Doha, Qatar – In una notte che resterà impressa negli annali del calcio, il Paris Saint-Germain ha conquistato il tetto del mondo, aggiudicandosi la sua prima Coppa Intercontinentale FIFA. I campioni d’Europa hanno piegato la strenua resistenza del Flamengo, vincitore della Copa Libertadores, solo dopo un’estenuante lotteria dei rigori. Il risultato finale di 2-1 dal dischetto è arrivato dopo che i 120 minuti di gioco si erano conclusi in parità sull’1-1, in una sfida vibrante e ricca di emozioni andata in scena all’Ahmed bin Ali Stadium di Al Rayyan.
La cronaca di una battaglia epica
La partita, diretta dall’arbitro statunitense Ismail Elfath, ha visto un PSG a trazione anteriore sin dalle prime battute. La squadra di Luis Enrique, determinata a chiudere un 2025 da sogno con il sesto trofeo stagionale, ha cercato di imporre il proprio ritmo. Al 9′ minuto, un pasticcio del portiere brasiliano Rossi ha portato al gol di Fabián Ruiz, ma la rete è stata annullata dal VAR poiché il pallone aveva già varcato la linea di fondo. Lo spavento non ha scosso il Flamengo, che ha risposto con un tiro dal limite di Pulgar, ben controllato da Safonov.
Il vantaggio parigino, tuttavia, era nell’aria e si è materializzato al 38′. Un’azione insistita sulla destra di Guéla Doué ha liberato al cross il compagno; sul pallone si è avventato Khvicha Kvaratskhelia, l’ex stella del Napoli, che con un tap-in preciso ha punito l’incerta uscita del portiere avversario, siglando l’1-0.
Nella ripresa, la reazione del Flamengo, guidato in panchina da Filipe Luís, è stata veemente. Al 62′, un’ingenuità del capitano parigino Marquinhos, che ha atterrato in area Giorgian de Arrascaeta, ha cambiato l’inerzia del match. L’arbitro, dopo consulto con il VAR, ha assegnato il calcio di rigore. Dal dischetto si è presentato un altro volto noto del calcio italiano, Jorginho. Con la sua tipica freddezza e il caratteristico saltello, il centrocampista oriundo ha spiazzato Safonov, ristabilendo la parità.
Nonostante i tentativi da ambo le parti, con occasioni per Barcola e Dembélé per il PSG e per Pedro e Plata per il Flamengo, il risultato non è più cambiato, né nei tempi regolamentari né nei supplementari, trascinando la contesa alla roulette dei rigori.
Safonov, l’eroe che non ti aspetti
La lotteria dagli undici metri ha avuto un solo, indiscusso protagonista: Matvey Safonov. Il portiere russo, spesso relegato al ruolo di secondo, si è trasformato in un gigante invalicabile, scrivendo la pagina più importante della sua carriera. Dopo il primo rigore segnato da De La Cruz per il Flamengo e la risposta di Vitinha per il PSG, è iniziato lo show di Safonov.
L’estremo difensore ha ipnotizzato in sequenza Saúl, Pedro, Léo Pereira e Luiz Araújo, parando quattro dei cinque rigori calciati dai brasiliani. Una prestazione monumentale, che ha reso ininfluenti gli errori dal dischetto di Dembélé e Barcola per i parigini. Il rigore decisivo, trasformato da Nuno Mendes, ha fatto esplodere la gioia della squadra francese, consegnando al club il primo titolo mondiale della sua storia.
Un trionfo storico per il PSG
Questa vittoria rappresenta il culmine di un’annata straordinaria per il Paris Saint-Germain, che eguaglia il record di sei trofei vinti in un anno solare, precedentemente raggiunto solo dal Barcellona nel 2009 e dal Bayern Monaco. Per il club parigino si tratta del primo trionfo in questa competizione, un successo che nobilita ulteriormente un palmarès già ricco e che proietta la squadra di Luis Enrique nell’Olimpo del calcio mondiale. Una vittoria sofferta, intensa e per questo ancora più bella, ottenuta contro un Flamengo mai domo che esce a testa altissima da una finale che ha onorato lo spirito e la tradizione della Coppa Intercontinentale.
