La Dea mette le mani sulla Champions: 2-1 alla Roma
Bergamo si conferma un fortino inespugnabile e, in una notte che profuma d’Europa, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini offre una delle sue performance più scintillanti della stagione, superando una Roma irriconoscibile per almeno 45 minuti. Il 2-1 finale, firmato da un Charles De Ketelaere in stato di grazia, non racconta a pieno la superiorità tattica e fisica espressa dai nerazzurri, che avrebbero potuto chiudere la contesa con un passivo ben più pesante. Per la squadra di Daniele De Rossi, una battuta d’arresto dolorosa che complica notevolmente la rincorsa al posto nell’Europa che conta, lasciando l’amaro in bocca per un approccio alla gara completamente sbagliato.
La posta in palio era altissima e la tensione palpabile fin dai primi minuti. Uno scontro diretto che valeva una stagione, con entrambe le squadre a caccia di punti pesantissimi. Ma se la Roma sembrava contratta e timorosa, l’Atalanta è scesa in campo con la furia e la consapevolezza di chi sa di avere il destino nelle proprie mani (e nei propri piedi).
Dominio nerazzurro e la notte magica di De Ketelaere
Il primo tempo è un monologo della Dea. Gasperini vince nettamente la battaglia tattica con De Rossi: la sua squadra aggredisce alta, pressa con un’intensità asfissiante e recupera palla costantemente nella metà campo giallorossa. La Roma non riesce a costruire, schiacciata dalla fisicità e dalla perfetta organizzazione dei padroni di casa. Il risultato è un assedio costante alla porta di Mile Svilar.
Il gol che sblocca il risultato arriva al 18′ ed è un manifesto del calcio gasperiniano: recupero palla, transizione fulminea e palla a Scamacca, che con una visione da numero 10 serve un assist al bacio per l’inserimento di De Ketelaere. Il belga, davanti a Svilar, è glaciale e non sbaglia. Passano appena due minuti e il copione si ripete. Al 20′, ancora De Ketelaere si mette in proprio, entra in area, si beve la difesa giallorossa con una serie di finte e deposita in rete il pallone del 2-0. Un uno-due micidiale che manda al tappeto la Roma e fa esplodere il Gewiss Stadium.
L’Atalanta non si ferma e continua a creare occasioni in serie, colpendo anche due pali con De Ketelaere e Pasalic e costringendo Svilar a diversi interventi per evitare il tracollo. Il primo tempo si chiude con un dato impietoso: 15 tiri a 1 per i nerazzurri.
La reazione della Roma e il finale in gestione
Nella ripresa, De Rossi prova a scuotere i suoi, ma la musica cambia solo parzialmente. L’Atalanta, forte del doppio vantaggio, abbassa leggermente il baricentro, controllando il ritmo e gestendo le energie. La Roma guadagna campo, ma la sua manovra resta prevedibile e poco incisiva, faticando a creare veri pericoli dalle parti di un attento Carnesecchi.
L’episodio che potrebbe riaprire la partita arriva al 66′, quando l’arbitro Guida, dopo una revisione al VAR, concede un calcio di rigore per un fallo di de Roon su Abraham. Dal dischetto si presenta Lorenzo Pellegrini, che con freddezza spiazza il portiere e accorcia le distanze. Il gol dà una scossa ai giallorossi, che provano a credere nella rimonta, ma l’Atalanta si ricompatta, chiude ogni spazio e non concede più nulla fino al fischio finale.
Implicazioni di classifica: Dea in paradiso, Roma quasi fuori
Questa vittoria ha un peso specifico enorme per la classifica di Serie A.
- Atalanta: Con questi tre punti, i bergamaschi consolidano il quinto posto, che vale la qualificazione in Champions League, portandosi a +3 sulla Roma con una partita ancora da recuperare. La strada verso l’Europa più prestigiosa è ormai in discesa.
- Roma: La sconfitta complica terribilmente i piani dei giallorossi. Raggiungere la Champions via campionato diventa quasi impossibile, e ora la squadra di De Rossi dovrà guardarsi le spalle anche dalla Lazio per difendere il sesto posto che vale l’Europa League.
Una serata da ricordare per Bergamo, una da dimenticare in fretta per la Capitale. La Dea ha dimostrato ancora una volta la sua forza, la sua organizzazione e la sua fame, prenotando un posto al tavolo delle grandi d’Europa.
