ROMA – Il tennis italiano e lo sport mondiale sono in lutto. Si è spento all’età di 92 anni Nicola Pietrangeli, il più grande tennista italiano di sempre, un’icona di stile, eleganza e talento purissimo che ha scritto pagine indelebili nella storia della racchetta. La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del mondo, lascia un vuoto incolmabile nel cuore di milioni di appassionati che in lui hanno visto un campione, un simbolo e un maestro.

Per onorare la sua memoria e rispettare le sue volontà, la famiglia ha scelto un luogo carico di significato per l’ultimo saluto: lo Stadio Pietrangeli, quel catino di terra rossa e marmo all’interno del Foro Italico che dal 2006 porta il suo nome. Qui, dove ha trionfato e fatto sognare intere generazioni, sarà allestita la camera ardente mercoledì 3 dicembre, a partire dalle ore 9 e fino alle 12. Un ultimo abbraccio della sua gente, nella sua casa sportiva, prima della commemorazione ufficiale prevista per le ore 12. I funerali si terranno nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 15, nella Chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio.

Una Vita per il Tennis: da Tunisi alla Hall of Fame

Nato a Tunisi l’11 settembre 1933 da padre italiano e madre russa, Nicola Chirinsky Pietrangeli ha incarnato l’essenza stessa del tennis. La sua è stata una carriera leggendaria, costellata di successi che lo hanno proiettato nell’olimpo dei più grandi di ogni epoca. È stato il primo tennista italiano a vincere un torneo del Grande Slam, conquistando per ben due volte consecutive il Roland Garros, nel 1959 e nel 1960. In quegli anni magici raggiunse la terza posizione nel ranking mondiale, allora stilato dai giornalisti sportivi.

Il suo palmarès vanta 48 titoli vinti in singolare, tra cui spiccano anche i due trionfi agli Internazionali d’Italia (1957 e 1961) e la semifinale a Wimbledon nel 1960. Ma è in Coppa Davis che Pietrangeli è diventato un simbolo mondiale, stabilendo record ancora oggi imbattuti: è il primatista di tutti i tempi per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78) e in doppio (42). Un amore viscerale per la maglia azzurra che lo portò a guidare, da capitano non giocatore, la storica spedizione che nel 1976 conquistò la prima e unica “Insalatiera d’Argento” per l’Italia, a Santiago del Cile.

Il suo impatto sullo sport è stato tale da renderlo l’unico tennista italiano ad essere introdotto nella prestigiosa International Tennis Hall of Fame di Newport, un riconoscimento che ne sancisce l’immortalità sportiva.

Lo Stadio Pietrangeli: un Monumento alla sua Grandezza

La scelta di allestire la camera ardente nello stadio a lui intitolato non è casuale, ma rappresenta il culmine di un legame indissolubile. Originariamente noto come Stadio della Pallacorda, l’impianto fu inaugurato nel 1934 e rappresenta un gioiello di architettura razionalista, incastonato nel cuore del Foro Italico. Con le sue gradinate in marmo di Carrara e le 18 statue che vigilano sul campo, è considerato uno degli stadi di tennis più belli e suggestivi al mondo. Dal 2006, quel luogo magico porta il nome di Nicola Pietrangeli, un tributo eterno della città di Roma e dello sport italiano al suo campione più amato.

L’Uomo dietro il Campione

Oltre ai trionfi sportivi, Nicola Pietrangeli è stato un personaggio carismatico, un uomo di mondo, simbolo della “Dolce Vita” romana. Famoso per la sua eleganza in campo e fuori, per il suo rovescio sublime e per un’ironia sferzante, ha vissuto una vita intensa, segnata anche da grandi passioni e da un profondo legame con la sua famiglia. La sua eredità non è confinata ai trofei in bacheca, ma risiede nell’ispirazione che ha trasmesso a intere generazioni di atleti e nell’aver portato il tennis italiano alla ribalta internazionale, con una classe e uno stile ineguagliabili.

Di nike

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