Dal palco virtuale del Napoli Racing Show, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha lanciato un doppio appello per una profonda riforma del mondo del calcio italiano. Con un intervento telefonico, ha ribadito due punti programmatici del suo partito: la necessità di un maggior coinvolgimento dei tifosi nella governance dei club e il superamento dei divieti generalizzati di trasferta per le tifoserie organizzate. Temi che si intrecciano con un’altra battaglia, condivisa con il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, presente all’evento: la lotta contro i “blocchi della burocrazia”, in particolare quelli posti da alcune Soprintendenze, che frenano l’ammodernamento degli impianti sportivi.

Una Legge per i Tifosi-Soci

Il fulcro dell’intervento di Salvini riguarda la proposta di legge, già incardinata in commissione Cultura al Senato, che mira a promuovere forme di azionariato popolare nel calcio. L’obiettivo, ha spiegato il leader leghista, è quello di “coinvolgere i tifosi nella gestione delle società di calcio”, un passo ritenuto fondamentale per rafforzare il legame tra i club e il loro territorio, aumentare la trasparenza e garantire una maggiore stabilità economica, specialmente nelle categorie inferiori. L’idea è di strutturare strumenti che rendano i sostenitori “direttamente responsabili rispetto alla proprietà e all’organizzazione delle società sportive”. Questo modello, già diffuso con successo in altri paesi europei come Germania e Spagna, permetterebbe un’iniezione di capitale stabile e non gravato da interessi, riducendo l’esposizione debitoria dei club.

La proposta di legge, che ha già ricevuto un primo via libera quasi unanime alla Camera dei Deputati nell’aprile 2024, prevede la creazione di “enti di partecipazione popolare sportiva” attraverso i quali i tifosi possono diventare soci-investitori. Un punto qualificante della norma è l’introduzione del diritto di prelazione per l’assegnazione del titolo sportivo a società partecipate da questi enti, un incentivo concreto per favorire questo tipo di modello gestionale.

Trasferte Libere, ma non per i Violenti

Altro tema caldo affrontato da Salvini è quello della gestione dell’ordine pubblico legato alle partite di calcio. Il vicepremier ha auspicato il “superamento dei divieti di trasferta per il tifo organizzato”, una misura che, a suo dire, finisce per penalizzare la stragrande maggioranza dei tifosi corretti senza risolvere alla radice il problema della violenza. La posizione è netta: “I delinquenti devono restare fuori, ma non si può continuare a vietare tutto a tutti“. Si tratta di una linea che mira a distinguere chiaramente tra il tifo appassionato e le frange violente, riaprendo un dialogo con le istituzioni per trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà di movimento dei sostenitori.

L’Asse con De Laurentiis contro la Burocrazia

L’intervento di Salvini ha trovato un’eco immediata nelle parole, e nelle battaglie, del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Approfittando della sua presenza, il leader della Lega ha condiviso la necessità di “superare i troppi blocchi che la burocrazia, in particolare modo alcune Soprintendenze, pongono alla crescita del Paese e dello sport”. Un riferimento diretto alla proposta di legge, sempre a firma Lega, che mira a rivedere il Codice dei Beni Culturali per ridurre i tempi amministrativi e limitare il potere di veto delle Soprintendenze su progetti di sviluppo, inclusa la costruzione o ristrutturazione degli stadi.

Questa convergenza non è casuale. Da tempo De Laurentiis lamenta le difficoltà burocratiche che ostacolano i progetti di ammodernamento dello stadio Diego Armando Maradona o la costruzione di un nuovo impianto. Il presidente azzurro ha più volte sottolineato come l’obsolescenza degli stadi italiani, spesso di proprietà comunale, rappresenti un freno per la competitività del nostro calcio a livello internazionale. La proposta leghista, che punta a rendere il parere delle Soprintendenze obbligatorio ma non più vincolante in certi contesti e a introdurre il principio del silenzio-assenso, potrebbe rappresentare una via d’uscita dall’impasse che blocca investimenti cruciali per il futuro del calcio italiano.

Un Dibattito Aperto sul Futuro del Calcio

Le dichiarazioni di Salvini al Napoli Racing Show riaccendono i riflettori su questioni strutturali che affliggono il calcio italiano da decenni. La partecipazione dei tifosi, la gestione della sicurezza e la modernizzazione delle infrastrutture sono tre pilastri su cui si gioca la sostenibilità e la credibilità del movimento. Mentre la proposta sull’azionariato popolare prosegue il suo iter parlamentare, il dibattito sulla burocrazia e sulla gestione dell’ordine pubblico resta aperto, in un delicato equilibrio tra la tutela del patrimonio culturale, le esigenze di sicurezza e la necessità di rendere il “prodotto calcio” più moderno, attrattivo e partecipato.

Di veritas

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