REDIPUGLIA – Un fascio di luce che squarcia il velo del tempo, unendo passato e futuro in un unico, potente messaggio di pace e fratellanza. La Fiamma Olimpica dei XXV Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 ha compiuto oggi una delle sue tappe più dense di significato, transitando solennemente presso il Sacrario Militare di Redipuglia. Un momento che ha trasceso la mera cronaca sportiva per diventare un capitolo di storia, unendo l’agonismo leale dei Giochi alla memoria commossa di oltre centomila soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
Un Percorso Carico di Simbolismo
Partita in mattinata da Gorizia, la torcia ha attraversato Gradisca d’Isonzo prima di raggiungere il maestoso Sacrario, una delle tappe più attese del suo viaggio in Friuli Venezia Giulia. Qui, in un’atmosfera carica di rispetto e commozione, un tedoforo dell’Esercito Italiano ha avuto l’onore di portare il sacro fuoco lungo l’imponente gradinata che custodisce i resti dei caduti. La scelta di un militare per questo tratto del percorso non è stata casuale, ma ha voluto sottolineare il profondo legame tra i valori olimpici e quelli incarnati dal servizio, dal dovere e dall’amore per la Patria.
Le immagini della Fiamma che risaliva i gradoni del Sacrario, con il suo bagliore a rendere omaggio ai nomi incisi nella pietra, sono destinate a rimanere tra le più iconiche del lungo viaggio che porterà all’accensione del braciere olimpico. L’evento ha rappresentato, come sottolineato in una nota ufficiale, un momento di altissimo valore simbolico, capace di creare un ponte ideale tra i principi fondanti dello sport e il sacrificio di chi ha dato la vita per il Paese.
Il Viaggio della Torcia nel Cuore del Friuli
La giornata friulana della Fiamma Olimpica è stata un susseguirsi di emozioni. Dopo la partenza da Gorizia, la staffetta ha toccato luoghi significativi come Piazza Transalpina, simbolo di un confine superato e di un’Europa unita, per poi proseguire verso Gradisca d’Isonzo. L’arrivo a Redipuglia, intorno alle 13:30, ha segnato il culmine emotivo della mattinata. Successivamente, il convoglio olimpico ha ripreso il suo cammino verso Palmanova, la “città stellata”, per poi concludere la sua tappa a Udine, dove in Piazza Libertà è stato acceso il braciere cittadino.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, aveva sottolineato, alla vigilia dell’evento, come il passaggio della torcia rappresenti “un momento di straordinario valore simbolico, capace di irradiare i principi universali dello sport sull’intero territorio nazionale”. Per la regione, essere protagonista di questo percorso è motivo di profondo orgoglio, un’occasione per unire il Paese nel cammino verso uno degli appuntamenti sportivi più prestigiosi al mondo.
Oltre lo Sport: un Messaggio Universale
Il passaggio della Fiamma Olimpica a Redipuglia non è stato solo un evento sportivo, ma un’occasione di riflessione profonda. In un luogo sacro, che evoca il dolore e l’orrore della guerra, la luce della torcia ha portato un messaggio di speranza, pace e resilienza. Ha ricordato come lo sport, nella sua essenza più pura, possa essere un veicolo di unione tra i popoli, superando divisioni e conflitti.
L’emozione era palpabile sui volti dei presenti e dello stesso tedoforo, il Luogotenente Piccirillo, che ha descritto l’esperienza come “un’occasione per poter omaggiare i caduti in un modo meraviglioso”. Un gesto che ha unito idealmente le generazioni, consegnando un testimone di valori che dallo sport si estendono alla vita civile e alla memoria collettiva di una Nazione. Il viaggio della Fiamma continua, portando con sé non solo l’attesa per le competizioni di Milano Cortina 2026, ma anche il ricordo potente di una giornata in cui lo sport ha saputo onorare la storia con profondo rispetto e dignità.
