TORINO – Una vittoria schiacciante per mandare un messaggio al campionato, ma con i piedi ben saldi a terra. La Juventus di Luciano Spalletti travolge la Cremonese con un perentorio 5-0 all’Allianz Stadium, una prestazione di forza che consolida le ambizioni bianconere. Eppure, nel post-partita, il tecnico toscano veste i panni del pompiere e del fine stratega, indicando la via e, al tempo stesso, tenendo alta la tensione: l’obiettivo è raggiungere le vette occupate da Inter e Napoli.
Spalletti: “Inter e Napoli un modello, ma noi ci siamo”
Le parole del tecnico bianconero ai microfoni delle televisioni nazionali sono un misto di realismo e stimolo. “Ho visto molto bene la partita tra Inter e Napoli, sono due squadre che mi piacciono ed è stata una sfida bellissima”, ha esordito Spalletti, riconoscendo il valore delle rivali dirette. “Dobbiamo ancora crescere per essere a quei livelli, servono ancora degli step”. Un’analisi lucida che non sminuisce la prestazione dei suoi, ma la contestualizza in un percorso di crescita che la Juventus sta accelerando settimana dopo settimana. La classifica attuale vede infatti l’Inter in testa, con la Juventus e il Napoli a inseguire, a conferma di un campionato combattuto ai vertici.
Nonostante la manita rifilata alla Cremonese, Spalletti non si lascia andare a facili entusiasmi. “Vedo grande impegno e disponibilità da parte dei miei calciatori, possiamo raccattare ancora qualcosa”, ha dichiarato, sottolineando la continuità ritrovata. “Anche se a tratti abbiamo avuto ancora delle piccole flessioni”. Un perfezionismo, quello del tecnico di Certaldo, che è il motore di una squadra in piena evoluzione.
Inevitabile anche un commento sui due principali episodi da moviola del match, uno per parte, che hanno visto l’intervento del VAR. Con la sua consueta onestà intellettuale, Spalletti ha liquidato la questione: “Per me non c’era né quello per la Cremonese, né quello per noi”. Le analisi post-gara hanno confermato la complessità delle decisioni: prima un rigore assegnato ai grigiorossi per un contatto in area tra Locatelli e Johnsen, poi revocato dopo l’On-Field Review che ha mostrato il tocco sul pallone del centrocampista bianconero. Successivamente, un penalty concesso alla Juventus per un tocco di braccio di Baschirotto su tiro di Thuram, decisione confermata dal VAR.
Kalulu e Thuram: la voce di una Juve che ritrova fiducia e ambizione
Se l’allenatore predica calma e lavoro, lo spogliatoio bianconero freme di entusiasmo e consapevolezza. Le parole del difensore Pierre Kalulu sono la fotografia di un gruppo che ha ritrovato armonia e certezze. “Sappiamo di essere sulla buona strada e adesso ci divertiamo, siamo cresciuti e c’è maggiore sintonia in campo”, ha spiegato il francese. Un cambiamento radicale rispetto a qualche mese fa, figlio del lavoro di Spalletti. “Nelle ultime partite siamo stati anche più concreti: dobbiamo dimostrare di poter far paura ai nostri avversari”.
Gli fa eco l’attaccante Marcus Thuram, a cui è stato chiesto senza mezzi termini se la Juventus possa puntare allo Scudetto. La risposta è quella di chi non vuole fare proclami, ma crede fermamente nel potenziale della squadra. “Noi giochiamo ogni gara per vincere, proviamo a fare il meglio ogni giorno e poi vedremo dove saremo”, ha affermato ai microfoni di Sky. Il focus è sul presente e su un futuro imminente ricco di ostacoli e opportunità: “A gennaio avremo tante partite molto importanti, comprese quelle in Champions League”.
Analisi: una Juventus a due velocità tra pragmatismo e sogni di gloria
La Juventus uscita vittoriosa dalla sfida con la Cremonese mostra due volti apparentemente in contrasto, ma in realtà complementari. Da un lato c’è la prudenza strategica del suo allenatore, un comunicatore esperto che sposta la pressione sui rivali, definendoli “top level” ed erigendoli a modello da raggiungere. Dall’altro, emerge l’ambizione crescente di un gruppo di giocatori che, sotto la sua guida, ha trovato una nuova identità tattica e una rinnovata coesione.
La goleada contro i grigiorossi non è solo un risultato statistico, ma la prova di un meccanismo che inizia a girare a pieno regime. La squadra è più “concreta” e “in sintonia”, come sottolineato da Kalulu, capace di tradurre in gol la mole di gioco prodotta. Le parole di Thuram, poi, sono il segnale che il tabù della parola “Scudetto” non esiste più all’interno dello spogliatoio. La Juventus gioca per vincere, sempre. Il messaggio è chiaro: la rincorsa è partita e, nonostante le dichiarazioni caute del suo condottiero, questa squadra ha tutte le intenzioni di arrivare fino in fondo.
