’intero continente europeo dipenda dall’esito di questo conflitto e dalla capacità della diplomazia di prevalere sulla brutalità della guerra.

Mentre i diplomatici si preparano a sedersi al tavolo delle trattative, l’eco delle esplosioni in Ucraina risuona come un cupo monito. La strada verso la pace appare ancora lunga e irta di ostacoli, e l’attacco della scorsa notte ha aggiunto un ulteriore, pesante fardello sulle fragili speranze di una soluzione negoziata.

Di atlante

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