GENOVA – L’alba di una nuova era industriale sorge in Italia, illuminata da circuiti e intelligenza artificiale. Generative Bionics, la startup deep tech nata dall’eccellenza dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 70 milioni di euro. Si tratta di una delle operazioni più significative a livello europeo nel settore della robotica umanoide, un’iniezione di capitale che non solo consolida la posizione dell’azienda, ma lancia l’Italia come protagonista indiscusso nella corsa globale al futuro del lavoro e dell’automazione.

L’operazione è stata guidata con lungimiranza dal Fondo Artificial Intelligence di Cdp Venture Capital, a testimonianza della fiducia del sistema Paese in questa avventura tecnologica. Ma a credere nel progetto è un consorzio di investitori di altissimo profilo, che include nomi come Amd Ventures, Duferco, Eni Next, RoboIT e Tether. Una squadra eterogenea che riflette le vaste potenzialità di applicazione di questi umanoidi, dalla manifattura avanzata al settore energetico, fino alle nuove frontiere del digitale.

Physical AI: L’Anima “Fisica” dei Robot Italiani

Al cuore della visione di Generative Bionics, guidata dal CEO e co-fondatore Daniele Pucci, c’è un concetto tanto affascinante quanto rivoluzionario: la Physical AI. Non si tratta semplicemente di installare un software intelligente in un corpo meccanico. Come spiego spesso ai miei lettori, la vera eleganza in fisica e ingegneria risiede nella simbiosi tra forma e funzione. La Physical AI è proprio questo: la fusione intrinseca tra un corpo robotico ispirato alla biologia umana e un’intelligenza artificiale che apprende e si evolve attraverso l’interazione fisica con il mondo reale. È un cambio di paradigma: il robot non esegue solo comandi, ma comprende il contesto attraverso sensori tattili e di forza, imparando dall’esperienza diretta.

Questa tecnologia affonda le sue radici in oltre vent’anni di ricerca pionieristica condotta nei laboratori dell’IIT. Generative Bionics ha infatti ottenuto la licenza esclusiva per le soluzioni sviluppate in progetti iconici come:

  • iCub: il celebre robot-bambino che ha permesso di studiare l’apprendimento cognitivo e ha fornito le basi per una rete avanzata di sensori tattili, una vera e propria “pelle” artificiale.
  • ergoCub: sviluppato in collaborazione con INAIL, è stato progettato per supportare i lavoratori in ambienti industriali, maturando l’architettura di Physical AI.
  • iRonCub: il primo e unico robot umanoide volante al mondo, che ha spinto al limite le capacità di adattamento dell’IA a condizioni operative estreme.

Dalla Ricerca alla Fabbrica: La Missione di Generative Bionics

Con i capitali raccolti, l’azienda si prepara a un balzo quantico: passare dalla prototipazione alla produzione su larga scala. I fondi saranno impiegati per accelerare lo sviluppo del prodotto, addestrare i sistemi di Physical AI e, soprattutto, per la costruzione del primo stabilimento produttivo a Genova. Circa 70 ingegneri e ricercatori provenienti dall’IIT confluiranno nella nuova società, creando un polo di competenze unico al mondo.

“La nostra missione è costruire un futuro in cui i robot umanoidi intelligenti collaborino quotidianamente con persone, amplificando il potenziale cognitivo e fisico dell’essere umano”, ha dichiarato Daniele Pucci. La visione è chiara: non sostituire l’uomo, ma affiancarlo in compiti ripetitivi, pericolosi o ad alta intensità, liberando così il potenziale umano per attività a maggior valore aggiunto.

I primi contratti con aziende del settore manifatturiero sono già in fase di finalizzazione e verranno annunciati nei primi mesi del 2026, segnando il debutto ufficiale di questi umanoidi in contesti produttivi reali. Le applicazioni spazieranno dalla manifattura alla logistica, fino a settori come la sanità e il retail.

Un Mercato da Trilioni e il Ruolo dell’Italia

Le cifre in gioco sono astronomiche e delineano i contorni di una trasformazione epocale. Secondo le principali analisi internazionali, il mercato della robotica umanoide supererà i 200 miliardi di euro entro il 2035 e potrebbe addirittura oltrepassare i 5 trilioni di dollari entro il 2050. In questo scenario, che vede giganti come Tesla e Boston Dynamics spingere sull’acceleratore, Generative Bionics non si presenta come una semplice comparsa, ma come un contendente di primo piano, forte di un’eredità scientifica ventennale e di un approccio che unisce prestazioni tecnologiche e design “Made in Italy”.

L’azienda punta a diventare l’attore di riferimento nella Physical AI per un ecosistema tecnologico che sia, nelle parole dello stesso Pucci, “umano-centrico”. Il debutto internazionale del primo modello completo è atteso al prestigioso CES di Las Vegas, dove il mondo potrà ammirare la sintesi di ingegneria e stile italiano applicata alla robotica del futuro.

Di davinci

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