Una serata dal sapore agrodolce per Luciano Spalletti. Il ritorno al Diego Armando Maradona, lo stadio che lo ha consacrato campione d’Italia con il Napoli, si è concluso con una sconfitta per la sua Juventus. Un 2-1 che brucia, maturato al termine di una partita in cui i bianconeri, a detta dello stesso tecnico, non sono riusciti a esprimere il loro potenziale. Le parole di Spalletti, rilasciate ai microfoni di Dazn nel post-partita, sono un’analisi lucida e senza alibi di una prestazione che ha visto i partenopei prevalere in intensità e qualità.

L’ammissione di inferiorità: “Loro più forti, noi troppo timidi”

“Loro stasera sono andati più forti di noi, che siamo stati più timidi nel girare questa palla”. L’incipit dell’analisi di Spalletti è una chiara ammissione della superiorità mostrata dal Napoli. Il tecnico di Certaldo non ha cercato scuse, ma ha puntato il dito contro l’atteggiamento della sua squadra, incapace di mettere in pratica il piano tattico studiato in settimana. “Quello che era un po’ il disegno che volevamo costruire lì in mezzo al campo, di avere superiorità, non ci siamo riusciti”. Una difficoltà, questa, che ha avuto ripercussioni su tutta la gara, costringendo la Juventus a subire il gioco avversario.

La chiave della vittoria del Napoli, secondo Spalletti, risiede nella capacità di pressare e recuperare palla, unita a una condizione fisica invidiabile. “Abbiamo riperso spesso palla e di conseguenza ci hanno fatto correre, perché loro sono una squadra forte, però sono anche in condizione, hanno struttura, hanno corsa, per cui o tieni palla oppure loro ti portano in giro per il campo perché hanno forza e hanno qualità”. Un’analisi tattica precisa che evidenzia come la Juventus sia caduta nella trappola tesagli dalla squadra di casa, perdendo il controllo del centrocampo e finendo in balia delle folate offensive avversarie.

Le scelte tattiche e la reazione tardiva

Spalletti si è soffermato anche sulle sue scelte di formazione, ammettendo che l’esperimento tattico provato non ha dato i frutti sperati. “Abbiamo provato questa formazione, in alcuni momenti si riusciva ma non siamo riusciti a far valere quella superiorità in campo”. Il riferimento è probabilmente al tentativo di schierare una squadra più tecnica in mezzo al campo, con giocatori come Yildiz e Conceição, per avere un maggior palleggio. Tuttavia, l’eccessivo abbassamento di Locatelli e la scarsa mobilità degli attaccanti hanno “impantanato” la manovra bianconera.

Una reazione c’è stata nella ripresa, dopo aver trovato il gol del momentaneo pareggio con Yildiz. “Nella ripresa meglio, siamo riusciti a pareggiarla, abbiamo avuto un momento in cui abbiamo preso in mano la partita ma non siamo riusciti a farlo valere”. Un fuoco di paglia, spento dalla mancanza di cattiveria e incisività sotto porta. “Siamo stati poco, cattivi, incisivi”, ha chiosato amaramente il tecnico, sottolineando come la squadra sia stata troppo “scolastica” nel momento decisivo, senza forzare la giocata per cercare il colpo del K.O.

Il ritorno da avversario: fischi, applausi ed emozione

Inevitabile, poi, una domanda sul suo ritorno al Maradona da avversario, dopo aver guidato il Napoli a uno storico Scudetto. Un’accoglienza mista, con fischi che hanno coperto gli applausi al momento del suo ingresso in campo. Ma Spalletti non ha mostrato rancore, anzi, ha parlato dell’emozione provata. “Si prova emozione quando cantano queste canzoni che conosco a memoria”, ha confessato. “Quando sento questi cori è chiaro che diventa una cornice spettacolo che solo il Maradona ha”. Parole che testimoniano un legame profondo con la città e i suoi tifosi, un legame che va oltre la rivalità sportiva e che, come ha dichiarato lui stesso, “rimarrà per sempre”.

In conferenza stampa ha poi aggiunto: “Vengo spesso a Napoli, anche quando non ve ne siete accorti. Voglio bene sia a chi mi ha fischiato che a chi non l’ha fatto”. Una dichiarazione che chiude il cerchio di una serata complessa, in cui l’amarezza per la sconfitta si è intrecciata con la nostalgia e l’affetto per un passato indelebile.

Uno sguardo al futuro: “Dobbiamo fare passi in avanti, e in fretta”

La sconfitta di Napoli rappresenta un passo falso per la Juventus di Spalletti, un campanello d’allarme che il tecnico ha subito colto. “Bisogna fare dei passi in avanti e anche velocemente, altrimenti è difficile”. La consapevolezza è che la squadra può e deve fare di più, soprattutto nella gestione del pallone. “Abbiamo concesso un numero incredibile di palloni: se non guidi tu la partita, diventi il passeggero delle decisioni degli altri”. Un monito chiaro in vista dei prossimi impegni, per una Juventus che, nonostante la battuta d’arresto, non vuole perdere di vista i propri obiettivi.

Di nike

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