BARCELLONA – Il rombo dei nuovi motori ha finalmente rotto il silenzio invernale. Sul circuito di Montmelò, in una Barcellona blindata per la prima delle cinque giornate di shakedown collettivo, la Formula 1 ha offerto il primo, intrigante assaggio della rivoluzione tecnica che la trasformerà a partire dalla stagione 2026. E la prima sorpresa porta la firma di Isack Hadjar: il giovane pilota francese, al volante di una Red Bull RB22 apparsa subito a suo agio, ha stampato il miglior tempo di giornata in 1’18”159, lanciando un segnale forte alla concorrenza.

Una prestazione che assume ancora più valore se si considera che per il team di Milton Keynes si trattava del debutto assoluto in pista con una power unit interamente prodotta in casa, con il supporto della Ford. Le aspettative della vigilia, moderate persino dal team principal Laurent Mekies, sono state ampiamente superate: Hadjar ha completato oltre 100 giri, dimostrando un’affidabilità inaspettata e candidando la Red Bull a un ruolo da protagonista sin da subito. “Sorprendentemente siamo riusciti a fare molti più giri di quanti ce ne aspettassimo. Tutto è andato piuttosto liscio“, ha dichiarato un soddisfatto Hadjar a fine giornata.

Mercedes all’inseguimento, brilla la stella di Antonelli

Alle spalle della lepre Red Bull si è piazzata la Mercedes, che ha diviso il lavoro tra l’esperienza di George Russell e il talento cristallino del nostro Andrea Kimi Antonelli. Il britannico ha fermato il cronometro sull’1’18”696, a oltre mezzo secondo dal leader, ma è stata la performance del giovane italiano a catturare l’attenzione. Antonelli, al suo esordio ufficiale in un test collettivo con la nuova generazione di vetture, ha mostrato grande maturità e velocità, chiudendo al quarto posto e accumulando chilometri preziosi per il suo percorso di crescita. Un debutto che conferma le grandi aspettative riposte su di lui dalla scuderia di Brackley.

A completare il podio virtuale di giornata è stata l’Alpine di Franco Colapinto, autore di un incoraggiante 1’20”189, sebbene la sua giornata sia stata macchiata da una delle tre bandiere rosse di giornata. Problemi di gioventù hanno rallentato anche la Racing Bulls di Liam Lawson e l’Audi di Gabriel Bortoleto, a testimonianza di come per tutti i team la priorità in questa fase sia l’affidabilità delle nuove e complesse power unit.

Ferrari e McLaren, strategie diverse in attesa del debutto

Grande assente di questa prima giornata è stata la Scuderia Ferrari. Il team di Maranello ha scelto di posticipare il suo esordio a domani, quando scenderà in pista con Charles Leclerc. Una strategia attendista, forse per osservare i primi passi dei rivali e raccogliere dati importanti prima di svelare la SF-26. L’attesa tra i tifosi è palpabile, con la speranza che la nuova era tecnica possa finalmente riportare il Cavallino Rampante a lottare stabilmente per il vertice.

Incertezza anche in casa McLaren, che deve ancora sciogliere gli ultimi dubbi prima di scendere in pista, presumibilmente da mercoledì. Il team di Woking sta lavorando alacremente per portare a Barcellona una versione il più possibile matura della sua monoposto. Chi invece non vedremo affatto in questa sessione di test è la Williams: il team di Grove ha annunciato il proprio forfait, un segnale preoccupante che potrebbe indicare ritardi nel programma di sviluppo della nuova vettura.

Verso una nuova era: cosa cambia nel 2026

Questi test rappresentano un momento cruciale, il primo vero banco di prova per un regolamento che riscrive le regole del gioco. Le power unit vedranno un aumento significativo della componente elettrica, che arriverà a costituire circa il 50% della potenza totale, con l’abolizione della MGU-H. Questo, unito a carburanti 100% sostenibili, segna una svolta epocale per la Formula 1. Anche l’aerodinamica sarà rivoluzionata, con vetture più corte, strette e leggere, e l’introduzione di un’aerodinamica attiva che sostituirà il DRS, con l’obiettivo di favorire i sorpassi e aumentare lo spettacolo. Una sfida enorme per ingegneri e piloti, che dovranno reimparare a gestire vetture profondamente diverse.

Il Mondiale 2026, il più lungo di sempre con 24 appuntamenti, prenderà il via nel weekend del 6-8 marzo in Australia. Ma la strada è ancora lunga. Dopo questo shakedown a porte chiuse, i team si ritroveranno a febbraio in Bahrain per due sessioni di test ufficiali, quelle che forniranno le indicazioni definitive in vista del primo Gran Premio. La caccia al titolo è ufficialmente iniziata.

Di nike

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