L’Italia si è risvegliata in una morsa di gelo, ma è un piccolo borgo dell’Appennino a conquistare il primato del freddo. Nella giornata di ieri, 8 gennaio, Serravalle di Chienti, comune marchigiano in provincia di Macerata al confine con l’Umbria, ha visto la colonnina di mercurio precipitare fino a -18,2 gradi Celsius. Un dato eccezionale che non solo incorona la località come la più gelida d’Italia in quella giornata, ma solleva interrogativi e curiosità, specialmente se confrontato con le temperature delle ben più blasonate località alpine.
L’ondata di freddo artico ha imbiancato l’intera dorsale appenninica, creando paesaggi mozzafiato che in molti hanno definito simili a quelli della Lapponia. A documentare e diffondere il dato record è stata la startup umbra Scenari Digitali, specializzata nel monitoraggio del territorio attraverso tecnologie avanzate come webcam e supporti digitali. È stato il suo amministratore, Massimiliano Squadroni, a sottolineare la particolarità del fenomeno, inserendolo in un contesto di temperature diffusamente rigide su tutto l’arco appenninico centro-settentrionale.
Un Appennino più gelido delle Alpi
Ciò che rende il dato di Serravalle di Chienti così significativo è il confronto diretto con le temperature registrate nello stesso giorno sulle Alpi. Mentre il borgo marchigiano tremava a -18,2°C, località rinomate per il loro clima rigido segnavano valori meno estremi:
- Cortina d’Ampezzo: -11°C
- Arabba nel Bellunese: -12°C
- Corvara in Val Badia: -16°C
- Monguelfo in Val Pusteria: -17°C
Per trovare una temperatura paragonabile, come evidenziato da Squadroni, è stato necessario spingersi fino a Sesto Pusteria, dove la Val Fiscalina, a 1.322 metri di quota, ha toccato i -18,8 gradi. Questo apparente paradosso climatico si spiega con il fenomeno dell’inversione termica. In condizioni di alta pressione, cielo sereno e assenza di vento, l’aria fredda, più densa e pesante, tende a depositarsi negli strati più bassi, specialmente in conche e altopiani come quelli che caratterizzano l’orografia di Serravalle di Chienti. Questo processo permette al suolo di raffreddarsi molto rapidamente durante la notte, portando le temperature a valori estremamente bassi, talvolta inferiori a quelli registrati a quote più elevate o in zone alpine più ventilate.
La “Lapponia” delle Marche: un paesaggio trasformato
L’ondata di gelo è stata preceduta da abbondanti nevicate che hanno ricoperto l’intera area, dal Montefeltro, nel pesarese, fino all’entroterra maceratese. Una spettacolare immagine, catturata l’8 gennaio dalla webcam di Scenari Digitali installata presso il Rifugio Corsini sul Monte Nerone, a 1.290 metri, ha immortalato un paesaggio da fiaba, con un manto nevoso vasto e uniforme. Questo scenario ha trasformato il cuore verde d’Italia in un’inaspettata “Lapponia”, offrendo scorci di rara bellezza ma portando anche disagi, specialmente lungo i valichi di collegamento tra Umbria e Marche.
La morsa del gelo non si è limitata a Serravalle. L’intera regione ha sperimentato un drastico calo delle temperature, come dimostrano i dati raccolti in altre località:
- Cantiano: -9°C
- Monte Nerone e Pioraco: -10°C
- Apecchio, Visso e Monte Carpegna: -11°C
- Monte Prata: -12°C
Anche la vicina Umbria ha registrato valori notevoli, con -13,3°C a Colfiorito e -12,5°C nella piana di Castelluccio di Norcia, confermando come l’Appennino centrale sia stato l’epicentro di questa intensa ondata di freddo.
Il ruolo del monitoraggio territoriale
Eventi come questo evidenziano l’importanza cruciale del monitoraggio ambientale e meteorologico capillare. Realtà come Scenari Digitali svolgono un ruolo fondamentale non solo per la cronaca e la curiosità, ma anche per la gestione del territorio e la sicurezza. La raccolta di dati precisi e in tempo reale permette una maggiore consapevolezza dei fenomeni meteorologici estremi, contribuendo a una migliore preparazione da parte delle comunità locali e della protezione civile di fronte a eventi che, nel contesto dei cambiamenti climatici, potrebbero diventare sempre più frequenti e intensi.
