Aquisgrana, Germania – In un momento di crescente incertezza geopolitica e di sfide economiche senza precedenti, la voce di Mario Draghi risuona con forza nel cuore dell’Europa. L’ex Presidente del Consiglio italiano e della Banca Centrale Europea è stato insignito del prestigioso Premio Internazionale Carlo Magno 2026, un riconoscimento che celebra il suo contributo fondamentale all’unità e alla stabilità del continente. La cerimonia di consegna si terrà il prossimo 14 maggio ad Aquisgrana, storica capitale dell’Impero Carolingio.
Attraverso un videomessaggio trasmesso durante l’annuncio ufficiale, Draghi ha dipinto un quadro schietto e preoccupante della situazione attuale. “Questa decisione arriva in un momento in cui l’Europa ha molti nemici, forse più che mai, sia interni che esterni”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di una reazione coesa e decisa. Le sue parole, cariche di pragmatismo e visione, non sono state un semplice discorso di ringraziamento, ma un vero e proprio appello alla responsabilità collettiva.
Un Monito per il Futuro: Superare le Debolezze Autoinflitte
Secondo Draghi, per preservare l’Unione Europea di fronte a minacce multidimensionali, “gli europei devono essere più uniti che mai”. L’economista ha puntato il dito contro quelle che ha definito “debolezze autoinflitte”, un riferimento alle frammentazioni interne, all’eccesso di burocrazia e all’incapacità di tradurre l’innovazione in una crescita economica sostenuta che affliggono il Vecchio Continente. Per contrastare queste fragilità, la ricetta di Draghi è chiara e si articola su tre pilastri fondamentali: “Dobbiamo diventare più forti: militarmente, economicamente e politicamente”.
Questo triplice rafforzamento è visto non come un’opzione, ma come una necessità impellente per evitare che l’Europa scivoli verso l’irrilevanza politica e tecnologica, diventando “un giocattolo nelle mani di altre potenze” come Stati Uniti e Cina. L’analisi di Draghi riecheggia i temi centrali del suo “Rapporto sulla Competitività” del 2024, un documento strategico che il comitato del premio ha citato come una delle motivazioni principali per il conferimento del riconoscimento.
Le Motivazioni del Premio: “Whatever it Takes” e la Visione per l’Europa
Il comitato del Premio Carlo Magno ha elogiato Draghi come “una figura che, con incrollabile determinazione e risolutezza, ha realizzato grandi cose per l’Europa”. Le motivazioni richiamano esplicitamente il suo ruolo cruciale nel salvataggio dell’euro durante la crisi del debito sovrano, sintetizzato nella celebre frase “Whatever it takes” (“Tutto ciò che è necessario”), che da sola bastò a placare la speculazione finanziaria. Oltre a questo, gli è stato riconosciuto di aver “stabilizzato e riformato l’Italia in crisi” durante la sua presidenza del Consiglio.
Il premio, istituito nel 1949 per promuovere l’integrazione europea dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, viene assegnato a personalità che si sono distinte per il loro eccezionale servizio all’Unione. Draghi si unisce così a una schiera di illustri vincitori, tra cui:
- Winston Churchill
- Papa Francesco
- Angela Merkel
- Emmanuel Macron
- Volodymyr Zelensky (2023)
- Ursula von der Leyen (2025)
L’assegnazione del premio a Draghi è, quindi, un segnale politico forte: la “ricetta Draghi” è vista come la strategia necessaria per garantire la sopravvivenza e la prosperità dell’Europa in un mondo in rapida trasformazione.
Nemici Interni ed Esterni: Le Sfide dell’Unione
Le parole di Draghi sui “nemici interni ed esterni” aprono a una riflessione approfondita.
- Nemici Esterni: La minaccia più evidente proviene dal contesto geopolitico. L’instabilità ai confini orientali e le dinamiche di potere globali, con la competizione sempre più accesa tra Stati Uniti e Cina, mettono l’Europa in una posizione delicata. La dipendenza energetica e la necessità di una difesa comune più strutturata sono temi non più procrastinabili.
- Nemici Interni: All’interno dei confini dell’Unione, le sfide sono altrettanto complesse. La crescita dei nazionalismi e dei populismi, la divergenza economica tra gli Stati membri e la difficoltà nel prendere decisioni rapide e unitarie rappresentano ostacoli significativi. La frammentazione dei mercati della difesa e dell’energia, citata da Draghi, è un esempio lampante di come la mancanza di coesione interna possa indebolire l’intero blocco.
L’appello di Draghi è quindi un invito a superare le divisioni e a lavorare per un’Europa più forte, autonoma e capace di difendere i propri valori e interessi sulla scena mondiale.
