Porto Recanati, Macerata – Una notte di paura e devastazione ha travolto il litorale di Porto Recanati, dove una violenta mareggiata, manifestatasi in modo quasi inaspettato tra mercoledì e giovedì, ha flagellato la costa per circa nove chilometri. La zona più colpita è quella di Scossicci, un’area già nota per la sua fragilità idrogeologica e per i cronici problemi di erosione costiera. La furia del mare, combinata con l’esondazione del fiume Musone il cui deflusso è stato ostruito dalla pressione delle onde, ha generato una miscela distruttiva di acqua e detriti che ha invaso strade, abitazioni e numerose attività commerciali.

La cronaca di una notte d’emergenza

L’allarme è scattato nella tarda serata di mercoledì, quando le prime onde hanno iniziato a superare le barriere protettive. I sacchi di sabbia (“big bag”), posizionati a difesa degli stabilimenti balneari, sono stati divelti dalla forza impetuosa del mare, lasciando via libera all’acqua. In breve tempo, l’acqua ha allagato chalet, campeggi e ristoranti, causando danni ingenti a pavimentazioni in legno e marmo, impianti elettrici, fognature e arredi. Si sono verificate anche diverse interruzioni della fornitura di energia elettrica, aumentando i disagi per residenti e operatori.

La situazione è stata aggravata dall’esondazione del fiume Musone, che ha trasformato la zona costiera in un vero e proprio bacino. La strada provinciale che costeggia il litorale, viale Scarfiotti, è stata invasa da acqua, sabbia e detriti, rendendone necessaria la chiusura al traffico. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco del comando di Civitanova Marche, i Carabinieri e la Protezione Civile per mettere in sicurezza l’area e prestare i primi soccorsi. Il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare le operazioni e monitorare costantemente l’evolversi della situazione.

La conta dei danni e le reazioni

Il giorno dopo, alla luce del sole, è apparso in tutta la sua gravità il bilancio dei danni. Strutture come lo chalet Acapulco sono state pesantemente danneggiate, con gli interni completamente invasi da acqua e sabbia. Molti operatori balneari si trovano ora a fare i conti con perdite economiche che si preannunciano pesantissime, con la preoccupazione che la prossima stagione turistica possa essere compromessa. “Siamo stufi di trovarci ogni volta a leccarci le ferite”, ha dichiarato il sindaco Michelini, sottolineando come l’erosione costiera sia un problema che affligge la città da decenni. Il primo cittadino ha lanciato un appello accorato alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo “interventi urgenti e strutturali” per proteggere un litorale che rappresenta un’eccellenza per il turismo marchigiano.

Anche la senatrice Elena Leonardi, dopo un sopralluogo nelle aree colpite, ha espresso la sua vicinanza agli operatori, ricordando l’impegno della Regione Marche nel contrasto all’erosione costiera. “È in corso un importante intervento di contrasto all’erosione costiera grazie all’azione della Regione Marche, che sta realizzando le prime scogliere a Scossicci”, ha dichiarato, aggiungendo che si tratta del primo stralcio di un progetto più ampio. Inoltre, sono state reperite ulteriori risorse per 500.000 euro da destinare alla difesa della costa.

Interventi di somma urgenza e prospettive future

A meno di 24 ore dall’evento, la Provincia ha già affidato i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di viale Scarfiotti. Gli interventi prevedono la pulizia della carreggiata dai detriti, il posizionamento di massi a protezione della strada e la sistemazione dei sacchi di sabbia danneggiati. Il sindaco Michelini ha ringraziato i volontari della Protezione Civile, gli operai comunali e la ditta Cosmari per l’impegno profuso nelle operazioni di pulizia e ripristino.

Tuttavia, l’episodio riaccende con forza il dibattito sulla necessità di soluzioni a lungo termine per un territorio che, come sottolineato dal sindaco, è forse il più eroso delle Marche. L’incubo delle mareggiate, che a Scossicci dura da oltre vent’anni, richiede una pianificazione strategica e investimenti adeguati per garantire la sicurezza dei cittadini e la sopravvivenza delle attività economiche che rappresentano il cuore pulsante di Porto Recanati. Mentre si contano i danni, la comunità locale guarda con apprensione al futuro, sperando in risposte concrete che possano finalmente porre fine a questa continua emergenza.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *