Dal piccolo schermo alla pagina scritta, un percorso che per Anna Praderio, volto storico del giornalismo cinematografico del Tg5, assume i contorni di un’evoluzione naturale e sentita. Il suo romanzo d’esordio, “Memory Girl”, in libreria dal 13 febbraio per Gallucci Editore, è un’opera che pulsa della sua più grande passione, il cinema, ma che al contempo si radica profondamente nelle complesse sfumature del presente. Un debutto letterario che si preannuncia come uno degli eventi più interessanti di questa stagione editoriale, capace di coniugare leggerezza e impegno, fantasia e cronaca.

Clarice: una “supereroina della realtà”

Protagonista della storia è Clarice, una giovane giornalista di venticinque anni, empatica e frenetica, che si muove in una Milano descritta con tinte romantiche e cinematografiche. Clarice non è un’eroina convenzionale; si definisce una “romantica perdente”, reduce da una relazione finita con Marco, e si trova a fare i conti con le incertezze tipiche della sua età. Ma in una notte magica, durante la Mostra del Cinema di Venezia, scopre di possedere un dono straordinario: la capacità di rendere visibili i ricordi, di materializzarli come fossero proiezioni di un film. Questo potere, forse scaturito come reazione al dolore, la trasforma in “Memory Girl”, una sorta di supereroina metropolitana che non combatte con la forza fisica, ma con la potenza della memoria e della verità.

Un intreccio di generi per temi attuali

“Memory Girl” si distingue per la sua abilità nel mescolare generi diversi. Si presenta come una rom-com brillante e un romanzo di formazione, ma al suo interno batte un cuore femminista e fantasy. La narrazione, costellata di citazioni e omaggi alla settima arte, utilizza il linguaggio del cinema non solo come sfondo, ma come vera e propria chiave di lettura per interpretare la vita. Per Clarice, l’amore per il cinema è una mappa emotiva, una bussola per orientarsi nel caos dell’esistenza.

Il romanzo affronta con sensibilità e senza retorica il tema della violenza contro le donne, una delle piaghe più dolorose della nostra società. Lo fa attraverso le missioni di Clarice che, spronata dai suoi migliori amici – Luna, un’avvocata per i diritti delle donne, e Michele, un pediatra impegnato nel volontariato – decide di usare il suo dono per aiutare il prossimo. Le sue avventure la portano a sostenere una donna molestata, un immigrato maltrattato e una comunità che rischia di perdere un importante punto di ritrovo, dimostrando come il suo potere possa svelare verità nascoste e accendere la speranza.

Tracce autobiografiche e uno stile unico

Anna Praderio non nasconde che nel personaggio di Clarice ci sia qualcosa di autobiografico, non tanto negli eventi narrati, quanto nell’energia, nel ritmo di una vita vissuta tra redazioni, festival e la passione totalizzante per il cinema. Questa fusione tra finzione e vissuto personale conferisce al romanzo un’autenticità e un calore particolari. La scrittura della Praderio è stata definita “brillante” e “ironica”, capace di affrontare argomenti seri con una leggerezza che non è mai superficialità, ma piuttosto una scelta stilistica precisa per arrivare al cuore dei lettori. “Non volevo scrivere un saggio – ha dichiarato l’autrice – ma una storia che facesse pensare senza perdere il sorriso”.

Un esordio che promette di lasciare il segno

Con “Memory Girl”, Anna Praderio consegna ai lettori una storia di empowerment femminile attualissima, una fiaba moderna che celebra il coraggio, l’amicizia e la solidarietà. Un romanzo che, attraverso il filtro magico del fantasy e la fascinazione del cinema, invita a riflettere sulla nostra capacità di ricordare, di dare voce alle ingiustizie e di costruire, un ricordo alla volta, un futuro migliore. Un esordio che, senza dubbio, si farà ricordare.

Di euterpe

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