La comunità di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma, è scossa da una vicenda che intreccia la brutalità di un femminicidio con un dramma familiare senza precedenti. Mentre Claudio Carlomagno, 43 anni, ha confessato l’omicidio della moglie, l’ingegnera Federica Torzullo di 41 anni, gli inquirenti guidati dal procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, sono convinti che il caso sia tutt’altro che chiuso. La confessione dell’uomo, definita piena di “zone d’ombra”, e una serie di elementi investigativi aprono alla concreta ipotesi del coinvolgimento di altre persone. A complicare ulteriormente il quadro, la tragica notizia del suicidio dei genitori di Carlomagno, Pasquale e Maria Messenio, trovati senza vita nella loro abitazione.

La confessione e i dubbi della Procura

Claudio Carlomagno ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando di aver ucciso la moglie la mattina del 9 gennaio al culmine di una lite scoppiata per l’affidamento del figlio minore, nell’ambito della loro separazione. L’uomo ha dichiarato di aver agito da solo, colpendo la moglie con un coltello e seppellendone poi il corpo in un canneto dietro la sua azienda di movimento terra, utilizzando uno scavatore. Tuttavia, questa versione non convince affatto gli investigatori. Il procuratore Liguori ha parlato di un “delitto efferato, con molta cattiveria”, sottolineando incongruenze nei tempi descritti da Carlomagno. “Per i tempi così contingentati, come li ha descritti, riteniamo che ci sia qualcosa che non quadra”, ha dichiarato Liguori, lasciando intendere che l’uomo potrebbe aver avuto bisogno di aiuto.

L’autopsia ha rivelato una violenza inaudita: Federica è stata uccisa con 23 coltellate, di cui 19 al collo, e sul suo corpo sono stati trovati segni di ustioni, probabile tentativo di renderne più difficile il riconoscimento. La Procura di Civitavecchia, per la prima volta in Italia, ha contestato a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio, introdotto a novembre, oltre alle accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

L’ipotesi di un complice e i nuovi elementi d’indagine

Le indagini, coordinate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, si concentrano ora sulla ricerca di eventuali complici. Diversi elementi alimentano questo sospetto:

  • I veicoli sospetti: Le telecamere di sorveglianza della villa di via Costantino, luogo del delitto, hanno ripreso movimenti sospetti nelle ore successive all’omicidio. In particolare, è stato filmato un furgone, con a bordo il padre di Carlomagno, Pasquale, la mattina del 9 gennaio. Un altro veicolo è al vaglio degli inquirenti.
  • La persona non identificata: Un altro filmato mostra una persona “non identificata” a bordo dell’auto di Claudio Carlomagno quando quest’ultimo è rientrato a casa intorno alle 14:17 del 9 gennaio, ore dopo aver commesso il delitto.
  • Il cellulare spento: Un buco di tre ore, durante la mattina del 9 gennaio, in cui il cellulare di Carlomagno è risultato spento, è un altro dettaglio considerato cruciale dagli investigatori.

Per fare piena luce sulla dinamica dei fatti e sul contesto in cui è maturato il delitto, i Carabinieri hanno ascoltato i genitori di Federica Torzullo per comprendere meglio il rapporto tra la coppia. Anche il Reparto Analisi Criminologiche dell’Arma è stato coinvolto per fornire un supporto psicologico-investigativo. Non si esclude che, prima della loro morte, fosse in programma di sentire anche i genitori dell’arrestato.

La tragedia nella tragedia: il suicidio dei genitori di Carlomagno

In un drammatico sviluppo che ha ulteriormente sconvolto la comunità, i genitori di Claudio Carlomagno, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, sono stati trovati morti impiccati nella loro villa. L’ipotesi principale è quella di un doppio suicidio. La coppia avrebbe lasciato un biglietto indirizzato all’altro figlio, Davide, in cui spiegherebbe le ragioni del gesto. Maria Messenio, ex poliziotta, si era da poco dimessa dalla carica di assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara, travolta dallo scandalo. Questo tragico evento aggiunge dolore a una vicenda già devastante e apre nuovi interrogativi sul peso e sul possibile coinvolgimento, anche solo emotivo, della famiglia Carlomagno in questa terribile storia.

Le indagini proseguono senza sosta. La confessione di Claudio Carlomagno è considerata solo un punto di partenza. L’obiettivo della Procura è ora quello di ricostruire l’intera verità, accertare ogni responsabilità e fare giustizia per Federica Torzullo, l’ennesima vittima di una violenza che continua a lasciare cicatrici profonde nella nostra società.

Di veritas

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