TOCHIGI, Giappone – Un silenzio quasi irreale avvolge le linee di produzione dello stabilimento Nissan di Tochigi. Un tempo simbolo pulsante dell’avanguardia elettrica giapponese, oggi l’impianto opera a un ritmo drasticamente ridotto. Secondo un’inchiesta del quotidiano Yomiuri Shimbun, nel corso del 2025 il tasso di utilizzo della capacità produttiva è precipitato a un mero 10%, un dato che suona come un campanello d’allarme per l’intera industria automobilistica. Si tratta di una cifra ben al di sotto della soglia di redditività, comunemente fissata intorno all’80%, e che getta un’ombra sul futuro della mobilità a zero emissioni del colosso nipponico.

Con una capacità annua di 190.000 veicoli, lo stabilimento di Tochigi ha visto uscire dalle sue linee appena 20.000 unità nel 2025, un crollo vertiginoso rispetto alle circa 70.000 assemblate nell’anno precedente. Questa drammatica flessione è la manifestazione più evidente di una tempesta perfetta che si è abbattuta su Nissan, fatta di molteplici e complesse concause.

Il Rallentamento Globale della Domanda di Veicoli Elettrici

Il principale fattore dietro la crisi di Tochigi è un evidente e diffuso rallentamento nella crescita della domanda globale di veicoli elettrici (EV). Sebbene il mercato continui a espandersi, con vendite globali previste in aumento del 25% nel 2025, il ritmo di crescita ha subito una decelerazione rispetto agli anni precedenti. Questa frenata ha colpito duramente modelli iconici come la Nissan Leaf, pioniera del mercato di massa lanciata nel lontano 2010, e il più recente SUV elettrico Ariya.

Le vendite domestiche in Giappone dei due modelli sono calate di circa il 40% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Anche le esportazioni hanno sofferto, in particolare verso mercati strategici come gli Stati Uniti, dove le vendite della Leaf e dell’Ariya hanno registrato cali significativi nel quarto trimestre del 2025, rispettivamente dell’86,3% e del 98,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questo trend negativo si inserisce in un contesto più ampio di incertezza economica, prezzi dei veicoli elettrici ancora elevati per molti consumatori e preoccupazioni legate all’infrastruttura di ricarica.

L’Impatto delle Politiche Internazionali e la Ristrutturazione Aziendale

A complicare ulteriormente lo scenario sono intervenuti cambiamenti normativi cruciali. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha rivisto le politiche di incentivazione federale per l’acquisto di auto elettriche, indebolendo la competitività dei modelli importati come quelli prodotti da Nissan a Tochigi. La rimozione o la modifica di questi sussidi ha avuto un impatto diretto sulle decisioni di acquisto dei consumatori, rallentando la transizione verso l’elettrico.

Parallelamente, Nissan è nel pieno di un imponente piano di ristrutturazione globale denominato “Re:Nissan”, annunciato a maggio 2025 per far fronte a significative perdite finanziarie. Questo piano prevede misure drastiche, tra cui:

  • La chiusura di sette stabilimenti a livello globale, portando il totale da 17 a 10 entro il 2027.
  • Un taglio di 20.000 posti di lavoro a livello mondiale tra il 2024 e il 2027.
  • La concentrazione della produzione nazionale giapponese su tre siti principali.

In questo contesto, lo stabilimento di Tochigi, unico sito nipponico dedicato alla produzione di auto elettriche per passeggeri, si trova in una posizione paradossale. Sebbene centrale per la strategia EV di Nissan, presenta oggi un’utilizzazione inferiore persino a quella degli impianti di Oppama e Shonan, destinati alla chiusura entro il 2027. Questa situazione evidenzia le difficoltà nel bilanciare i piani di ristrutturazione a lungo termine con le esigenze produttive immediate.

Uno Sguardo al Futuro: Tra Sfide e Speranze

Nonostante il quadro a tinte fosche, da Nissan trapela un cauto ottimismo. Un dirigente della compagnia ha rivelato che la produzione ha toccato il suo punto più basso nel 2025 e che ora è stata avviata la produzione della nuova generazione della Leaf. L’azienda sta anche investendo per ridurre i costi di produzione dei futuri modelli elettrici del 30% entro il 2027, attraverso lo sviluppo di componenti comuni e nuove tecniche di manifattura modulare.

Tuttavia, le sfide rimangono enormi. Il mercato EV è sempre più competitivo, con l’ascesa di nuovi agguerriti player, e l’incertezza economica globale continua a pesare sulle tasche dei consumatori. Il presidente di Nissan, Ivan Espinosa, ha escluso ulteriori chiusure di stabilimenti in Giappone, ma la strada per riportare Tochigi e l’intera divisione elettrica a una piena redditività si preannuncia lunga e complessa. La crisi dello stabilimento di Tochigi non è solo una questione interna a Nissan, ma un caso di studio che riflette le complessità e le contraddizioni dell’attuale fase della transizione energetica nel settore automobilistico.

Di davinci

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