MELBOURNE (Australia) – Il 2026 di Matteo Berrettini inizia sotto una cattiva stella. Il tennista romano è stato costretto a dare forfait agli Australian Open, primo Slam della stagione, a causa del riacutizzarsi di un dolore agli addominali obliqui, un problema fisico che lo tormenta da tempo. L’annuncio, arrivato tramite i suoi canali social, ha gettato un’ombra sulla trasferta australiana dell’azzurro, che avrebbe dovuto esordire contro l’idolo di casa Alex De Minaur.

Un calvario senza fine: la cronistoria di un infortunio ricorrente

Il dolore agli addominali obliqui non è una novità per Berrettini. Si tratta dello stesso infortunio che lo aveva già fermato in momenti cruciali della sua carriera, come alle ATP Finals di Torino nel 2021 e agli Internazionali d’Italia nel 2025. Questo ennesimo stop solleva inevitabilmente interrogativi sulla fragilità fisica del tennista, la cui carriera è stata costellata da una serie di problemi che ne hanno limitato la continuità e il rendimento ad alti livelli. La frustrazione dell’atleta è palpabile nelle sue parole, affidate a una storia su Instagram: “Non sono pronto a competere al meglio per cinque set. Fa male perché giocare in Australia è sempre stato speciale, e dopo quattro settimane di allenamento intenso non vedevo l’ora di scendere in campo”.

Questo infortunio rappresenta un duro colpo per Berrettini, che sembrava aver ritrovato una buona condizione fisica, come dimostrato dalla recente vittoria nell’esibizione Kooyong Classic. Tuttavia, i segnali premonitori di un nuovo problema si erano già manifestati con la rinuncia a un’altra esibizione e la cancellazione della conferenza stampa pre-torneo.

L’impatto sul ranking e le prospettive future

Il forfait a Melbourne avrà inevitabilmente delle ripercussioni sul ranking ATP di Berrettini, sceso al numero 125 a causa di un 2023 travagliato. La mancata partecipazione a uno Slam significa perdere l’opportunità di conquistare punti preziosi per risalire la classifica e tornare nell’élite del tennis mondiale. La speranza, come dichiarato dallo stesso giocatore, è che lo stop non sia lungo. I tempi di recupero per una lesione agli addominali obliqui possono variare da poche settimane a oltre un mese, a seconda della gravità del problema. Il percorso riabilitativo prevede riposo, fisioterapia e un lavoro mirato a rafforzare la muscolatura per prevenire future recidive, che purtroppo sono frequenti in questo tipo di infortuni.

Il calendario dei prossimi tornei di Berrettini è ora avvolto nell’incertezza. Se le condizioni fisiche lo permetteranno, il tennista romano potrebbe tornare in campo per la stagione sulla terra rossa, con l’obiettivo di essere competitivo per i tornei più importanti, Roland Garros e Wimbledon su tutti.

Analisi di un problema complesso

L’infortunio agli addominali obliqui è particolarmente insidioso per un tennista, poiché questi muscoli sono fondamentali nella rotazione del busto, un movimento chiave in colpi come il servizio e il dritto, che sono le armi principali di Berrettini. L’evoluzione del tennis moderno, con la ricerca di una sempre maggiore potenza e anticipo sulla palla, sottopone il fisico degli atleti a sollecitazioni estreme, aumentando il rischio di infortuni. Nel caso di Berrettini, la ripetitività del problema suggerisce una possibile vulnerabilità strutturale o una gestione non ottimale dei carichi di lavoro. Sarà fondamentale per il suo team medico e tecnico analizzare a fondo le cause di queste ricadute per trovare una soluzione a lungo termine che possa garantire al giocatore una maggiore continuità.

Di nike

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