Un viaggio nell’universo visivo di uno dei più singolari interpreti del Novecento italiano, un’immersione nel mondo fantastico e irrequieto di un burattino che ha segnato l’immaginario collettivo. Questo e molto altro è “Il Pinocchio di Wolfango”, la mostra che la Manica Lunga della Biblioteca Classense di Ravenna dedica al pittore Wolfango Peretti Poggi (Bologna, 1926-2017) in occasione del centenario della sua nascita. L’esposizione, a cura di Sebastiana Nobili e Alighiera Peretti Poggi, figlia dell’artista, inaugurerà il 30 gennaio alle 17.30 e resterà aperta al pubblico fino al 4 aprile 2026, offrendo uno sguardo privilegiato sul rapporto viscerale che legò l’artista al celebre personaggio di Carlo Collodi.

L’evento si inserisce nel più ampio contesto della rassegna “Wolfango 100-100 Wolfango”, un ricco programma di iniziative che per tutto il 2026 coinvolgerà diverse città dell’Emilia-Romagna con mostre, eventi e approfondimenti volti a celebrare la poliedrica attività del Maestro. Un’occasione unica per riscoprire un artista che, come amava dire, trovava nel disegno il suo respiro e nella pittura la sua stessa vita.

Un Pinocchio Intenso e Interiore

Il cuore della mostra ravennate è costituito da una selezione di tavole originali che Wolfango realizzò tra il 1961 e il 1980. Queste opere confluirono in una prestigiosa edizione fuori commercio de “Le avventure di Pinocchio”, pubblicata nel 1980 dalla Banca Popolare dell’Etruria. Per questo lavoro, l’artista scelse di firmarsi con lo pseudonimo di Golpe, un nome che evoca astuzia e arguzia, caratteristiche che si riflettono nella sua interpretazione del personaggio. Il Pinocchio di Wolfango è una figura dalla fisicità prorompente, inquieta, quasi febbrile. Le sue tavole sono un’esplosione di cromie accese, di contrasti luminosi violenti e di deformazioni espressive cariche di una tensione quasi palpabile. Ogni immagine si trasforma in una vera e propria scena di un teatro interiore, dove i tormenti e le speranze del burattino prendono forma in un linguaggio visivo potente e originalissimo. Ad accompagnare le tavole finite, saranno esposti anche disegni preparatori e bozzetti, preziosi documenti che permettono di seguire passo dopo passo il processo creativo dell’artista, svelandone ripensamenti, studi e intuizioni.

“Il Pinocchio che la sa lunga”: L’Ultima Stagione Creativa

Il percorso espositivo riserva una sorpresa di grande impatto emotivo e artistico: la presentazione di un ciclo di opere completamente inedite. Si tratta del cosiddetto “Pinocchio che la sa lunga”, una serie di creazioni realizzate da Wolfango tra il 2014 e il 2016, dopo essere stato colpito da un ictus all’età di 88 anni. Questi lavori, siglati dall’autore con la dicitura “post ictum”, testimoniano una forza creativa indomita, capace di superare la malattia senza intaccare minimamente le facoltà intellettuali e artistiche del Maestro. Eseguite su umile carta da macellaio, queste opere mostrano un Pinocchio diverso, che dialoga e si confronta con personaggi tratti dalla letteratura, dalla mitologia e persino dal mondo dei fumetti. È un Pinocchio maturo, consapevole, che sembra aver assorbito le esperienze della vita per diventare un archetipo universale. Queste opere, che costituiscono l’ultimo, toccante capitolo della produzione di Wolfango, escono per la prima volta dalla sua casa-studio di Bologna, un luogo magico riconosciuto tra le Case e Studi delle Persone Illustri della Regione Emilia-Romagna.

Un Progetto Culturale di Ampio Respiro

La mostra “Il Pinocchio di Wolfango” non è un evento isolato, ma si colloca in una cornice di celebrazioni che sottolineano l’importanza dell’artista nel panorama culturale italiano. L’esposizione, infatti, gode del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della prestigiosa Fondazione Nazionale Carlo Collodi, ed è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. La scelta di Ravenna e della sua Biblioteca Classense come sede non è casuale, ma testimonia un legame consolidato tra la città e l’opera di Wolfango, che già in passato era stato protagonista di un’importante mostra dedicata alle sue illustrazioni per la Divina Commedia.

La rassegna “Wolfango 100-100 Wolfango” si preannuncia come un evento di grande portata, con oltre 500 giorni di eventi in 15 sedi culturali, per un totale di circa 700 opere esposte tra dipinti, disegni, sculture e illustrazioni. Un omaggio corale a un artista che ha fatto dell’arte la sua ragione di vita, esplorando con curiosità e rigore intellettuale i più svariati campi del sapere, dalla letteratura alla filosofia, dalla numismatica alla scultura.

  • Titolo della mostra: Il Pinocchio di Wolfango
  • Luogo: Manica Lunga della Biblioteca Classense, Via Baccarini 3, Ravenna
  • Date: Dal 30 gennaio al 4 aprile 2026
  • Inaugurazione: Venerdì 30 gennaio 2026, ore 17.30
  • Orari di apertura:
    • Martedì-Venerdì: 15.00 – 18.30
    • Sabato: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.30
  • Ingresso: Libero
  • A cura di: Sebastiana Nobili e Alighiera Peretti Poggi

Di euterpe

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