PORTO RECANATI (Macerata) – Una notte di paura e devastazione ha colpito la costa di Porto Recanati, stretta in una morsa tra la furia del mare Adriatico e la piena del fiume Musone. Un evento definito eccezionale per intensità che ha lasciato dietro di sé una scia di danni ingenti, mettendo in ginocchio l’economia locale e riportando drammaticamente d’attualità il tema della fragilità idrogeologica e dell’erosione costiera nelle Marche.

CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

L’emergenza è scattata nella tarda serata di mercoledì 4 febbraio, quando una violenta mareggiata proveniente da sud, formatasi in condizioni anomale di quasi assenza di vento e piogge significative, ha iniziato a sferzare i nove chilometri del litorale portorecanatese. La situazione è precipitata durante la notte, quando il mare, ingrossato da un’alta marea fuori dal comune, ha impedito il normale deflusso del fiume Musone, causandone l’esondazione. La combinazione dei due eventi ha provocato estesi allagamenti, in particolare nella zona nord di Scossicci, già nota per la sua vulnerabilità, e nella parte sud del centro cittadino.

L’acqua e i detriti hanno invaso la strada provinciale litoranea, rendendone necessaria la chiusura al traffico, e si sono riversati su chalet, ristoranti e strutture balneari. Le barriere provvisorie, composte da grandi sacchi di sabbia (i cosiddetti “big bags”) posizionate a protezione di alcuni stabilimenti, sono state divelte dalla forza delle onde, lasciando campo libero all’acqua che ha invaso interni, terrazze e pertinenze. Si registrano danni a pavimentazioni, vetrate, impianti elettrici e attrezzature. Particolarmente colpita la struttura dello chalet Acapulco, che ha subito danni stimati tra i 300 e i 400 mila euro.

LA MACCHINA DEI SOCCORSI E LA RISPOSTA ISTITUZIONALE

Immediata la mobilitazione della macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, Carabinieri, Protezione Civile e Polizia Locale. Il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare gli interventi e monitorare costantemente l’evolversi della situazione. Tra le prime operazioni, la creazione di un varco per tentare di far defluire le acque e la messa in sicurezza delle aree più critiche.

La gravità dell’evento ha richiamato l’attenzione delle massime istituzioni regionali e nazionali. Nella mattinata di venerdì 6 febbraio, si è svolto un sopralluogo nelle aree più colpite alla presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, della senatrice Elena Leonardi, del prefetto di Macerata Giovanni Signer e dei vertici provinciali delle forze dell’ordine. Un incontro cruciale per fare il punto della situazione e ascoltare il grido d’allarme degli operatori balneari, rappresentati dal presidente dell’Associazione Balneari, Diego Scalabroni.

“La protezione dell’intero litorale di Porto Recanati è una priorità assoluta,” ha dichiarato il sindaco Michelini, sottolineando la necessità di una strategia strutturale e a lungo termine. Gli ha fatto eco il presidente Acquaroli, che ha confermato l’impegno della Regione: “Abbiamo destinato 10 milioni di euro per le scogliere di Scossicci e siamo pronti a rafforzare questo impegno anche attraverso la nuova programmazione europea”. Dall’incontro è emersa la volontà di istituire un tavolo tecnico per definire le priorità d’intervento e accelerare i lavori, con l’obiettivo di ripristinare le strutture in tempo per la prossima stagione estiva.

EROSIONE COSTIERA: UNA FERITA APERTA

Questa mareggiata non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ennesima, dolorosa manifestazione di un problema che affligge Porto Recanati da decenni: l’erosione costiera. La città sorge in una delle aree a maggior criticità delle Marche sotto questo profilo. Gli operatori del settore, esasperati, chiedono un cambio di passo e interventi non più episodici ma risolutivi, come il completamento delle scogliere fino alla foce del Musone. La difesa della costa, come emerso dal vertice istituzionale, non è solo una questione di sicurezza, ma un pilastro strategico per l’economia turistica e l’identità stessa della città.

Mentre si contano i danni e si avviano i primi lavori di somma urgenza sulla strada provinciale 100 per consolidare il rilevato stradale, la comunità di Porto Recanati guarda con preoccupazione al futuro, consapevole che senza interventi strutturali e una seria pianificazione a lungo termine, la prossima mareggiata potrebbe avere conseguenze ancora più devastanti.

Di veritas

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