Settimo giorno di presidio in quota per i lavoratori Euroallumina

È trascorsa la sesta notte sul silo, a 40 metri d’altezza, per i lavoratori dell’Euroallumina di Portovesme, nel Sulcis. Prosegue così il settimo giorno di lotta nel presidio in quota, con una richiesta precisa rivolta al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: ottenere chiarimenti risolutivi rispetto alla riunione prevista per il 10 dicembre. La protesta nasce dalla preoccupazione per il futuro dello stabilimento e per la mancata applicazione di misure che, secondo i lavoratori, penalizzano l’Italia rispetto ad altri paesi europei.

Le richieste dei lavoratori: chiarezza e fondi per la sopravvivenza dello stabilimento

Enrico Pulisci, rappresentante della Rsa dell’Eurallumina, ha espresso chiaramente le aspettative dei lavoratori: “Vorremmo che sia una riunione importante e che possa essere risolutiva e non il solito incontro interlocutorio di aggiornamento”. La determinazione è alta, nonostante la stanchezza, e il presidio continua. Pulisci ha inoltre sottolineato una disparità di trattamento che, a loro dire, penalizza l’Italia: “Alla faccia del ‘prima gli italiani’ – aggiunge – da due anni e mezzo in altri Paesi d’Europa le consociate alla Rusal (la multinazionale russa proprietaria dello stabilimento di Portovesme), non sono state sottoposte a sanzione. In Italia sì”. La richiesta è chiara: fondi immediati per la sopravvivenza dello stabilimento, o, in alternativa, la revoca delle sanzioni e una prospettiva concreta di rilancio produttivo.

In ballo investimenti e posti di lavoro

La posta in gioco è alta: si parla di 300 milioni di euro di investimenti e 1.500 posti di lavoro equivalenti. Pulisci ha ribadito l’urgenza di un intervento concreto: “Che si diano una mossa. Noi continuiamo e siamo determinati”.

Il contesto: le sanzioni e la proprietà russa

La vicenda dell’Euroallumina si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalle sanzioni internazionali e dalla proprietà russa dello stabilimento. La Rusal, multinazionale russa, è proprietaria dell’impianto di Portovesme. I lavoratori lamentano che, a differenza di quanto accade in altri paesi europei, in Italia le consociate Rusal sono state sottoposte a sanzioni, creando una situazione di svantaggio competitivo e mettendo a rischio il futuro dello stabilimento.

Un appello alla responsabilità

La protesta dei lavoratori dell’Euroallumina evidenzia una situazione di grande difficoltà e incertezza. La richiesta di chiarezza rivolta al Ministro Urso è legittima e merita una risposta concreta e tempestiva. È fondamentale che si trovi una soluzione che tuteli i posti di lavoro e garantisca la sopravvivenza di un’importante realtà produttiva del Sulcis, tenendo conto del contesto internazionale e delle implicazioni delle sanzioni.

Di atlante

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