Dalla soleggiata Benidorm, in Spagna, quartier generale del ritiro invernale della UAE Team Emirates, arriva un tuono che scuote il mondo del ciclismo: Tadej Pogacar ha ufficialmente dichiarato guerra alla storia. Il fuoriclasse sloveno, già vincitore di quattro Tour de France, ha presentato in conferenza stampa un programma per il 2026 tanto ambizioso quanto affascinante, che mette i brividi solo a leggerlo. Gli obiettivi sono chiari, scolpiti nella pietra della sua determinazione: la conquista della quinta Grande Boucle, che lo proietterebbe nell’Olimpo dei più grandi di sempre, e la vittoria nelle due Classiche Monumento che ancora sfuggono alla sua collezione, la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix.

Un calendario da Cannibale per entrare nella leggenda

A soli 27 anni, Pogacar non ha alcuna intenzione di gestire il suo talento, ma vuole continuare a stupire e a riscrivere i record. Il suo calendario per la prossima stagione è una dichiarazione d’intenti, un guanto di sfida lanciato a tutti i rivali e, soprattutto, ai fantasmi dei campioni del passato. “Farò la Strade Bianche, la Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi, i Giri di Romandia e di Svizzera e il Tour. E poi vedremo, è già un buon risultato”, ha dichiarato con la consueta serenità lo sloveno. Un programma denso, che toccherà tutti i terreni più iconici del ciclismo mondiale.

La stagione del due volte campione del mondo in carica inizierà in Italia, con le Strade Bianche (7 marzo), per poi puntare dritto alla “Classicissima” di Primavera, la Milano-Sanremo (21 marzo), una corsa che ha spesso accarezzato ma mai domato. Seguirà la campagna del Nord, con il Giro delle Fiandre (5 aprile), già conquistato in passato, e la sfida più attesa: la Parigi-Roubaix (12 aprile). L'”Inferno del Nord”, con il suo pavé spietato, rappresenta per Pogacar una vera e propria ossessione, tanto da affermare: “Dovessi scegliere fra vincere il Tour o la Roubaix, sceglierei proprio la Roubaix. Il Tour l’ho già vinto quattro volte, e fra passare da 4 a 5 o da zero a 1 c’è una bella differenza”. Parole che testimoniano la fame insaziabile di un campione che non si accontenta mai.

A chiudere la primavera delle Classiche ci sarà la “Doyenne”, la Liegi-Bastogne-Liegi (26 aprile), altro suo terreno di caccia prediletto. La preparazione per l’appuntamento clou della stagione, il Tour de France, passerà attraverso due novità assolute per il suo calendario: il Giro di Romandia (28 aprile-3 maggio) e il Giro di Svizzera (17-21 giugno). Due corse a tappe esigenti che lo porteranno al top della forma per la Grande Boucle, che prenderà il via il 4 luglio da Barcellona.

L’obiettivo numero uno: la quinta stella al Tour de France

Il cuore pulsante della stagione 2026 di Tadej Pogacar sarà, inevitabilmente, l’assalto al quinto Tour de France. Un traguardo che lo farebbe entrare in un club esclusivissimo, quello dei corridori capaci di vincere per cinque volte la corsa a tappe più prestigiosa al mondo. Un’impresa riuscita solo a quattro leggende assolute di questo sport: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Eguagliare questi mostri sacri significherebbe per lo sloveno consacrarsi definitivamente come uno dei più grandi ciclisti di ogni epoca. La sfida si preannuncia stellare, con avversari del calibro di Jonas Vingegaard e la nuova coppia della Red Bull-Bora-Hansgrohe formata da Remco Evenepoel e Florian Lipowitz, pronti a dargli battaglia sulle strade francesi.

La caccia alle Monumento mancanti: Sanremo e Roubaix nel mirino

Se il Tour de France rappresenta la continuità con i suoi trionfi passati, la vera novità e la sfida più intrigante del 2026 di Pogacar risiede nella sua determinazione a conquistare le due Classiche Monumento che ancora mancano al suo palmarès: la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix. Vincere tutte e cinque le Monumento (ha già conquistato Liegi, Fiandre e Lombardia) è un’impresa riuscita solo a tre corridori nella storia: i belgi Rik Van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck. Un’ulteriore testimonianza della grandezza degli obiettivi che il fenomeno di Komenda si è prefissato.

  • La Milano-Sanremo: La “Classicissima”, con i suoi quasi 300 chilometri, è una corsa di difficile interpretazione, dove tattica, resistenza e un pizzico di fortuna sono fondamentali. Pogacar ci è andato vicino in più occasioni, ma il traguardo di Via Roma gli è sempre sfuggito.
  • La Parigi-Roubaix: L'”Inferno del Nord” è la sfida più estrema, una corsa epica che mette a dura prova uomini e mezzi. Il secondo posto al debutto nel 2025 ha dimostrato che Pogacar ha le carte in regola per domare il pavé e iscrivere il suo nome in un albo d’oro leggendario.

La seconda parte della stagione resta ancora da definire, ma con un Campionato del Mondo a Montreal su un percorso che si adatta alle sue caratteristiche, è lecito aspettarsi che Pogacar punti a una storica terza maglia iridata consecutiva, un’impresa che lo proietterebbe ancora di più nella leggenda del ciclismo.

Di nike

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