Firenze – Un richiamo forte e chiaro alla prudenza e alla visione strategica nella politica energetica nazionale. È quello lanciato da Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam, che a margine dell’Annual Meeting di Baker Hughes a Firenze ha sottolineato con enfasi la necessità per l’Italia di non commettere più gli errori del passato. “Dobbiamo sempre avere attenzione ai fornitori, non l’abbiamo avuta quando importavamo il gas soltanto dalla Russia, adesso dobbiamo averla”, ha dichiarato Scornajenchi, evidenziando come un paese “strutturalmente consumatore” come l’Italia non possa prescindere da una profonda e articolata diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Le parole del vertice di Snam, società leader in Europa nella gestione delle infrastrutture del gas, arrivano in un momento cruciale per il sistema energetico italiano ed europeo, ancora alle prese con le conseguenze della crisi geopolitica scaturita dal conflitto in Ucraina. “Ci siamo messi in un angolo con il gas russo”, ha ammesso senza mezzi termini Scornajenchi, ricordando la vulnerabilità a cui il Paese si è esposto per anni.

La dipendenza strutturale dell’Italia dall’import energetico

L’analisi dell’AD di Snam parte da un dato di fatto incontrovertibile: la limitata produzione energetica interna. “Noi siamo un Paese che produce gas e produce energia solo per un ammontare molto limitato”, ha spiegato. L’energia prodotta in Italia deriva principalmente dal settore idroelettrico e, in misura crescente, dalle fonti rinnovabili. Tuttavia, la quota di gas estratto sul territorio nazionale è minima, rendendo il sistema energetico italiano intrinsecamente dipendente dalle importazioni. “Il resto è tutta energia importata, anche l’energia elettrica che produciamo in Italia è fatta con gas importato”, ha precisato Scornajenchi. Questa condizione strutturale impone una riflessione strategica non solo sulle quantità, ma soprattutto sulla provenienza delle forniture.

Il ruolo chiave del Gas Naturale Liquefatto (GNL)

In questo scenario, il Gas Naturale Liquefatto (GNL) emerge come un pilastro fondamentale per la sicurezza e la stabilità energetica del Paese. Secondo Scornajenchi, “la necessità di GNL non è una necessità di breve termine, è una necessità che ci accompagnerà per gli anni a venire”. Questa visione trasforma il GNL da semplice opzione commerciale a “un architrave strutturale” del sistema italiano. La sua flessibilità, derivante dalla possibilità di essere trasportato via mare da qualsiasi produttore mondiale, lo rende lo strumento ideale per affrancarsi dalla rigidità dei gasdotti e diversificare efficacemente il portafoglio di fornitori.

I numeri confermano questa tendenza: le importazioni di GNL in Italia sono in forte crescita e coprono ormai una quota significativa del fabbisogno nazionale, che si attesta tra il 35% e il 40%. Questa abbondanza ha avuto anche effetti positivi sui prezzi, rendendo in diverse occasioni il mercato italiano (PSV) più competitivo di quello di riferimento europeo (TTF di Amsterdam).

Le infrastrutture strategiche: il caso del rigassificatore di Piombino

Per capitalizzare i vantaggi del GNL, è essenziale disporre di infrastrutture adeguate, ovvero i terminali di rigassificazione. In questo contesto, Scornajenchi ha toccato anche il tema del rigassificatore di Piombino. Snam ha presentato una richiesta di proroga per la permanenza della nave Italis Lng per un minimo di due anni e mezzo, definito come il “tempo minimo necessario per l’eventuale spostamento di una nave in una diversa location”. Questa mossa, dettata da ragioni tecniche dopo lo stop all’ipotesi di ricollocazione a Vado Ligure, sottolinea l’importanza strategica dell’impianto.

Il terminal di Piombino, con una capacità di 5 miliardi di metri cubi all’anno, soddisfa circa l’8% della domanda nazionale di gas e nel solo 2025 ha registrato un tasso di utilizzo del 100%, accogliendo 43 carichi di GNL. Questi dati evidenziano il contributo fondamentale dell’infrastruttura alla sicurezza energetica del Paese.

Uno sguardo al futuro: mix energetico e transizione

La strategia delineata da Scornajenchi non guarda solo all’immediato ma si inserisce in una visione di lungo periodo del mix energetico nazionale. Il gas, e in particolare il GNL, è destinato a rimanere una “parte importante, importantissima” di questo mix, agendo come ponte nella transizione verso un futuro a minori emissioni. Mentre l’Italia prosegue nel suo percorso di decarbonizzazione, aumentando la quota di energie rinnovabili, il gas garantirà la stabilità e la sicurezza necessarie per sostenere il sistema produttivo e i consumi civili.

La sfida per Snam e per l’intero sistema-Paese sarà quella di bilanciare la necessità di sicurezza degli approvvigionamenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, investendo in infrastrutture moderne e flessibili in grado di accompagnare l’Italia verso un futuro energetico più sicuro, competitivo e sostenibile.

Di atlante

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