Città del Messico – In un complesso scenario geopolitico che vede l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, il Messico, sotto la guida della presidente Claudia Sheinbaum, traccia una linea netta in politica estera, fondata sul principio di non intervento e sul rispetto della sovranità nazionale. Durante una recente riunione a porte chiuse con il corpo diplomatico, tenutasi a Palazzo Nazionale in occasione del 37esimo Vertice di Ambasciatori e Consoli, la presidente ha ribadito con fermezza la condanna del suo governo verso l’intervento militare statunitense in Venezuela, un’azione che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e che ha scatenato un acceso dibattito internazionale.

Questa posizione, ha sottolineato Sheinbaum, non è dettata da contingenze politiche, ma affonda le sue radici nei principi storici e costituzionali del Messico, nonché nella Carta delle Nazioni Unite, che sanciscono l’autodeterminazione dei popoli e la risoluzione pacifica delle controversie. “Rifiutiamo categoricamente qualsiasi intervento negli affari interni di altri paesi. La storia dell’America Latina è chiara e istruttiva: l’intervento non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere né stabilità duratura“, ha affermato la presidente, evidenziando come le ingerenze esterne abbiano spesso generato instabilità e polarizzazione nella regione.

Una Relazione “Complessa” con l’Amministrazione Trump

Nel corso dell’incontro, la presidente Sheinbaum non ha esitato a definire “complessa” la relazione con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Un aggettivo che riflette le sfide e le frizioni che caratterizzano i rapporti tra i due paesi vicini, soprattutto su temi come l’immigrazione e la sicurezza. L’approccio di Trump, spesso diretto e assertivo, ha generato tensioni, come dimostrano le minacce di dazi doganali per contenere l’immigrazione irregolare e contrastare il narcotraffico. Tuttavia, nonostante queste divergenze, la presidente messicana ha dimostrato una volontà di dialogo e collaborazione su questioni di interesse comune, come la lotta al traffico di fentanil, guadagnandosi il rispetto dello stesso Trump che l’ha definita “una dura“.

La leadership di Sheinbaum sembra segnare un’evoluzione rispetto al suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador. Se quest’ultimo tendeva a un approccio più conciliante per mantenere stabili i rapporti, Sheinbaum appare più determinata a difendere con fermezza gli interessi messicani, cercando un nuovo equilibrio politico nelle relazioni con Washington.

Cooperazione Economica: Un Pilastro Intoccabile

Nonostante le divergenze in ambito geopolitico, l’aspetto economico rimane un pilastro fondamentale e imprescindibile nelle relazioni tra Messico e Stati Uniti. La stessa presidente Sheinbaum, pur criticando la politica estera di Washington, ha tenuto a sottolineare i successi economici e di investimento raggiunti nel corso del 2025. Il Messico, infatti, si è confermato come il primo partner commerciale degli Stati Uniti, superando la Cina, con un interscambio che poggia su catene di approvvigionamento profondamente integrate.

A conferma di questa linea pragmatica, il sottosegretario per l’America del Nord, Roberto Velasco, ha assicurato che il governo messicano continuerà a costruire e rafforzare la cooperazione con Washington. Velasco, figura chiave nella diplomazia messicana, ha recentemente intrapreso missioni negli Stati Uniti per promuovere gli scambi commerciali e rafforzare i legami politici, evidenziando l’importanza di sfruttare l’attuale contesto geopolitico per consolidare il Messico come partner strategico primario.

Il Contesto Venezuelano e le Implicazioni Regionali

La ferma presa di posizione del Messico sull’intervento in Venezuela si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la stabilità dell’America Latina. L’azione militare statunitense, giustificata da Washington con la necessità di ripristinare la democrazia e contrastare il narcotraffico, è stata letta da molti analisti anche in chiave economica, legata al controllo delle vaste riserve petrolifere venezuelane. La caduta di Maduro ha inaugurato una fase di grande incertezza, con potenziali ripercussioni non solo per Caracas ma per l’intero equilibrio geopolitico continentale.

In questo scenario, il Messico, insieme ad altre potenze regionali come il Brasile, si è proposto come mediatore per una soluzione pacifica, ribadendo che la via del dialogo deve sempre prevalere sull’uso della forza. La presidente Sheinbaum ha chiarito che il suo ruolo le impone di non sostenere alcun intervento armato, una posizione che viola la stessa Costituzione messicana.

Uno Sguardo al Futuro: I Piani per il 2026

Al termine della riunione, la presidente ha affidato ai social media un messaggio che riassume lo spirito dell’incontro e le prospettive future: “Abbiamo parlato con gli ambasciatori, i consoli e la squadra del ministero degli Affari Esteri del momento storico che stiamo vivendo e dei piani per il 2026“. Un futuro in cui il Messico si impegna a navigare le complesse acque della diplomazia internazionale, mantenendo saldi i propri principi di sovranità e, al contempo, coltivando le relazioni strategiche indispensabili per la propria crescita economica e stabilità. Un equilibrio difficile ma necessario, che definirà la presidenza Sheinbaum sulla scena mondiale.

Di atlante

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