La battaglia legale tra il calciatore e capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini, e il noto personaggio mediatico Fabrizio Corona entra in una fase cruciale. Il centrocampista giallorosso ha formalizzato la sua posizione nel procedimento giudiziario, costituendosi parte civile e avanzando una richiesta di risarcimento danni per un ammontare non inferiore a 100mila euro. Al centro della contesa, l’accusa di diffamazione a mezzo stampa mossa nei confronti di Corona, per aver diffuso attraverso il suo sito d’informazione dillingernews.it una video-intervista contenente accuse poi rivelatesi infondate.
L’origine della vicenda: le false accuse di stalking
La vicenda ha avuto inizio con la pubblicazione di un’intervista in cui una donna di 25 anni, di origini romene e residente a Parma, accusava gravemente Lorenzo Pellegrini di atti persecutori. La ragazza, una escort, sosteneva di aver avuto una relazione con il calciatore, sposato e padre di tre figli, e che al termine di questa, lui avrebbe sviluppato un comportamento ossessivo e molesto nei suoi confronti. Queste dichiarazioni, amplificate dalla piattaforma di Corona, hanno rapidamente guadagnato visibilità mediatica, gettando un’ombra sulla reputazione del giocatore. La donna aveva presentato ben cinque denunce in diverse procure (Parma, Roma e Avezzano), portando all’attivazione del “codice rosso”.
Le indagini e la scoperta della verità
Le accuse, tuttavia, si sono sgretolate di fronte alle meticolose indagini condotte dai Carabinieri, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Le verifiche hanno dimostrato la “totale infondatezza della ricostruzione” fornita dalla donna. Attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate dai dispositivi mobili, è stato accertato che non solo non vi è mai stato alcun contatto tra Pellegrini e la sua accusatrice, ma che i due non si sarebbero mai trovati nello stesso luogo contemporaneamente. Le indagini hanno stabilito che non c’è mai stata alcuna conoscenza, né tantomeno una relazione sentimentale, tra il calciatore e la 25enne. Di fatto, come riportato da alcune fonti, tra i due non ci sarebbe stata “neppure mai una stretta di mano”.
Il doppio fronte giudiziario: diffamazione e calunnia
Con il crollo del castello accusatorio, lo scenario giudiziario si è ribaltato. Le denunce a carico di Pellegrini sono state archiviate. La Procura ha quindi aperto un fascicolo che vede ora due principali indagati:
- Fabrizio Corona: accusato di diffamazione a mezzo stampa per aver pubblicato e diffuso l’intervista con le false accuse, offendendo la reputazione di Lorenzo Pellegrini.
- La 25enne accusatrice: indagata per calunnia, reato che si configura quando si accusa falsamente qualcuno di un reato pur sapendolo innocente, e per diffamazione.
La mossa di Pellegrini, assistito dal suo legale, l’avvocato Federico Olivo, di costituirsi parte civile rappresenta la volontà di tutelare la propria immagine e ottenere un giusto risarcimento per il danno subito. Secondo quanto emerso, il calciatore avrebbe inoltre espresso l’intenzione di devolvere l’eventuale risarcimento in beneficenza.
I prossimi passi del procedimento
L’udienza preliminare, tenutasi di fronte al Gup del Tribunale di Roma, ha visto il deposito formale della costituzione di parte civile. Il procedimento è stato successivamente aggiornato e la prossima udienza è fissata per il 17 marzo. In quella data, il giudice dovrà valutare le posizioni degli indagati e decidere sul rinvio a giudizio, segnando un passaggio fondamentale per una vicenda che ha scosso la figura del capitano giallorosso, ora determinato a difendere la propria onorabilità nelle sedi competenti.
