TORINO – Un Allianz Stadium vestito a festa, con quasi 7.000 spettatori e una tribuna d’onore che traboccava di stelle, non è bastato a spingere la Juventus Women verso l’impresa. Le bianconere di Massimiliano Canzi escono sconfitte per 1-0 dal confronto diretto con il Manchester United, un risultato che spegne il sogno di approdare direttamente ai quarti di finale della UEFA Women’s Champions League. Nonostante la battuta d’arresto, il cammino europeo di Girelli e compagne non si interrompe: l’ottavo posto finale nella classifica della League Phase garantisce l’accesso ai playoff di febbraio, un turno supplementare per continuare a sognare.

Parata di stelle in tribuna per una notte di gala

La cornice dell’evento era quella delle grandi occasioni, a testimonianza della crescente importanza del movimento femminile nel panorama juventino e nazionale. Sugli spalti, a seguire con attenzione la sfida, sedeva un quartetto d’eccezione: il presidente Gianluca Ferrero, il nuovo amministratore delegato Damien Comolli, il centrocampista della prima squadra maschile Weston McKennie e, soprattutto, il tecnico Luciano Spalletti. La presenza compatta della dirigenza e di figure chiave del settore maschile ha sottolineato la volontà del club di fare sistema e supportare la squadra femminile in un appuntamento cruciale della sua stagione. Spalletti, in particolare, è stato visto prendere appunti, segno di un interesse non superficiale ma professionale, volto a comprendere le dinamiche di un calcio in rapidissima evoluzione.

La cronaca del match: decide un gioiello di Park

La partita, tesa ed equilibrata, è stata decisa da un episodio nella prima frazione di gioco. Nonostante un avvio promettente delle padrone di casa, con un paio di buone iniziative firmate da Cristiana Girelli e Amalie Vangsgaard nei primissimi minuti, sono state le inglesi a trovare la via del gol. Al 18′, una perfetta imbucata di Fridolina Rolfö ha liberato Jess Park, la cui conclusione a giro sul secondo palo si è rivelata imparabile per l’estremo difensore bianconero Pauline Peyraud-Magnin. Lo svantaggio ha scosso la Juventus, che ha rischiato di capitolare nuovamente poco dopo su un tiro di Melvine Malard, ma una prodezza di Peyraud-Magnin ha tenuto in vita le speranze juventine.

Nella ripresa, il copione non è cambiato. Le ragazze di Canzi hanno provato a riversarsi nella metà campo avversaria, aumentando il volume di gioco ma senza riuscire a creare nitide occasioni da gol. La difesa del Manchester United, guidata da una solida Maya Le Tissier, ha retto l’urto, concedendo solo qualche tiro dalla distanza e mischie in area poco pericolose. I cambi operati dal tecnico bianconero, con gli ingressi di Stølen Godø e Krumbiegel, hanno infuso nuova energia, ma non sono bastati a scalfire il muro delle Red Devils, che hanno portato a casa una vittoria pesante e la loro prima porta inviolata dopo nove partite.

Cosa significa questo risultato: la strada passa dai playoff

La vittoria serviva alla Juventus per chiudere tra le prime quattro della classifica generale e assicurarsi il pass diretto per i quarti di finale, evitando un turno supplementare. La sconfitta, invece, fa scivolare le bianconere all’ottavo posto, l’ultimo utile per la qualificazione ai playoff. Un risultato agrodolce, come definito da più parti: da un lato la delusione per l’occasione sfumata, dall’altro la soddisfazione per aver comunque raggiunto uno degli obiettivi stagionali, ovvero proseguire l’avventura europea. Ora, l’attenzione si sposta sul sorteggio di Nyon, che designerà l’avversaria (una squadra non testa di serie) da affrontare nella doppia sfida a eliminazione diretta di febbraio.

Uno sguardo al futuro: crescere ancora per competere al vertice

La serata dell’Allianz Stadium lascia in eredità indicazioni importanti. La Juventus Women ha dimostrato di poter lottare nel palcoscenico più prestigioso, ma per fare il definitivo salto di qualità e competere con le corazzate europee (Barcellona, Lione, Chelsea e Bayern Monaco, già qualificate ai quarti) servirà maggiore concretezza e cinismo sotto porta. La sfida contro il Manchester United ha evidenziato una buona mole di gioco a cui non è corrisposta un’adeguata pericolosità offensiva. Un aspetto su cui mister Canzi e la squadra dovranno lavorare in vista dei prossimi, decisivi, impegni. L’avventura in Champions continua, seppur per la via più lunga e tortuosa: una prova di maturità che questa squadra ha tutte le carte in regola per superare.

Di nike

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