In un panorama editoriale e culturale sempre più attento alle intersezioni tra le grandi questioni del nostro tempo, si inserisce con forza e originalità il saggio di Luana Zanella, “La sostituzione della madre. Ecologia e femminismo pensano insieme”, pubblicato dalla casa editrice Moretti & Vitali. L’opera, firmata dalla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, vicepresidente della Commissione Affari Sociali e segretaria della commissione d’inchiesta sul femminicidio, affronta uno dei temi più divisivi e delicati del dibattito contemporaneo: la maternità surrogata.

Lungi dall’offrire risposte semplici o posizioni preconcette, il volume si propone come uno strumento per “sbrogliare la matassa”, come si legge nella prefazione, analizzando le diverse posizioni in campo. Zanella non si limita a una disamina teorica, ma ancora la sua riflessione alla realtà globale, mettendo in luce le implicazioni, talvolta tragiche, di questa pratica per le donne e per le vite che vengono generate. Il testo si distanzia dalla polarizzazione del dibattito, che spesso oscilla tra la condanna aprioristica e una celebrazione acritica, per invitare a una riflessione più profonda sulle strutture economiche e culturali che la sottendono.

Una Prospettiva Inedita: l’Asse Femminismo-Ecologia

Il cuore pulsante del saggio e il suo elemento di maggiore novità risiedono nel legame che l’autrice istituisce tra il pensiero femminista e quello ecologista. Secondo Zanella, esiste un parallelismo fondamentale tra lo sfruttamento della natura, ridotta a mera risorsa da depredare, e la mercificazione del corpo femminile e della sua capacità generativa. “In questo momento – commenta l’autrice – l’appropriazione da parte del capitalismo neoliberista si rivolge soprattutto al percorso della maternità e delle fecondità delle donne, sia fisica che mentale”.

Questa chiave di lettura, che affonda le sue radici nell’ecofemminismo, identifica un nemico comune nel modello patriarcale e capitalista che esercita un dominio tanto sull’ambiente quanto sul corpo delle donne. Zanella propone quindi di rafforzare la relazione tra femminismo filosofico ed ecologia come baluardo in nome dell’inviolabilità del corpo femminile e, per estensione, del pianeta. Il libro si arricchisce e si struttura anche attraverso un dialogo con altre voci autorevoli, raccogliendo estratti e capisaldi di testi di autori e autrici che hanno affrontato il tema da queste due prospettive, creando un tessuto argomentativo polifonico e stratificato.

Chi è Luana Zanella: un Impegno tra Politica e Cultura

Per comprendere appieno la genesi di quest’opera, è utile considerare il percorso della sua autrice. Luana Zanella, nata a Venezia nel 1950, ha una lunga storia di impegno politico e culturale. Laureata in Scienze Politiche, insegnante e da sempre attiva nel movimento femminista e ambientalista, ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, da quelli nel comune di Venezia fino all’elezione alla Camera dei Deputati, dove siede attualmente tra i banchi di Alleanza Verdi e Sinistra. La sua carriera politica è sempre stata intrecciata con una profonda riflessione culturale, testimoniata dalle sue numerose pubblicazioni e dal suo ruolo nell’associazionismo. Questo saggio rappresenta, quindi, la sintesi di un percorso di vita e di pensiero dedicato alla difesa dei diritti delle donne e alla salvaguardia dell’ambiente.

Il Contesto Italiano: un Dibattito Infuocato

Il libro di Zanella arriva in un momento di particolare intensità del dibattito sulla maternità surrogata in Italia. La pratica è vietata dalla legge 40 del 2004, ma la discussione si è recentemente acuita con la proposta di legge, approvata alla Camera, che mira a rendere la gestazione per altri un “reato universale”, perseguibile quindi anche se commesso all’estero da cittadini italiani. Questa iniziativa politica ha ulteriormente polarizzato l’opinione pubblica, tra chi la considera una pratica che lede la dignità della donna, definendola “utero in affitto”, e chi invece la vede come un atto di generosità e una possibilità per realizzare un progetto di genitorialità. In questo scenario complesso, “La sostituzione della madre” offre un contributo essenziale, spostando l’asse della discussione dalle sole questioni etiche individuali a un’analisi sistemica del modello di sviluppo dominante.

Di euterpe

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